{"id":471,"date":"2013-02-08T21:08:57","date_gmt":"2013-02-08T20:08:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/?p=471"},"modified":"2019-11-15T00:14:35","modified_gmt":"2019-11-14T23:14:35","slug":"il-futuro-della-tv-e-dietro-langolo-ma-la-capacita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/il-futuro-della-tv-e-dietro-langolo-ma-la-capacita\/","title":{"rendered":"Il futuro della tv \u00e8 dietro l&#8217;angolo ma la capacit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/542d6_dvbt2_1.jpg\" align=\"right\" \/>Le attuali reti per la televisione digitale terrestre risentono sicuramente del fatto di essere state realizzate in soli tre anni. L&#8217;arco di tempo  \u00e8 decisamente limitato in quanto le reti analogiche erano state costruite e ottimizzate in addirittura 50 anni di trasmissioni. \u00c8 evidente che in un arco di tempo cos\u00ec breve le nuove reti risentano di qualche peccatuccio di giovent\u00f9. Anzi, \u00e8 sicuramente corretto affermare che dato il poco tempo di sviluppo disponibile per le attuali reti, seppure ancora piene di problematiche, in generale hanno risposto piuttosto egregiamente alla bisogna. Qualcuno afferma tuttavia che l&#8217;attuale sistema DVB-T digitale terrestre sia nato gi\u00e0 morto in quanto gi\u00e0 all&#8217;epoca del varo stavano affacciandosi nuove tecnologie che avrebbero permesso meraviglie ben superiori. Questo \u00e8 vero soltanto in parte poich\u00e9 le tecnologie che effettivamente promettono di compiere nuovi prodigi sono disponibili da poco tempo e non certo da quando si \u00e8 iniziato a parlare di completa rielaborazione delle reti digitali partendo da quelle analogiche. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/74734_dvbt2_2.jpg\" align=\"right\" \/>Stiamo parlando del nuovo standard digitale T2 che vede molti fautori e anche una rete gi\u00e0 funzionante sul territorio italiano, quella di Europa 7 dell&#8217;editore Di Stefano. Come gi\u00e0 scritto sulle pagine di Monitor , <i>\u201cEuropa7 ha scelto il DVB-T2 perch\u00e9 consente una qualit\u00e0 veramente eccezionale, una grande robustezza di segnale e in particolare attraverso il canale 8 anche la possibilit\u00e0 di trasmettere e quindi ricevere perfettamente eventi in mobilit\u00e0 su smartphone e tablet, tramite il dongle DVB-T2 o il tablet DVB-T2 integrato.\u201d<\/i><\/p>\n<p>\n\u00c8 innegabile che la tecnologia in T2 abbia diversi vantaggi rispetto al precedente e attuale T (DVB-T) chiamato anche T1 se non altro perch\u00e9 assai pi\u00f9 recente.<br \/>\nIl primo e pi\u00f9 evidente tra questi \u00e8 che un simile sistema \u00e8 in grado di veicolare di tutto, segnali televisivi digitali, programmi radio, segnali di produzione e anche di trasporto, sempre in ambito televisivo. Si pu\u00f2 parlare in tal senso di economie di scala e anche di innumerevoli vantaggi che ora vedremo.<br \/>\nIntanto, fino ad adesso, il T1 ha soltanto raddoppiato o decuplicato i canali  tv disponibili (rimane l&#8217;interrogativo se ne avessimo bisogno) e l&#8217;ottimizzazione deve ancora arrivare dato che si \u00e8 partiti non da zero ma da reti esistenti e miste in MFN e SFN. Anche le postazioni ad alta frequenza sono state ereditate dai sistemi digitali esistenti e molto spesso sono stati sostituiti soltanto i trasmettitori e la catena digitale ma le antenne non sono state assolutamente intoccate, a volte \u201ctiltate\u201d e molto spesso la programmazione di rete \u00e8 stata fatta in modo un po&#8217; superficiale.<\/p>\n<p>\n<img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/15405_dvbt2_6.jpg\" align=\"right\" \/><\/p>\n<p>\n<span class=\"storytitle1\">DVB-T vs DVB-T2<\/span><br \/>\nUn altro punto a favore del T2 \u00e8 che potrebbe sicuramente migliorare e ottimizzare le reti che finalmente possono avvantaggiarsi di un diverso intervallo di guardia.