{"id":751,"date":"2014-03-07T23:25:24","date_gmt":"2014-03-07T22:25:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/?p=751"},"modified":"2019-11-14T19:14:25","modified_gmt":"2019-11-14T18:14:25","slug":"per-i-broadcaster-americani-ce-lo-sport-nel-futuro-del-4k","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monitor-radiotv.it\/w\/per-i-broadcaster-americani-ce-lo-sport-nel-futuro-del-4k\/","title":{"rendered":"Per i broadcaster americani c&#8217;\u00e8 lo sport nel futuro del 4k"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/e3c07_hpa1.jpg\" align=\"right\" \/>La <b>Hollywood Post Alliance<\/b>, associazione americana che riunisce i professionisti operanti nelle  maggiori aziende di postproduzione, ha ancora una volta organizzato il prestigioso HPA Tech Retreat.<br \/>\nNell&#8217;ambito di questo evento annuale spicca il Broadcaster Panel, una tavola rotonda alla quale partecipano i responsabili tecnologia  delle principali emittenti americane; quest&#8217;anno si sono visti <b>Bob Siedel<\/b> della CBS, <b>Dave Seigler<\/b> di Cox Broadcasting, <b>Richard Friedel<\/b> di Fox, <b>Eric Wolf<\/b> della PBS e <b>Mark Aitkens<\/b> di Sinclar Broadcast Group. <br \/>\nLa discussione ha affrontato alcuni fra gli argomenti pi\u00f9 caldi di questa fase di grandi cambiamenti nel settore del broadcast.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/27b10_hpa2.jpg\" align=\"right\" \/><b>Gestione dello spettro<\/b><\/p>\n<p>\nCon una totale riorganizzazione dello spettro alle porte, i broadcaster sono concordi: sebbene qualche stazione possa essere tentata dal monetizzare in occasione delle aste, non ha senso cedere frequenze che nel prossimo futuro potranno essere per una variet\u00e0 di servizi, dal mobile al 4K.<\/p>\n<p>\nWolf della PBS \u00e8 stato chiaro: <i>\u201cIl channel sharing pu\u00f2 anche essere un&#8217;opzione di cui tenere conto, ma cedere frequenze e perdere per sempre una porzione del nostro spettro, che \u00e8 un asset vitale, significa precludersi una quantit\u00e0 di opzioni future\u201d<\/i>. Nessun tentennamento neanche da parte di Siegler: <i>\u201cCedere spettro equivale a limitarsi il futuro: la Cox non ha nessun interesse a cedere le sue frequenze&#8221;.<\/i><\/p>\n<p>\n Chiarissimo anche Seidel: <i>\u201cPer la CBS \u00e8 una questione di qualit\u00e0, pertanto il channel sharing non \u00e8 un&#8217;opzione che prendiamo in considerazione. Il nostro network si impegna per fornire la massima qualit\u00e0 e fino a poco tempo fa i 19.3 Mbit\/s per l&#8217;HD li abbiamo usati tutti. I recenti sviluppi nella compressione ci hanno permesso di abbassare leggermente il bitrate, liberando circa 1.5 Mbit\/s per un sottocanale.<\/i><\/p>\n<p>\n<b>Il futuro del 4K<\/b><\/p>\n<p>\nI \u201ctop technicians\u201d si sono trovati sostanzialmente d&#8217;accordo anche per quanto riguarda il 4K: trasmetterlo via etere non \u00e8 una priorit\u00e0. <i>\u201cAbbiamo testato molto bene il 4K nei nostri laboratori <\/i>\u2013 dice Friedel di Fox \u2013 <i>e pensiamo che qualche possibilit\u00e0 per l&#8217;introduzione di televisori 4K ci sia, ma per il momento non pensiamo a trasmettere con questo standard\u201d<\/i>. <\/p>\n<p>\nStessa posizione per Aitken, mentre Seidel ammette che alla CBS il 4K piace molto \u2013 ma per l&#8217;acquisizione: <i>\u201cSul versante dell&#8217;acquisizione, la nostra filosofia \u00e8 sempre stata quella di adottare il massimo livello di qualit\u00e0 in modo da assicurare il valore del contenuto, in qualsiasi modo venga distribuito. &#8220;<\/i><br \/><img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/90283_hpa3.jpg\" align=\"right\" \/><br \/>\nPer quanto riguarda lo sport, CBS e altre emittenti hanno usato il 4K per le riprese (CBS aveva sei camere 4K all&#8217;ultimo Super Bowl) da cui hanno estratto contenuti in HD e replays in super slow-motion.<br \/>\nE&#8217; stato Dave Siegler di Cox Media a esprimere insoddisfazione per il segnale degradato che arriva agli utenti del cavo per via dalla compressione usata dagli operatori. Siegler si \u00e8 chiesto, retoricamente, se occorra il 4K per fare arrivare agli utenti un&#8217;immagine che di qualit\u00e0 HD. <\/p>\n<p>\n<b>Opinioni contrastanti su ATSC 3.0<\/b><\/p>\n<p>\nE&#8217; stato lo standard ATSC 3.0 e le sue varie opzioni a rivelare la diversit\u00e0 di punti di vista fra i relatori.