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	<title>produzione video | MonitoR</title>
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	<description>la rivista italiana del broadcast</description>
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	<title>produzione video | MonitoR</title>
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		<title>ST 2110 e cloud: la produzione TV cerca un ponte</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/st-2110-e-cloud-la-produzione-tv-cerca-un-ponte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 18:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le infrastrutture IP non compresse e le piattaforme cloud sono destinate a convivere. Secondo Open Broadcast Systems, la chiave per collegare questi due mondi è nella combinazione tra compressione video, protocollo SRT e sistemi di codifica ad alta densità. Lo standard SMPTE ST 2110 ha profondamente trasformato il settore broadcast,...</p>
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<p><em><strong>Le infrastrutture IP non compresse e le piattaforme cloud sono destinate a convivere. Secondo Open Broadcast Systems, la chiave per collegare questi due mondi è nella combinazione tra compressione video, protocollo SRT e sistemi di codifica ad alta densità.</strong></em></p>
<p>Lo standard <strong>SMPTE ST 2110</strong> ha profondamente trasformato il settore broadcast, diventando la base tecnologica di numerose infrastrutture di produzione televisiva e di grandi eventi internazionali, dalle Olimpiadi ai Mondiali di calcio. Ma la progressiva affermazione del cloud sta introducendo nuove esigenze e imponendo una riflessione sull&#8217;evoluzione delle architetture produttive.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-51412 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/opne3-300x226.jpg" alt="" width="442" height="333" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/opne3-300x226.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/opne3-768x578.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/opne3-600x452.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/opne3.jpg 800w" sizes="(max-width: 442px) 100vw, 442px" />Secondo <a href="https://www.obe.tv/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Open Broadcast Systems</strong></a>, specialista britannico nelle soluzioni di codifica e trasporto video professionale distribuito in Italia da <a href="https://videosignal.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Videosignal srl</strong></a> , il futuro non sarà necessariamente caratterizzato dalla sostituzione delle infrastrutture locali con il cloud, quanto piuttosto dalla loro integrazione.</p>
<p>Il cloud offre infatti vantaggi importanti, soprattutto in termini di flessibilità e ottimizzazione delle risorse. Le emittenti possono attivare capacità di elaborazione soltanto quando necessario, evitando di mantenere costantemente disponibili apparecchiature utilizzate in modo discontinuo. È il caso delle produzioni sportive, spesso concentrate nei fine settimana, che richiedono infrastrutture considerevoli ma soltanto per periodi limitati.</p>
<h3>Il problema è collegare efficacemente questi due ambienti.</h3>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-51411 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/open1-300x242.jpg" alt="" width="425" height="343" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/open1-300x242.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/open1-768x620.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/open1-752x607.jpg 752w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/open1-600x485.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/open1.jpg 800w" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" />Lo standard ST 2110 prevede il trasporto di flussi audio e video non compressi su reti IP, con requisiti di banda particolarmente elevati. Trasferire direttamente questi segnali verso il cloud può richiedere centinaia di gigabit, se non terabit al secondo, rendendo economicamente e tecnicamente difficile un&#8217;elaborazione su larga scala.</p>
<p>La soluzione passa quindi attraverso la compressione dei segnali prima del loro trasferimento verso le piattaforme cloud.</p>
<h3>Dallo studio al cloud con SRT</h3>
<p><strong>Open Broadcast Systems</strong> propone un&#8217;architettura nella quale i segnali ST 2110 vengono acquisiti attraverso sistemi controllati mediante le specifiche <strong>NMOS</strong>, compressi a bitrate indicativamente compresi tra 10 e 50 Mbit/s e successivamente trasportati su Internet utilizzando <strong>SRT (Secure Reliable Transport)</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-51415 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/products-c-100-300x201.png" alt="" width="457" height="306" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/products-c-100-300x201.png 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/products-c-100-150x100.png 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/products-c-100.png 600w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" />Il protocollo permette di gestire il trasporto video su reti non amministrate, compensando la perdita di pacchetti e contribuendo a mantenere affidabile la trasmissione anche in condizioni di connettività non ideali.</p>
<p>Una volta arrivati nel cloud, i segnali possono essere elaborati, mixati, integrati con contributi grafici e sottoposti ad altre operazioni di produzione. Al termine del processo, i contenuti vengono nuovamente decodificati e riconvertiti in ST 2110, per rientrare nelle infrastrutture broadcast tradizionali.</p>