<br \/>\nLo stesso <b>Di Stefano<\/b> ha affermato :<i>\u201dL&#8217;adozione del DVB-T2 ha permesso ad Europa7 di sincronizzare i segnali T2 a duecento chilometri di distanza, una distanza nemmeno pensabile nel T1 e infatti con solo 5 postazioni e apparati Rohde  Schwarz si riescono a coprire circa 22milioni di abitanti residenti in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.\u201d<\/i><\/p>\n<p>\nDa notare che il passaggio dalle tecnologie analogiche a quelle digitali nella televisione ha comportato in tutta Europa una sensibile riduzione delle frequenze disponibili, infatti malgrado si siano liberate diverse frequenze, sono da dedicare ad altri servizi come quelli mobili, secondo un piano generale che viene chiamato \u201cdigital divide\u201d.<\/p>\n<p>\n<span class=\"storytitle1\">Direttamente con DVB-T2<\/span><br \/>La situazione, ossia \u201cla fame\u201d di frequenze ovviamente varia da nazione nazione e alcune nazioni che si sono affacciate per ultime alle tecnologie digitali -dove c&#8217;era spazio- hanno addirittura saltato la fase del digitale col T1 e sono passate immediatamente al T2.<br \/>\nDa notare che molto spesso si parla del T2  considerandolo un universo a parte anche se in effetti i due sistemi T1 e T2 sono gemelli o forse \u00e8 pi\u00f9 corretto affermare che il T2 \u00e8 una evoluzione del T1 dato che il T2 \u00e8 nato qualche tempo dopo e come tale pu\u00f2 avvantaggiarsi di una serie di miglioramenti tecnologici che lo rendono sicuramente pi\u00f9 performante. <\/p>\n<p>\n<img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/15405_dvbt2_3.jpg\" align=\"right\" \/><br \/>\nSi tratta di due sistemi concettualmente simili ma che vantano criteri di protezione molto differenti; per entrambi il sistema interessato si chiama OFDM, ma il T2 garantisce miglioramenti sui codici di protezione, sulla modulazione, sulla densit\u00e0 delle portanti e tutto ci\u00f2 \u00e8 evidentemente legato alla disponibilit\u00e0 di nuove tecnologie e processori pi\u00f9 performante. <br \/>\nPoter gestire una mole di dati molto superiore consente, tra le varie cose, di ritrovare minori problematiche a livello di distorsione del rumore sul canale trasmittente e anche in fase di ripristino di eventuali dati digitali \u201cpersi per strada\u201d.  Parlando con un tecnico si scopre che oggi \u00e8 addirittura possibile risolvere problematiche di errore che affliggono anche diverse centinaia di portanti e quindi recuperare un segnale utile altrimenti irrimediabilmente compromesso.<br \/>\nNel DVB-T  il multiplex si caratterizza per un unico livello di protezione che \u00e8 comune a tutti i programmi in esso contenuti.<br \/>\nIl T2 consente, inoltre, di aumentare la capacit\u00e0 di circa il 30% e arrivare all&#8217;apprezzabile soglia dei 40 Mb\/s rispetto al T1 che si ferma 24.<br \/>\nQuesti due dati si traducono in una maggiore possibilit\u00e0  di inserire  pi\u00f9 \u201cprogrammi\u201d e di rimando anche una migliore qualit\u00e0. <br \/>\nSi parla poi di grande flessibilit\u00e0 nel T2 dato che esso non tratta tutte le portanti nello stesso modo: possiamo infatti definire degli slot temporali e in frequenza che possono essere trattati in modo indipendente l&#8217;uno dagli altri.<br \/>\nQuesto consente di inserire  servizi differenziati -fissi oppure mobili- con grande agilit\u00e0 e flessibilit\u00e0.<br \/>\nIl T2 consente di definire un livello di protezione differente per ciascun programma, e questo permette al broadcaster di decidere se proteggere maggiormente un canale, magari perch\u00e9 \u00e8 indirizzato ad un servizio mobile, come  tablet e smartphone che non necessitano di un bitrate elevato. Qui gli schermi sono molto piccoli e un bitrate pi\u00f9 elevato pu\u00f2 risultare del tutto inutile, mentre proteggere il servizio in maniera maggiore \u00e8 sicuramente una carta vincente per garantirne la ricezione in mobilit\u00e0.  <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/250f8_dvbt2_4.jpg\" align=\"right\" \/><b>La RAI inizier\u00e0 le trasmissioni sperimentali in DVB-T2 in Sicilia e Valle d&#8217;Aosta<\/b><\/p>\n<p>\nNel caso, invece, di un servizio televisivo per fruizione tipicamente fissa, con antenna esterna, come nelle case, possiamo decidere di utilizzare un bitrate pi\u00f9 elevato per premere sul pedale della qualit\u00e0, risparmiando sul livello di protezione che pu\u00f2 essere mantenuto inferiore, data la non criticit\u00e0.<br \/>\nUn altro dato da tenere in considerazione \u00e8 che in qualsiasi argomentazione favorevole al T2 si sottolinea come  ad un aumento del numero delle portanti sia possibile aumentare anche l&#8217;intervallo di guardia cos\u00ec da poter creare delle reti pi\u00f9 ampie. Questo poich\u00e9 le possiamo proteggere su aree ben pi\u00f9 vaste con un segnale che risulta pi\u00f9 immune da auto interferenze.<\/p>\n<p>\nIl parere comune di chi si occupa di  alta frequenza e che oggi manca la \u201ccapacit\u00e0\u201d a livello di frequenze, infatti  lo spazio disponibile \u00e8 del tutto saturato; in pratica l&#8217;affollamento \u00e8 gi\u00e0 massimo e purtroppo non consente nemmeno di pensare a possibili e utili servizi futuribili. Molti  argomentano che in questa fase di passaggio si sarebbe dovuto riservare una parte della capacit\u00e0, una buona fetta almeno, per le possibili evoluzioni a medio e lungo termine: per esempio il discorso dell&#8217;interattivit\u00e0, dell&#8217;alta definizione, del 3D, il 4K,  le integrazioni tv-telco-Internet e comunque prevedere una certa \u201criserva\u201d per l&#8217;evoluzione.<\/p>\n<p>\n<span class=\"storytitle1\">Pi\u00f9 spazio con il DVB-T2<\/span><\/p>\n<p>Nella situazione di oggi, ormai nei multiplex televisivi tipici, compresi quelli del broadcaster nazionale, malgrado gli 80 MB\/s disponibili, non ci sono pi\u00f9 spazi liberi per eventuali nuovi servizi, insomma manca la capacit\u00e0. Allo stesso tempo per il tanto auspicato passaggio alle trasmissioni in alta definizione la situazione \u00e8 analoga, servirebbero altri multiplex. Il  T2 ci viene in aiuto anche qui e potrebbe essere la vera ancora di salvezza.<br \/>\nQuando parliamo di aumentata capacit\u00e0, di circa il 30%, utile anche nel potenziale salto verso l&#8217;HD, il discorso piega quasi automaticamente anche verso l&#8217;interessante possibilit\u00e0 di aggiungere altri servizi  \u201cfuturibili\u201d. Si parla, infatti, molto del secondo schermo, alludendo alla possibilit\u00e0 di fruire di contenuti paralleli per esempio su smartphone, tablet, o anche su PC portatile, in parallelo alla fruizione televisiva. L&#8217;esempio di Europa 7 anche qui \u00e8 emblematico in quanto il DVB-T2 accoppiato al canale 8, permette la ricezione del segnale anche in mobilit\u00e0, portatilit\u00e0 indoor e outdor, la differenza di ricezione, tra il canale 8 e un canale in banda V \u00e8 di infatti 14dB ed e&#8217;proprio questa differenza che consente ad Europa7 di trasmettere in mobilita&#8217; con una ottima ricezione su smartphone e tablet.\u201d<br \/>\nQuesto deriva dal fatto che sempre pi\u00f9 spesso -soprattutto i giovani- evitano la fruizione programmi televisivi o la completano con la navigazione Internet contemporanea, magari ricercando contenuti informativi a proposito del programma che stanno seguendo. Se queste informazioni vengono fornite ai telespettatori direttamente dal broadcaster, questi deve sostenere i cosiddetti costi contatto tipici del Web, mentre se venisse utilizzato il canale IP che i nuovi smart tv prevedono, il carta non dovrebbe sostenere alcun costo in pi\u00f9 visto che il televisore si comporterebbe da access point in wifi. In pratica si invierebbero allo spettatore non solo la trasmissione in onda ma anche dei contenuti integrativi nuovi o pubblicati sui siti Internet dedicati alle varie trasmissioni. Questo tipo di distribuzione delle informazioni \u201ccollaterali\u201d sul canale televisivo, inoltre, non sarebbe suscettibile ad alcun ritardo, cosa che invece avviene nella fruizione via Internet.