<br \/>\nAitken (Sinclair) si \u00e8 detto preoccupato dal fatto che <i>\u201ctutto il focus di ATSC \u00e8 stato sulla trasmissione verso un ambiente a ricevore fisso\u201d<\/i>, in altre parole sulla trasmissione di un singolo canale a singoli ricevitori UHD. Aitken ammette che questa modalit\u00e0 fa parte del futuro del broadcast, ma aggiunge: <i>\u201cSinclair si \u00e8 impegnata per quindici anni nello sforzo di adattare il broadcasting al mobile, ma alla ATSC si sono rifiutati di prendere in considerazione qualsiasi proposta che sposti qualche bit dal servizio fisso a quello mobile. Forse \u00e8 necessario aprire una nuova strada parallela, fuori dalla ATSC, e sviluppare una tecnologia di nuova generazione che venga adottata dagli operatori del broadcast: un nuovo standard che tenga in conto delle necessit\u00e0 tecnologiche del settore e che non si limiti alla vecchia visione del mondo, tipica dei politici, secondo la quale il broadcasting \u00e8 solo televisione.<\/i><\/p>\n<p>\nSeidel (CBS) ha invece difeso lo sforzo di ATSC 3.0, notando che ha attirato richieste da tutto il mondo. Ci sono come minimo 13 proposte sotto esame e molte comprendono i servizi mobili, compresi LTE, DVB-T2 e persono 8K dal Giappone. Dopo tutto, ha concluso, il progetto \u00e8 solo agli inizi e c&#8217;\u00e8 ancora molto da fare.<br \/>\nFriedel, per Fox, ha sostenuto che se i broadcaster non sono coinvolti nello sviluppo di ATSC 3.0, dovrebberlo essere al pi\u00f9 presto possibile: \u201cIl punto forte di ATSC \u00e8 quello di essere uno standard flessibile ed estendibile, in grado di adattarsi e di cambiare nel futuro\u201d.<\/p>\n<p>\n<img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.monitor-radiotv.it\/wp\/wp-content\/plugins\/rss-poster\/cache\/21daf_hpa4.jpg\" align=\"right\" \/><b>Frame rate<\/b><\/p>\n<p>\nSull&#8217;argomento Seidel \u00e8 sicuro che il classico 59.94 rimarr\u00e0 con noi ancora per parecchi anni, a causa della enorme quantit\u00e0 di contenuti immagazinati con questo standard e della complessit\u00e0 di eventuali conversioni. Non cos\u00ec Aitken, secondo il quale la massa di contenuti che verranno creati nei prossimi 10-15 anni superer\u00e0 il totale di quelli esistenti a oggi. Secondo lui \u00e8 opportuno andare avanti, pur mantenendo la compatibilit\u00e0 con il materiale legacy. D&#8217;accordo con lui anche Friedel, il quale sostiene che i nuovi formati (per esempio 120 fps) dovrebbero essere integer-based e convertiti per compatibilit\u00e0 di legacy.<\/p>\n<p>\n<b>Infrastrutture IP<\/b><\/p>\n<p>\nTrattando di una delle pi\u00f9 importanti tendenze dei prossimi anni, il panel ha discusso sui tempi occorrenti ai broadcaster per passare a infrastrutture IP complete realizzando un autentico software defined networking (SDN).\u2028La PBS, secondo Wolf, \u00e8 sulla buona strada. L&#8217;emittente pubblica americana sta realizzando un nuovo centro di disaster recovery basato completamente su sistemi virtualizzati IT, pur mantenendo una parte di attrezzature tradizionali. La struttura non \u00e8 ancora basata sull&#8217;SDN o abilitata per il cloud, ma si tratta di un primo passo in questa direzione. D&#8217;accordo Friedel: <i>\u201cAlla Fox abbiamo gi\u00e0 router basati su IP e la cosa si sta estendendo. Se fate un giro nelle nostre sale di controllo, trovate ben poche apparecchiature con marchi del broadcast classico; in cambio vedrete rack di Hewlwtt Packard, IBM e Cisco. Da qui a cinque anni, nessuno monter\u00e0 apparecchiature che non siano basate su concetti IP\u201d.<\/i><\/p>\n<p>\nIl consiglio di Friedel \u00e8 quello di tenere d&#8217;occhio lo standard SMPTE 2022 e la Task Force costituita da EBU, SMTPE e VSD che sta lavorando per definire il futuro del broadcast \u201call-IP\u201d.<br \/>\nFriedel ha anche parlato dei radiomicrofoni che, in controtendenza, stanno diventando sempre pi\u00f9 voluminosi. La spiegazione \u00e8 che per evitare interferenze in ambienti affollati di segnali, la migliore soluzione consiste nell&#8217;utilizzo dei nuovi Sennheiser operanti a 1.6 Ghz. Questi microfoni funzionano perfettamente ma richiedono pi\u00f9 potenza e batterie pi\u00f9 grandi, il che significa dimensioni maggiori del 40% rispetto ai radiomicrofoni tradizionali.\n<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Hollywood Post Alliance, associazione americana che riunisce i professionisti operanti nelle maggiori aziende di postproduzione, ha ancora una volta organizzato il prestigioso HPA Tech Retreat. 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