{"id":5501,"date":"2015-05-08T12:03:30","date_gmt":"2015-05-08T12:03:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/?p=5501"},"modified":"2019-11-15T21:15:02","modified_gmt":"2019-11-15T20:15:02","slug":"un-nuovo-modo-di-generare-immagini-per-un-ampio-spettro-di-applicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/un-nuovo-modo-di-generare-immagini-per-un-ampio-spettro-di-applicazioni\/","title":{"rendered":"Un nuovo modo di generare immagini per un ampio spettro di applicazioni"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-5505\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled1.jpg\" alt=\"Untitled1\" width=\"400\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled1.jpg 640w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled1-300x251.jpg 300w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled1-400x334.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>In un sistema consolidato di comunicazione, intesa come canale di trasmissione e contenuti, qualsiasi mutamento tecnologico viene inglobato, fagocitato, digerito senza che la &#8220;filosofia&#8221; della comunicazione cambi. In altri termini la Tv generalista o quella privata, di soli annunci funerari, continuano a a fare la stessa cosa; vendere i loro spazi pubblicitari cio\u00e8 il loro tempo di trasmissione.<\/p>\n<p>Se guardiamo le formidabili innovazioni tecnologiche, di cui non occorre fare l&#8217;elenco, sono servite ai produttori e venditori di &#8220;macchine&#8221; ma non ai produttori di comunicazione che non hanno saputo cogliere l&#8217;opportunit\u00e0 tecnologica per proporsi innovativamente. Un esempio per tutti Mamma Rai ha solo una canale HD, il 501, del 3D non si parla nemmeno e la nascente Tv interattiva, quella di &#8220;Fahrenheit 451&#8221; del film del 1966 di Truffaut e del romanzo di Ray Bradbury del 1953 &#8220;I giorni della fenice&#8221;, \u00e8 operativa e &#8220;bussa alle porte&#8221;.<\/p>\n<p>Quel personaggio, letteralmente fisicamente trascinato in un suo film &#8220;Io e Annie&#8221;, da Woody Allen, Marshall McLuhan, negli anni &#8217;70 lo aveva fatto capire persino agli esperti di comunicazione, che il &#8220;medium \u00e8 il messaggio&#8221; e, non a caso, come rafforzativo, la sua pronuncia si rifaceva all&#8217;origine latina del termine. E proprio la pronuncia maccheronica, sia del latino sia dell&#8217;inglese, degli italiani che non sanno l&#8217;italiano e che, provincialisticamente imitano l&#8217;ignoranza anglofona nel dire &#8220;Midia&#8221; non faranno onore anche all&#8217;interessante nome di questa eccezionale realizzazione tecnologica che \u00e8 &#8220;Lytro Illum&#8221;.<\/p>\n<p>Appare chiaro fin da subito, che nell&#8217;acronimo del nome, sia presente il significato delle nuove funzioni del sistema, che non lavora per una sola modalit\u00e0 di rappresentazione della luce, ma attraverso una luce &#8220;vera&#8221; come indica la pronuncia della parola &#8220;Light True&#8221;. Chi osserva lo schema dell&#8217;insieme; obiettivo, sensore e corpo fotocamera, si accorger\u00e0 che il piano del sensore non \u00e8 indicato come &#8220;piano di fuoco&#8221; dell&#8217;antichissimo &#8220;foro stenopeico&#8221; e che l&#8217;immagine risultante non appare &#8220;a testa in gi\u00f9&#8221;. Cosiccome non appare sui potenti sensori da molti, molti, megapixel, ma ne viene indicata la sola presenza, la cosa lascia intendere che il processo di &#8220;costruzione&#8221; dell&#8217;immagine sia implicitamente radicalmente cambiato. E cos\u00ec \u00e8.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-5506\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled6.jpg\" alt=\"Untitled6\" width=\"399\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled6.jpg 640w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled6-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled6-400x288.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 399px) 100vw, 399px\" \/>Sul piano del sensore, diversamente dalla fotografia digitale &#8220;tradizionale&#8221;, non viene &#8220;messa fuoco una immagine&#8221; ma vengono inviati &#8220;raggi&#8221; in una considerevole quantit\u00e0, quindi con una modalit\u00e0 ben differente dalle normali fotocamere. Quel sensore, non a caso, non \u00e8 pi\u00f9 misurato in megapixel ma in &#8220;megaray&#8221;, cio\u00e8 in milioni di raggi, cos\u00ec, grazie ad un sistema basato su milioni di microlenti, ogni singolo raggio di luce, \u00e8 riconosciuto in tutte le caratteristiche originali; colore, intensit\u00e0, distanza, angolazione, evvia, e contribuisce, attraverso un apposito software, a costruire una immagine completamente diversa dalla convenzionale.<\/p>\n<p>Zoom senza diaframmi ed immagine con messa a fuoco a posteriori. La Lytro si presenta come una fotocamera del tipo &#8220;bridge&#8221; cio\u00e8 con ottica fissa e senza visione reflex, \u00e8 dotata di un&#8217;ottica zoom, apparentemente tradizionale, con una escursione di 1-8, equivalente, nel classico formato 35mm, ad uno zoom 30-250 mm, ma con una prestazione d&#8217;eccezione, la quantit\u00e0 di luce ammessa \u00e8 pari ad una apertura a diaframma f-2.0, cio\u00e8 da 4 ad 8 volte pi\u00f9 luminoso di una costoso zoom equivalente nel &#8220;digitale tradizionale&#8221;. Un&#8217;altra prestazione unica, \u00e8 data, diversamente da tutti gli altri zoom, dall&#8217;elevato valore dell&#8217;apertura di f-2.00 che si mantiene costante per tutta l&#8217;escursione, da grandangolo a tele, non solo non causando l&#8217;abituale perdita di luminosit\u00e0 alle variazioni dalle corte alle lunghe focali, ma non provocando nemmeno i noti problemi connessi, quelli della caduta di luce ai bordi a talune lunghezze focali e a taluni diaframmi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-5507\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled.jpg\" alt=\"Untitled\" width=\"501\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled.jpg 640w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled-300x97.jpg 300w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled-400x129.