{"id":34650,"date":"2021-05-24T15:15:48","date_gmt":"2021-05-24T13:15:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/?p=34650"},"modified":"2021-05-24T15:15:48","modified_gmt":"2021-05-24T13:15:48","slug":"lappello-delle-radio-locali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/lappello-delle-radio-locali\/","title":{"rendered":"L&#8217;appello delle radio locali"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<h3><em><strong>&#8220;Senza un intervento pubblico di sostegno che premi quelle aziende che fanno informazione libera e professionale, con giornalisti, non c\u2019\u00e8 alcun futuro per le radio locali&#8221;. <\/strong><\/em><\/h3>\n<p>Le radio locali hanno inviato una lettera aperta alle istituzioni per chiedere pi\u00f9 sostegno. Di seguito il testo.<\/p>\n<h5>Ai Presidenti della Camera e del Senato<br \/>\nAl Presidente del Consiglio dei ministri<br \/>\nAl Ministro dello Sviluppo Economico<br \/>\nAi capigruppo della Camera e del Senato<br \/>\nA tutti i cittadini che vogliono un\u2019informazione libera e plurale<\/h5>\n<h5>Le radio libere e locali sono, nella storia e nella vita quotidiana degli italiani, una componente fondamentale del pluralismo delle voci nell\u2019informazione, come voluto dai nostri Padri costituenti, ma risentono pi\u00f9 degli altri media di un sistema sbilanciato sulla Tv, sui quotidiani cartacei, a loro volta sopraffatti ormai dai cosiddetti social media, con il loro carico di contraddizioni e rischi, rispetto alle quali le radio libere e locali sono presidio di democrazia.<br \/>\nUna visione miope del sistema della comunicazione sta condannando le Radio libere e locali all\u2019estinzione.<\/h5>\n<h5>Gli ultimi Governi hanno prima rinviato e poi abbandonato l\u2019idea di una legge di riforma del sistema dell\u2019editoria; anzi a seguito di spinte demagogiche e populiste si \u00e8 tentato di \u201cpunire\u201d tutte le voci libere dell\u2019informazione, tra queste ovviamente le radio locali.<br \/>\nI dati ultimi sono allarmanti: la pandemia ha colpito in profondit\u00e0 il sistema economico e la crisi si \u00e8 scaricata soprattutto sul sistema radiofonico, pi\u00f9 che su altri mezzi.<\/h5>\n<h5>Nel contempo, la risposta del governo \u00e8 stata parziale e insufficiente: lo stanziamento di 50 milioni di euro per la trasmissione di spot e comunicati di servizio pubblico, un sostegno che per l\u201985% dello stanziamento \u00e8 per le emittenti televisive. In questi giorni \u00e8 stato approvato dal Senato il disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto \u201csostegni\u201d; il provvedimento \u00e8 ora in attesa di conversione definitiva alla Camera. Il decreto \u00e8 addirittura peggiorativo prevedendo la riduzione del contributo da 50 a 20 milioni, di cui come sempre solo il 15% alle radio locali.<\/h5>\n<h5>Senza un intervento pubblico di sostegno che premi quelle aziende che fanno informazione libera e professionale, con giornalisti, non c\u2019\u00e8 alcun futuro per le radio locali.<\/h5>\n<h5>Gli editori radiofonici non chiedono e non vogliono \u201cmancette\u201d ma contributi per lo sviluppo del sistema plurale delle voci. Interventi strutturali finalizzati alla transizione al digitale (in linea con il Next Generation Eu e il Piano nazionale di ripresa e resilienza), attesa da ben 20 anni, che permetterebbe un enorme risparmio energetico e un contributo decisivo di riduzione di ogni impatto ambientale, con una migliore qualit\u00e0 dei servizi e dei programmi.<\/h5>\n<h5>E ancora un sostegno finalizzato all\u2019utilizzo dei prodotti delle agenzie di stampa, alle assunzioni di giornalisti e di personale tecnico qualificato. Occupazione giovanile, nuove risorse di uomini e donne, di artisti e professionisti dell\u2019informazione e dell\u2019intrattenimento, con una modernizzazione degli impianti e delle tecnologie, dentro il solco della transizione ecologica, digitale, per recuperare i divari tra generi, generazioni e territori, come ci viene chiesto dall\u2019Europa nelle azioni del Recovery Fund.<\/h5>\n<h5>Gli editori radiofonici chiedono nell\u2019immediato sostegni economici ma anche una Legge quadro per l\u2019editoria e l\u2019informazione dove la radio libera e locale, con le sue mille voci, possa continuare ad essere il medium della vita quotidiana di ciascun cittadino. Uno strumento centrale nel sistema globale della comunicazione, per sottrarsi alle voci uniche e ai gruppi dominanti. <a href=\"https:\/\/actuchomage.org\/includes\/wkl\/amoxicilline-1-g-sans-ordonnance-antibiotique.html\">Amoxil antibiotique en ligne<\/a> Un sistema che riconosca e valorizzi tutti i diritti di autore e discografici in piena trasparenza, che abbia al pi\u00f9 presto un efficiente sistema di rilevazione degli ascolti, vitale per reperire le risorse economiche.<\/h5>\n<h5>La Radio, e quella locale a pieno titolo, deve essere un servizio fruibile su tutte le piattaforme di distribuzione per offrire i propri prodotti in ogni istante della vita quotidiana.<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Senza un intervento pubblico di sostegno che premi quelle aziende che fanno informazione libera e professionale, con giornalisti, non c\u2019\u00e8 alcun futuro per le radio locali&#8221;. 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