<br \/>\nIl ritardo o l&#8217;anticipo con cui le informative giungono all&#8217;utente \u00e8 una problematica esistente che si nota gi\u00e0 oggi nella distribuzione mista satellitare e terrestre e anche in quella solo terrestre  digitale di tipo SFN e MFM e che il T2 non risolver\u00e0.<\/p>\n<p>\n<span class=\"storytitle1\">Il secondo schermo<\/span><\/p>\n<p>\nTornando al discorso del secondo schermo, nel T2 si parla di \u201clivello di servizio\u201d vista la possibilit\u00e0 di gestire servizi differenti e contenuti modo del tutto indipendente, Cosa che non avviene nel di T1 dato che tutti i servizi sono affacciati in un flusso ASI ch&#8217;egli omologa. Nel T2 invece, si parla di flessibilit\u00e0, in quanto possiamo trasportare contenuti differenti in modo indipendente, non solo i dati ASI per la tiv\u00f9 ma anche flussi IP in grado di rendere concreta l&#8217;interattivit\u00e0 anche su un secondo schermo.<br \/><img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/a785c_dvbt2_5.jpg\" align=\"right\" \/><br \/>\nQuando si parla di alta definizione in televisione ci si riferisce a un segnale in grado di riprodurre su uno schermo almeno 1920 \u00d7 1080 punti. Il segnale originale ripreso da una telecamera, tuttavia \u00e8 sicuramente molto pi\u00f9 performante rispetto a quello che si riesce effettivamente a veicolare fino alle nostre case, dato che viene applicata compressione, soprattutto dovuta al trasporto che questo segnale deve subire.<br \/>\n Sarebbe auspicabile che questo degrado fosse contenuto entro 10\/15% rispetto all&#8217;originale ma oggi si arriva a un degrado che sfiora l&#8217;80-90%, sempre per questioni di capacit\u00e0 dei sistemi di trasmissione. Nella catena tipica di produzione dovremmo avere  all&#8217;inizio almeno un 50-60 Mb\/s di banda e se questo non avviene il segnale finale sar\u00e0 troppo degradato, come oggi assistiamo spesso sui nostri schermi anche nelle trasmissioni satellitari Che malgrado la capacit\u00e0, devono comprimere molti canali sullo stesso transponder. Nel caso delle trasmissioni in 3D, poi, la situazione peggiora ancora e, data l&#8217;esigenza di veicolare il doppio delle informazioni, cosa che non avviene mai si finisce col perdere in risoluzione orizzontale o verticale<br \/>\nIn pratica per poter trasmettere  effettivamente in HD bisogna effettivamente raddoppiare la banda del segnale SD, il che equivale a dire che dovremmo praticamente raddoppiare le attuali frequenze in utilizzo.<br \/>\nIl passaggio al sistema di trasmissione digitale di seconda generazione, T2, previsto dalle normative entro il 2015, aggiunge complessit\u00e0 alle problematiche gi\u00e0 presenti oggi nelle reti digitali esistenti. Infatti, oltre alla attuale indisponibilit\u00e0 presso gli utenti  degli indispensabili decoder, sar\u00e0 necessario passare da una fase di \u201ccoesistenza pacifica\u201d tra il vecchio T1 e il nuovo T2, creando nuove reti T2 parallele, ulteriormente saturando la capacit\u00e0 delle reti, gi\u00e0 oggi  pi\u00f9 che saturata. I tecnici parlano di picco di capacit\u00e0 su un arco di almeno 5\/10 anni e della  impossibilit\u00e0 di realizzare un passaggio graduale e completo su il tutto nostro  territorio, se la situazione rimane quella attuale.<\/p>\n<p>\n<b>Di seguito un interessante documento che riassume le cartteristiche del DVB-T2<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.docstoc.com\/docs\/121074580\/Managing DVB-T2 Broadcast Transmission Networks\">Managing DVB-T2 Broadcast Transmission Networks<\/a><\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le attuali reti per la televisione digitale terrestre risentono sicuramente del fatto di essere state realizzate in soli tre anni. 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