<p>In questo scenario assume un ruolo centrale la <strong>piattaforma</strong> <strong>C-200 di Open Broadcast Systems</strong>, un sistema di codifica e decodifica ad alta densità, disponibile sia come soluzione software sia su hardware dedicato, che supporta ST 2110, NMOS e SRT.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51416 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/home-products-c100-1-300x180.png" alt="" width="437" height="262" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/home-products-c100-1-300x180.png 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/home-products-c100-1.png 500w" sizes="auto, (max-width: 437px) 100vw, 437px" />La società ha ulteriormente sviluppato questa impostazione introducendo, nel febbraio 2026, il supporto alle connessioni Ethernet da 200 Gbit/s, per aumentare la capacità di elaborazione simultanea dei flussi video.</p>
<p>Naturalmente, l&#8217;adozione di architetture ibride richiede di valutare attentamente latenza, qualità della compressione, costi di connettività e affidabilità complessiva.</p>
<p><strong>La prospettiva è comunque chiara: ST 2110 e cloud non sono tecnologie concorrenti, ma componenti complementari di un modello produttivo sempre più flessibile.</strong> In questo contesto, encoder e decoder diventano elementi strategici per consentire alle emittenti di sfruttare il cloud senza rinunciare agli investimenti già effettuati nelle infrastrutture IP non compresse.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/st-2110-e-cloud-la-produzione-tv-cerca-un-ponte/">ST 2110 e cloud: la produzione TV cerca un ponte</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Grass Valley: quattro regie IP per la University of Washington</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/grass-valley-quattro-regie-ip-per-la-university-of-washington/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 15:38:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro regie, dieci telecamere LDX e due mixer K-Frame SXP su infrastruttura SMPTE ST 2110: il nuovo centro Sundodger Studios segna un importante passo avanti nella produzione sportiva universitaria americana. La University of Washington ha inaugurato Sundodger Studios, il nuovo centro di produzione televisiva dedicato agli eventi sportivi dei Washington...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em><strong>Quattro regie, dieci telecamere LDX e due mixer K-Frame SXP su infrastruttura SMPTE ST 2110: il nuovo centro Sundodger Studios segna un importante passo avanti nella produzione sportiva universitaria americana.</strong></em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51379 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv1-1-300x200.jpg" alt="" width="422" height="281" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv1-1-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv1-1-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv1-1-600x400.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv1-1.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 422px) 100vw, 422px" />La <strong>University of Washington</strong> ha inaugurato <a href="https://gohuskies.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sundodger Studios</strong></a>, il nuovo centro di produzione televisiva dedicato agli eventi sportivi dei<strong> Washington Huskies</strong>. La struttura, situata nel campus di Seattle, è stata realizzata con tecnologie Grass Valley e comprende quattro regie indipendenti collegate attraverso un&#8217;infrastruttura IP basata sullo standard SMPTE ST 2110.</p>
<p>Il progetto rappresenta un significativo aggiornamento rispetto al precedente impianto SDI, ormai insufficiente a soddisfare le crescenti esigenze produttive dell&#8217;università. La nuova infrastruttura consente di gestire più eventi sportivi contemporaneamente, supportando workflow in 1080p, UHD e HDR.</p>
<p>Progettato in collaborazione con la società di consulenza <a href="https://anthonyjamespartners.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Anthony James Partners (AJP)</strong> </a>e integrato da Conference Technologies, Inc. (CTI), il centro è stato completato durante l&#8217;estate 2026 ed è entrato ufficialmente in funzione il 12 agosto, in occasione della prima partita casalinga di calcio maschile dei Washington Huskies.</p>
<h3>Quattro regie con risorse di produzione condivise</h3>
<p>Il cuore tecnologico di <strong>Sundodger Studios</strong> è costituito da <strong>due mixer di produzione <a href="https://www.grassvalley.com" target="_blank" rel="noopener">Grass Valley K-Frame SXP</a></strong>, ciascuno in grado di servire due regie indipendenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51385  alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv2-300x169.jpg" alt="" width="460" height="259" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv2-300x169.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv2-600x338.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv2.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" />Le quattro sale di controllo utilizzano due pannelli <strong>Kayenne 3 M/E</strong> e due <strong>Karrera 3 M/E</strong>, permettendo agli operatori di lavorare contemporaneamente su produzioni differenti pur condividendo le risorse di elaborazione dei due sistemi.</p>
<p>Questa architettura consente di ottimizzare l&#8217;investimento hardware senza compromettere la flessibilità operativa delle singole regie. Ogni K-Frame dispone di 128 ingressi e 64 uscite IP, supporta segnali UHD 12G e integra la ridondanza SMPTE ST 2022-7, fondamentale per garantire la continuità dei segnali nelle produzioni live. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dall&#8217;ambiente operativo comune alle superfici Kayenne e Karrera, che facilita il passaggio degli operatori da una regia all&#8217;altra.</p>
<h3>Dieci telecamere LDX per le riprese sportive</h3>
