{"id":48986,"date":"2026-02-20T14:02:20","date_gmt":"2026-02-20T13:02:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/?p=48986"},"modified":"2026-02-20T14:02:20","modified_gmt":"2026-02-20T13:02:20","slug":"autoradio-a-rischio-lallarme-di-confindustria-radiotv-sulla-radio-in-auto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/autoradio-a-rischio-lallarme-di-confindustria-radiotv-sulla-radio-in-auto\/","title":{"rendered":"Autoradio a rischio? L\u2019allarme di Confindustria Radiotv sulla radio in auto"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p><em><strong>In occasione della Giornata Mondiale della Radio, Confindustria Radio Televisioni ha acceso i riflettori su un tema che tocca da vicino l\u2019intero ecosistema broadcast: la progressiva scomparsa dell\u2019autoradio tradizionale dai veicoli di nuova generazione. Non si tratta di un fenomeno improvviso, ma di un cambiamento strutturale legato all\u2019evoluzione dell\u2019infotainment automotive e alla crescente centralit\u00e0 delle piattaforme connesse.<\/strong><\/em><\/p>\n<h3>Un mezzo ancora centrale<\/h3>\n<p>In Italia la radio mantiene una forza straordinaria: milioni di ascoltatori quotidiani e una quota rilevantissima di fruizione in mobilit\u00e0. L\u2019auto resta il primo luogo d\u2019ascolto. \u00c8 qui che la radio esprime una delle sue caratteristiche distintive: immediatezza, gratuit\u00e0, accessibilit\u00e0 universale, capacit\u00e0 di accompagnare l\u2019utente senza distrazioni visive.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49067 alignright\" src=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/auto2-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/auto2-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/auto2-455x607.jpg 455w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/auto2.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/>Proprio per questo l\u2019eventuale eliminazione del ricevitore FM\/DAB dai cruscotti non \u00e8 una questione nostalgica, ma industriale e strategica. Se la radio esce dall\u2019interfaccia primaria del veicolo, rischia di diventare una \u201capp tra le altre\u201d, subordinata a logiche commerciali e algoritmiche che non le appartengono.<\/p>\n<h3>Cosa sta cambiando nelle auto<\/h3>\n<p>Negli ultimi anni l\u2019industria automobilistica ha accelerato verso sistemi di infotainment sempre pi\u00f9 integrati, dominati da grandi schermi touch, connettivit\u00e0 permanente e servizi in abbonamento. In questo contesto, alcuni costruttori hanno iniziato a ridurre o eliminare il ricevitore radio tradizionale, privilegiando lo streaming via Internet.<\/p>\n<p>Un caso spesso citato \u00e8 quello di <strong>Tesla<\/strong>, che in alcune versioni di <strong>Tesla Model 3<\/strong> e <strong>Tesla Model Y<\/strong> ha rimosso la radio AM\/FM, puntando su servizi digitali e connettivit\u00e0 dati. Il messaggio implicito \u00e8 chiaro: l\u2019audio diventa un servizio IP, non pi\u00f9 un\u2019infrastruttura broadcast.<\/p>\n<p>Il tema non \u00e8 tanto la presenza del DAB+ \u2014 che nelle auto dotate di autoradio \u00e8 ormai ampiamente diffuso, anche grazie all\u2019impulso di <strong>WorldDAB<\/strong> \u2014 quanto il fatto che alcune vetture possano non montare affatto un ricevitore radio.<\/p>\n<h3>Il nodo normativo<\/h3>\n<p>A livello europeo, l\u2019<strong>Electronic Communications Code<\/strong> prevede che, se un veicolo \u00e8 dotato di autoradio, questa debba supportare la radio digitale terrestre (DAB+). Tuttavia non esiste un obbligo generale che imponga la presenza di un ricevitore radio su tutte le auto nuove. \u00c8 una distinzione sottile ma decisiva: l\u2019obbligo vale \u201cse c\u2019\u00e8 l\u2019autoradio\u201d, non \u201cper tutte le auto\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio su questa lacuna che si concentra l\u2019allarme del settore. Anche <strong>Autorit\u00e0 per le Garanzie nelle Comunicazioni<\/strong> ha in passato richiamato l\u2019attenzione sul ruolo della radio come strumento essenziale di informazione e servizio pubblico, in particolare in situazioni di emergenza.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 la radio in auto \u00e8 un tema strategico<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49066 alignright\" src=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/auto1-300x127.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/auto1-300x127.jpg 300w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/auto1.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/>La radio broadcast ha alcune caratteristiche uniche: funziona senza connessione dati, non consuma traffico, \u00e8 resiliente nelle emergenze, garantisce copertura capillare. In un contesto in cui le reti mobili possono congestionarsi o risultare instabili, il segnale terrestre resta una infrastruttura robusta.<\/p>\n<p>Se l\u2019accesso alla radio dipende esclusivamente da piattaforme IP o da ecosistemi proprietari, si introduce un elemento di intermediazione che pu\u00f2 limitare visibilit\u00e0, accesso diretto e neutralit\u00e0. Per l\u2019industria radiofonica questo significa potenziale perdita di centralit\u00e0, ma anche ridefinizione del modello distributivo.<\/p>\n<h3>Uno scenario da governare<\/h3>\n<p>L\u2019allarme lanciato da <a href=\"https:\/\/www.confindustriaradiotv.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Confindustria Radiotv<\/a> non \u00e8 contro l\u2019innovazione \u2014 che anzi il settore sta abbracciando con DAB+, hybrid radio e integrazione IP \u2014 ma a favore della presenza garantita della radio nei veicoli. Il punto non \u00e8 scegliere tra broadcast e streaming, ma assicurare che la radio resti facilmente accessibile, con un\u2019interfaccia dedicata e non relegata a funzione secondaria.<\/p>\n<p>In gioco non c\u2019\u00e8 solo un\u2019abitudine di ascolto, ma l\u2019equilibrio tra piattaforme globali e media locali, tra servizi proprietari e infrastrutture aperte. Per un Paese come l\u2019Italia, dove l\u2019auto \u00e8 ancora il cuore dell\u2019ascolto radiofonico, la questione \u00e8 tutt\u2019altro che marginale.<\/p>\n<a href=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Brochure-RadioInAuto.pdf\" class=\"pdfemb-viewer\" style=\"\" data-width=\"max\" data-height=\"max\" data-toolbar=\"bottom\" data-toolbar-fixed=\"off\">Brochure-RadioInAuto<\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della Giornata Mondiale della Radio, Confindustria Radio Televisioni ha acceso i riflettori su un tema che tocca da vicino l\u2019intero ecosistema broadcast: la progressiva scomparsa dell\u2019autoradio tradizionale dai veicoli di nuova generazione. 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