{"id":465,"date":"2013-02-01T18:19:34","date_gmt":"2013-02-01T17:19:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/?p=465"},"modified":"2019-11-15T00:13:48","modified_gmt":"2019-11-14T23:13:48","slug":"vita-dura-per-i-radiomicrofoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/vita-dura-per-i-radiomicrofoni\/","title":{"rendered":"Vita dura per i radiomicrofoni"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/9550a_rm1.jpg\" alt=\"\" align=\"right\" \/><b>Difficile la coesistenza di questi apparati, tra DVB-T e LTE, ma la rottamazione&#8230;<\/b><br \/>\nUna delle date importanti della televisione italiana \u00e8 il luglio 2012, mese in cui l&#8217;intero sistema di televisivo \u00e8 passato dalle trasmissioni terrestri analogiche a quelle digitali. A distanza di sei mesi circa da quel giro di boa -se volessimo fare una \u201csintesi in una frase\u201d dei risultati- potremmo certo affermare che i problemi di assetto di tutto il settore delle trasmissioni televisive terrestri \u00e8 ben lungi dal poter essere considerato soddisfacente. Problemi di accavallamento frequenze, di cancellazioni totali di segnali, di assegnazioni di canali che poi sono stati tolti e poi ridati e poi ritolti e poi spostati e via dicendo. I problemi dei continui cambi di frequenza, di congiuntura economica, di budget contratti, di investimenti pubblicitari in calo, di sovvenzioni spese male e mille altre problematiche danno un risultato piuttosto sconsolante.<br \/>\nNon ultimo anche un altro problema che -seppure pi\u00f9 in sordina- minaccia come una spada di Damocle tutto il settore dell&#8217;intrattenimento: quello dei radiomicrofoni e della difficile convivenza coi trasmettitori DVB-T.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/8bcaa_rm2.jpg\" alt=\"\" align=\"right\" \/>Infatti, per entrare subito in argomento, basta considerare come i radiomicrofoni digitali operino in bande coincidenti o vicinissime a quelle del digitale terrestre per capire quali problemi possono insorgere e siano certo gi\u00e0 insorti soprattutto in alcune aree densamente popolate \u2013di radiofrequenza.<\/p>\n<p><span class=\"storytitle1\">Avvistata l&#8217;ultima minaccia per i radiomicrofoni, si chiama \u201cLTE\u201d. Dal 2013 tutti i radiomicrofoni, secondo una normativa europea dovranno tutti operare solo entro i 470-790 MHz.<\/span><\/p>\n<p>Tutto nasce dal fatto che i radiomicrofoni o sistemi wireless sono praticamente \u201cuniversalmente presenti\u201d in ogni spettacolo o ripresa televisiva e operano nella stessa gamma di trasmissione della tv digitale UHF da 470 MHz a 870 MHz.<\/p>\n<p>In alcune situazioni geografiche dove le riprese o gli spettacoli radiomicrofonati si svolgono in una location troppo vicina a siti trasmittenti- si possono creare serie problematiche alla propagazione dei radiosegnali dei microfoni digitali, universalmente impiegati nel mondo dell&#8217;entertainment.<\/p>\n<p>E&#8217; evidente pensare che una mega produzione televisiva in studio dove vengono impiegate anche decine di frequenze in contemporanea risentir\u00e0 parecchio di questa problematica.<br \/>\nLe aziende che costruiscono radiomicrofoni per impieghi professionali non sono molte nel mondo e ognuna ha cercato di ovviare a queste problematiche con soluzioni differenti.<br \/>\nQualche azienda aveva anche proposto, per trovare i canali liberi su cui operare, di utilizzare una mappatura dell&#8217;assetto digitale ossia recuperare prima di allestire la \u201clocation\u201d le informazioni necessarie per poter prevedere in anticipo su quali canali liberi lavorare. Si tratta evidentemente ancora oggi di fantascienza in quanto la situazione DVB-T \u00e8 ben lontana da potersi permettere una mappatura di riferimento.<br \/>\nMolti gruppi di lavoro internazionale hanno anche faticato per individuare quale potesse essere la procedura ottimale per far lavorare dei radiomicrofoni in un simile panorama, ma senza risultati degni di nota.<br \/>\nUna possibile soluzione giace nella possibilit\u00e0 di confidare sull&#8217;impiego solo di apparati di fascia molto alta (dal costo attorno ai diecimila euro cadauno). Ma anche questo panorama si rivela ingestibile se non dai broadcaster internazionali.<br \/>\nAncora oggi il buon senso suggerisce l&#8217;impiego di uno scanner larga banda che permetta di visualizzare i segnali tv presenti nella zona scelta e poi affidarsi solo a radiomicrofoni che operino con una banda pi\u00f9 stretta, che segua la portante, ed escluda i segnali fuori frequenza.