{"id":28478,"date":"2020-04-25T10:51:48","date_gmt":"2020-04-25T08:51:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/?p=28478"},"modified":"2020-05-02T17:33:57","modified_gmt":"2020-05-02T15:33:57","slug":"ndi-e-smpte-2110-video-over-ip","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/ndi-e-smpte-2110-video-over-ip\/","title":{"rendered":"NDI e SMPTE-2110: video over IP"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p>Una parte del mondo del Broadcast sta facendo rotta verso il formato SMPTE 2110, ben noto standard proposto dalla Society of Motion Picture and Television Engineers -soprattutto- perch\u00e9 nasce con la finalit\u00e0 di inviare il video digitale su una rete IP.<br \/>\nLa novit\u00e0 rispetto al passato \u00e8 nel fatto che i dati video sono veicolati su infrastruttura IT in formato non compresso e il video, l&#8217;audio e i dati ancillari viaggiano su stream distinti e separati.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28587 size-full alignright\" src=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ndi-image.jpg\" alt=\"\" width=\"378\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ndi-image.jpg 378w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/ndi-image-300x173.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/>L&#8217;efficienza di banda, non certo elevata \u00e8 subordinata alla qualit\u00e0 che risulta massima, mentre la flessibilit\u00e0 non \u00e8 un problema in quanto tale formato nasce per impiego all&#8217;interno di un centro di produzione e distribuzione broadcast.<br \/>\nIn questa direzione \u00e8 convinzione piuttosto comune dell&#8217;industria dei media che tale formato sia appannaggio solo ed esclusivo dei broadcaster pubblici, come uniche entit\u00e0 in grado di reggere i costi.<\/p>\n<h3>Superare alcuni limiti<\/h3>\n<p>L&#8217;SMPTE 2110 \u00e8 sicuramente nato come soluzione di infrastruttura in grado di cancellare le complessit\u00e0 del tipico segnale SDI, e spostarsi verso una infrastruttura di rete che gestisca il video.<br \/>\nDal punto di vista tecnologico vuole superare una serie di limiti che l&#8217;impiego dell&#8217;SDI (e nel 2022) ha sempre imposto, come la complessit\u00e0 di estrarre da un segnale video l&#8217;audio demultiplexandolo, scompattandolo, quando necessario.<br \/>\nNel 2110 questo non accade pi\u00f9 dato che tutti i flussi sono separati, quindi risulta molto semplice leggere solo ci\u00f2 che serve, senza demultiplexare nulla.<br \/>\nUnico vincolo in questa situazione \u00e8 disporre di un apparato di sincronizzazione distribuito nella rete che permetta che questi flussi siano riconoscibili e siano sincroni.<br \/>\nPer impiegare il l&#8217;SMPTE 2110 non \u00e8 per\u00f2 sufficiente acquistare cavi di rete e semplici apparati COTS, infatti servono prodotti di alto livello in grado di supportare dei data rate elevati di 10Gbps per flusso in UHD e di 2,7 Gb in Full HD e di sincronizzazione PTP (precision time protocol) con adeguata infrastruttura di rete.<br \/>\nL&#8217;altro problema \u00e8 che ad oggi siamo abituati ai sistemi IP \u201cnormali\u201d ma in effetti non esiste un sistema software in grado di generare un flusso 2110 perch\u00e9 questo \u00e8 generato via hardware.<br \/>\nQuindi ogni device necessita di una interfaccia hardware convertitore da SDI a 2110; il mixer potrebbe gi\u00e0 essere in grado di ricevere un segnale 2110, ma una telecamera, un computer per la grafica e altro necessitano di nuovo hardware costoso.<br \/>\nIn pratica, riassumendo, dal punto di vista della tipica struttura di produzione, il 2110 offre il massimo dal punto i vista della qualit\u00e0 ma richiede una certa complessit\u00e0 nella gestione e necessita di sensibili cambiamenti alla struttura, non economici.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-28581 alignleft\" src=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/RobertoMusso.jpg\" alt=\"\" width=\"129\" height=\"114\" \/>Roberto Musso<\/strong> IP&amp;NDI Regional Product Manager EMEA di <a href=\"https:\/\/www.vizrt.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Vizrt<\/strong><\/a> commenta:<br \/>\n<em>\u201cIl formato SMPTE 2110 nasce per garantire l&#8217;interoperabilit\u00e0 degli apparati IP sulla stessa rete, ossia dovrebbe essere una tecnologia open source di tipo plug and play, ma molti nel settore ritengono che i grandi player del mondo broadcast, che fanno parte del consorzio, tendano a garantirsi in qualche modo un certo vantaggio aziendale sullo standard stesso.<\/em><br \/>\n<em>Questo sta causando un certo ritardo nello sviluppo di questa tecnologia e, soprattutto, il sogno iniziale di interoperabilit\u00e0 un po&#8217; si allontana, visto che lo scenario si complica.<\/em><br \/>\n<em>Un altro problema \u00e8 che, in genere, i dipendenti abituati a lavorare con le tecnologie SDI non possono essere gli stessi che opereranno con l&#8217;SMPTE 2110 per una questione di cambio di mentalit\u00e0 del workflow. In pratica i problemi rimangono nei costi, le competenze e nel cambio generazionale richiesto al personale.