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 501px) 100vw, 501px\" \/>Come tutte le fotocamere digitali anche Lytro dispone di una serie di programmi che non solo provvedono alla messa a punto delle abituali funzioni, ma che vanno molto al di la, infatti oltre all&#8217; intercettazione dei 50 milioni di raggi ne effettuano la gestione trasformandoli in differenti forme di immagine adatte ad un ampio utilizzo. Il software &#8220;di bordo&#8221; provvede ad intercettare i cinquanta milioni di raggi, con un processo simile a quello della tecnologia vettoriale propria dei programmi di modellazione 3D, costruendo una immagine, per punti e vettori, estremamente realistica, di fatto tridimensionale. Cosiccome una immagine di sintesi 3D, realizzata al computer, abbiamo la possibilit\u00e0 di &#8220;focheggiare&#8221; un solo punto a scelta o di &#8220;mettere a fuoco&#8221; dal piano pi\u00f9 vicino a quello pi\u00f9 lontano contemporaneamente, proprio dei sistemi &#8220;panfocus&#8221;. Per aiutare il fotografo tradizionale, abituato alle &#8220;profondit\u00e0 di campo&#8221;, o alla &#8220;messa a fuoco&#8221;, in dipendenza dei valori di diaframma, ad ogni risultato scelto del fuoco stesso, ma ad immagine gi\u00e0 scattata, viene suggerito un ipotetico valore di diaframma equivalente ai risultati della posizione selezionata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-5509\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled5.jpg\" alt=\"Untitled5\" width=\"400\" height=\"265\" srcset=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled5.jpg 640w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled5-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled5-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled5-400x265.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Attraverso l&#8217;ampio schermo &#8220;touch&#8221; sono disponibili tutte le funzioni necessarie al fotografo professionista od al raffinato fotoamatore, sia per l&#8217;operativit\u00e0 della camera stessa, sia per il trasferimento dei file su Pc od in Internet. Alcune novit\u00e0 sulla foto scattata e le sue peculiarit\u00e0 della foto a &#8220;Ray&#8221; Il paradigma pi\u00f9 usato dai bravi docenti nella formazione degli studenti 3d, sia per immagini fisse sia per immagini animate, \u00e8 quello di un cubo, rappresentato dallo spazio generato sul monitor del computer, nel quale \u00e8 inserito il lavoro. Non \u00e8 difficile verificare che, con una immagine, ad esempio, rappresentata da un cubo di 1000 pixel o punti, per ciascuno dei 3 assi, x &#8211; y &#8211; z, (quelli propri della trigonometria sferica) cio\u00e8 1000x1000x1000, la nostra immagine risulterebbe formata da una serie di 1000 immagini aventi una superficie di 1000&#215;1000 punti, o pixel e la &#8220;profondit\u00e0&#8221; di un solo punto o pixel. Appare evidente che una qualsiasi &#8220;fetta&#8221;, delle mille possibili, pu\u00f2 rappresentare una &#8220;normale foto&#8221; 2d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-5511\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled3.png\" alt=\"Untitled3\" width=\"400\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled3.png 969w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled3-300x178.png 300w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled3-810x481.png 810w, https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Untitled3-400x238.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>La fotocamera Lytro produce una immagine del reale con il &#8220;campionamento&#8221; di &#8220;soli&#8221; 50 milioni di raggi, questi, dotati della lunghezza originale, delle angolazione, della luminosit\u00e0, del colore, e cosivvia, vengono &#8220;ricodificati&#8221; e trasformati in una foto, che, nella sua versione 2d, generata dall&#8217;apposito software Lytro, risulta avere una definizione di 2450 x 1634 pixel, pari a 4 megabyte. Lytro, per la foto 2d, non offre nulla di pi\u00f9, anzi forse qualcosa di meno, di una fotocamera digitale &#8220;tradizionale&#8221; equivalente, proprio per la non elevatissima risoluzione, ma, nell&#8217;uso dinamico, con fotografo e soggetto in movimento, grazie ai 3 fotogrammi al secondo ed ad alla velocit\u00e0 di scatto di 1\/4000 sec, dove non sia possibile il perfetto controllo del fuoco, per la variabilit\u00e0 della distanza del soggetto, appare risolutiva. Altre prestazioni &#8220;inconsuete&#8221; per uno scatto fotografico, soprattutto &#8220;a posteriori&#8221;, sono il controllo della parallasse (l&#8217;errore di angolazione fra visione oculare ed obiettivo), il controllo della prospettiva nonch\u00e9 una pseudo animazione, del singolo scatto, della non insignificante durata di 7 secondi, oppure la visione 3d sul vostro Tv con gli appositi occhiali.<\/p>\n<p>Nell&#8217; ambiente audiovisivo Lytro, nelle mani di un creativo, consente molto di pi\u00f9 di quanto possa offrire una fotocamera digitale tradizionale e molto di pi\u00f9 di quanto succintamente qui illustrato . Molte, veramente molte interessanti dimostrazioni video, e tutti i dati tecnici, sono reperibili sul sito dell&#8217;importatore: <a href=\"http:\/\/www.fowa.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.fowa.it\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un sistema consolidato di comunicazione, intesa come canale di trasmissione e contenuti, qualsiasi mutamento tecnologico viene inglobato, fagocitato, digerito senza che la &#8220;filosofia&#8221; della comunicazione cambi. 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