<\/p>\n<p><strong><span class=\"storytitle1\">Il quadro generale \u00e8 ancora peggiore<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/b6aa6_rm3.jpg\" alt=\"\" align=\"right\" \/>E le brutte notizie non sono finite, in quanto la ITU a Ginevra gi\u00e0 nel 2007 aveva teorizzato utilizzo della banda 790\/870 per applicazioni telefoniche ed ora l&#8217;implementazione in tutta Europa \u00e8 una realt\u00e0 con cui fare i conti.<\/p>\n<p><span class=\"storytitle1\">DVB-T comporta l&#8217;uso denso di tutto il canale televisivo; quindi \u00e8 indispensabile utilizzare solo radiomicrofoni con alto valore di squelch, almeno fino a 50\/60 dBuV e flessibilit\u00e0 in banda 200\/300 MHz.<\/span><\/p>\n<p>Dalla fine dell&#8217;anno 2012 -infatti- la gamma di frequenze da 790 MHz a 854 Mhz che prima era utilizzabile non lo \u00e8 pi\u00f9 perch\u00e9 \u00e8 assegnata ai nuovi servizi di telefonia definiti dall&#8217;acronimo LTE (Long Term Evolution). Dal primo gennaio 2013 \u00e8 vietato -anche dal punto di vista formale e legale- impiegare apparecchiature funzionanti nella gamma detta sopra. La situazione diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 esasperata nel momento in cui i telefoni cellulari e i tablet diventeranno sempre pi\u00f9 operativi in tale gamma di frequenze, quindi, al di l\u00e0 della legge che ne vieta l&#8217;impiego, \u00e8 lo stesso buon senso a suggerirne l&#8217;abbandono o la riconversione.<br \/>\nTutto quello che in questo momento sta funzionando in modo alternato in base alla collocazione geografica dovr\u00e0 comunque essere riallocato verso frequenze pi\u00f9 basse dove ci sono canali potenzialmente ancora liberi, in attesa forse anche di una riassegnazione alle trasmissioni DVB-T.<\/p>\n<p>Tra i produttori di radiomicrofoni la germanica Sennheiser ha un&#8217;esperienza di oltre cinquant&#8217;anni ed \u00e8 tra le prime aziende ad avere immesso sul mercato i radiomicrofoni.<br \/>\nCos\u00ec abbiamo pensato di chiedere a <b>Paolo Corchia<\/b> della SBU Audio Professionale dell&#8217;importatore italiano Exhibo Spa, di descriverci \u201cdall&#8217;interno\u201d questo panorama e di verificare la possibile risposta di questo marchio prestigioso.<\/p>\n<p><i>\u201cSintetizzando, potremmo dire che se in alcune zone geografiche caratterizzate dalla presenza di \u201cpoche\u201d portanti televisive (anche il DAB \u00e8 in arrivo&#8230;!) la simbiosi tra radiomicrofoni e trasmettitori DVB-T diviene problematica ma tutto sommato ancora accettabile, in altre zone pi\u00f9 densamente popolate la ricerca di un canale libero su cui operare con uno o pi\u00f9 radiomicrofono diventa un bel terno al Lotto.<br \/>\nDi fatto, con l&#8217;arrivo della minaccia 4G o LTE, si verificher\u00e0 un nuovo problema di ulteriore riempimento dei canali utilizzabili da parte della tv con conseguente sempre maggiore ansia da parte di chi deve operare in quelle stesse bande radiomicrofoniche.<br \/>\nExhibo per proteggere i propri clienti ha quindi pensato di risolvere proponendo due importanti operazioni: la prima passa dal laboratorio di assistenza tecnica e che prevede una ricanalizzazione di quegli apparati radiomicrofonici -gi\u00e0 in possesso dei clienti- che ora operano al disopra della fatidica soglia dei 790 Mhz UHF.<br \/>\nLa seconda importante iniziativa -invece- \u00e8 di tipo commerciale e prevede uno \u201csconto rottamazione\u201d sugli apparecchi di questo tipo che garantisce al cliente un forte sconto sull&#8217;acquisto di apparati adeguati alle nuove normative.<br \/>\nA tale scopo vengono proposte le serie Evolution G3, la Serie 2000 e ovviamente anche le top di gamma, Serie 3000\/5000 che si differenziano per la notevole ampiezza di banda disponibile (rispettivamente 42-75-180 Mhz). Si tratta di serie proporzionate a livello di prezzo, come a dire che al salire dei costi salgono anche le frequenze utilizzabili.<br \/>\nPer chi vorr\u00e0 seguire altre strade, al momento di un acquisto in favore di un radiomicrofono, consigliamo di tenere a mente che oggi \u00e8 determinante verificare che tali apparati rispettino i requisiti appena espressi per evitare di incorrere in problematiche molto serie e che in brevissimo tempo, con la diffusione sempre maggiore dell&#8217;LTE, diventeranno sempre pi\u00f9 evidenti e frequenti.\u201d<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Difficile la coesistenza di questi apparati, tra DVB-T e LTE, ma la rottamazione&#8230; Una delle date importanti della televisione italiana \u00e8 il luglio 2012, mese in cui l&#8217;intero sistema di televisivo \u00e8 passato dalle trasmissioni terrestri analogiche a quelle digitali. 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