\u201d<\/em><\/p>\n<h3>La pandemia e l&#8217;NDI<\/h3>\n<p>Oggi, poi, il problema contingente del Coronavirus ha portato molti editori e produttori del comparto media a pensare obbligatoriamente di produrre sul cloud, di impiegare strutture di produzione snelle e la remote production.<br \/>\nSono necessit\u00e0 pi\u00f9 che scelte e il peso dei dati da spostare nel caso del 2110 rende queste procedure assai problematiche e poco convenienti (infatti non \u00e8 nato per questo).<br \/>\nQui entra in scena il formato NDI, nativo di <a href=\"https:\/\/www.newtek.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">NewTek<\/a> che, introdotto nel 2015, pu\u00f2 vantare molti anni di esperienza e proporsi come protocollo maturo.<br \/>\nFino a ieri nessun broadcaster avrebbe mai pensato di gestire contenuti con l&#8217;NDI proprio perch\u00e9 \u00e8 un formato compresso, quindi un outsider.<br \/>\nPer\u00f2 nel momento in cui NewTek \u00e8 stata acquistata da Vizrt, player importante in area broadcast, i giochi sono cambiati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-28586 alignright\" src=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/NewTek-NDI-broadcast-copy-1024x445.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/NewTek-NDI-broadcast-copy-1024x445.jpg 1024w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/NewTek-NDI-broadcast-copy-300x131.jpg 300w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/NewTek-NDI-broadcast-copy-768x334.jpg 768w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/NewTek-NDI-broadcast-copy-810x352.jpg 810w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/NewTek-NDI-broadcast-copy-400x174.jpg 400w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/NewTek-NDI-broadcast-copy.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p><strong>Roberto Musso<\/strong> conferma: <em>\u201cL&#8217;esplosione della remote production sta portando l&#8217;NDI alla ribalta e a essere appetibile perch\u00e9 una struttura di questo tipo funziona anche da casa con la rete Gb esistente e non serve nulla di speciale, \u00e8 software facile da installare.<\/em><br \/>\n<em>L&#8217;interoperabilit\u00e0 esiste da anni, il formato di compressione \u00e8 proprietario ma l&#8217;SDK consente a chiunque di sviluppare software in grado di leggere e\/o produrre un flusso NDI da telecamere, computer, grafica, telefonini, macchine fotografiche, etc.<\/em><br \/>\n<em>Il formato immagine \u00e8 compresso ma un&#8217;ottima compressione garantisce un flusso di lavoro estremamente vantaggioso.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Qualsiasi dispositivo pu\u00f2 essere abilitato via software a creare uno stream NDI e quindi \u00e8 facile creare dei contenuti distribuiti in rete e lavorarli sul cloud in modalit\u00e0 multi utente.<br \/>\nLa produzione SDI \u00e8 tipicamente centrica, basata su una grande matrice, nel centro di produzione, che collega ingressi ad uscite; mentre quella in NDI \u00e8 ubiqua, delocalizzata, e non c&#8217;\u00e8 alcuna matrice.<br \/>\nQuesto, evidentemente, apre un universo di possibilit\u00e0, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 dipendenza da una infrastruttura fisica e poi l&#8217;interoperabilit\u00e0 \u00e8 dovuta a una serie di strumenti digitali esistenti, che parlano lo stesso linguaggio, quando sono in grado via software di produrre un flusso IP.<br \/>\nMusso conclude: <em>\u201cL&#8217;approccio in NDI consente di ridurre impiego di cavi, di spazio nei rack, di consumi energetici ed \u00e8 a prova di futuro perch\u00e8 supporta tutte le risoluzioni e frame rate, oltre ad avvantaggiarsi delle evoluzioni IT dal 100 Gbe al 400 Gbe.<\/em><br \/>\n<em>Nel momento in cui si lavora tutto in NDI, persino il mixer video pu\u00f2 essere semplicemente un&#8217;applicazione software e come tale posto nel cloud, diventando tecnicamente imbattibile.\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una parte del mondo del Broadcast sta facendo rotta verso il formato SMPTE 2110, ben noto standard proposto dalla Society of Motion Picture and Television Engineers -soprattutto- perch\u00e9 nasce con la finalit\u00e0 di inviare il video digitale su una rete IP. La novit\u00e0 rispetto al passato \u00e8 nel fatto che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":28582,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"footnotes":""},"categories":[13,12,90],"tags":[26],"class_list":["post-28478","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-produzione-audio","category-produzione-video","category-trasmissione-ip","tag-trasmissione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28478"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28478\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28618,"href":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28478\/revisions\/28618"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}