<p>La dotazione comprende <strong>dieci telecamere Grass Valley della serie LDX 100</strong>, configurate per rispondere alle diverse esigenze della produzione sportiva. Quattro LDX 135 native UHD sono destinate alle riprese principali, mentre quattro LDX 150 offrono funzionalità di acquisizione ad alta velocità, con modalità 3x e 6x particolarmente utili per replay e analisi delle azioni. Completano il sistema due LDX 135 wireless, utilizzate per riprese mobili a bordo campo e nelle aree degli impianti sportivi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51383 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/UW3b-300x225.jpg" alt="" width="423" height="317" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/UW3b-300x225.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/UW3b-600x450.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/UW3b.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 423px) 100vw, 423px" />Otto base station <strong>XCU Xpress UXF</strong> collegano le telecamere cablate alla rete IP, mentre i pannelli Grass Valley Creative Grading e il server di controllo CCS-ONE assicurano una gestione uniforme dei parametri video, del colore e dello shading.</p>
<p>Secondo <strong>Michael Martin,</strong> <em>VP of Technology</em> di <strong>Anthony James Partners</strong>, l&#8217;obiettivo del progetto era realizzare una struttura capace di supportare più produzioni simultanee, mantenendo la massima autonomia operativa per ciascuna regia.</p>
<p>L&#8217;impiego dello standard ST 2110 permette inoltre di condividere i segnali tra le diverse aree della struttura, rendendo più semplice riconfigurare le risorse in funzione degli eventi da coprire.</p>
<h3>Un centro di produzione e formazione professionale</h3>
<p><strong>Sundodger Studios</strong> non è soltanto un&#8217;infrastruttura destinata alle produzioni sportive della University of Washington, che partecipa alla Big Ten Conference, ma anche un ambiente di formazione per gli studenti interessati alle professioni del broadcast.</p>
<p>L&#8217;accesso diretto a mixer K-Frame e telecamere LDX offre infatti la possibilità di acquisire esperienza con le stesse tecnologie impiegate nelle principali produzioni sportive professionali.</p>
<p><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51377 alignleft" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/sam_wojtalewicz-300x300.jpeg" alt="" width="102" height="102" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/sam_wojtalewicz-300x300.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/sam_wojtalewicz-180x180.jpeg 180w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/sam_wojtalewicz-119x120.jpeg 119w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/sam_wojtalewicz-55x55.jpeg 55w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/sam_wojtalewicz-70x70.jpeg 70w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/sam_wojtalewicz-114x114.jpeg 114w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/sam_wojtalewicz-100x100.jpeg 100w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/sam_wojtalewicz-150x150.jpeg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/sam_wojtalewicz.jpeg 400w" sizes="auto, (max-width: 102px) 100vw, 102px" />«Avevamo bisogno di una maggiore capacità produttiva e della flessibilità necessaria per affrontare esigenze differenti»</em>, ha spiegato <strong>Sam Wojtalewicz</strong>, <em>Associate Athletic Director of Broadcast Operations</em> della University of Washington. <em>«La nuova struttura ci mette a disposizione quattro regie e la possibilità di sviluppare progressivamente i nostri workflow man mano che acquisiamo esperienza con l&#8217;infrastruttura IP».</em></p>
<p>Per Grass Valley, il progetto conferma il crescente interesse delle università americane verso infrastrutture broadcast paragonabili a quelle delle grandi organizzazioni sportive professionistiche.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51380 alignleft" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/greg_doggett.jpg" alt="" width="136" height="112" />Come ha sottolineato <strong>Greg Doggett</strong>, <em>Vice President of Sports Sales North America</em> di Grass Valley, <strong>Sundodger Studios</strong> dimostra come gli atenei richiedano oggi capacità produttive sempre più avanzate, affiancando alla copertura degli eventi sportivi la formazione della prossima generazione di professionisti del broadcast.</p>
<p>Tra i prossimi sviluppi è prevista anche <strong>l&#8217;integrazione dei sistemi Grass Valley con le tecnologie Daktronics</strong> già presenti negli impianti sportivi dell&#8217;università, per ampliare ulteriormente le possibilità operative del nuovo centro di produzione.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/grass-valley-quattro-regie-ip-per-la-university-of-washington/">Grass Valley: quattro regie IP per la University of Washington</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Atomos Shinobi 7 II: più controllo per il broadcast</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/atomos-shinobi-7-ii-piu-controllo-per-il-broadcast/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 16:05:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accessori]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio segnali video]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[IBC 2026]]></category>
		<category><![CDATA[produzione video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il nuovo monitor da 7 pollici presentato a IBC 2026, Atomos amplia le possibilità di controllo delle telecamere professionali, introducendo la connettività Ethernet e nuove funzionalità per la gestione delle immagini nelle produzioni live e cinematografiche. L&#8217;evoluzione del mercato audiovisivo sta progressivamente avvicinando il mondo della produzione cinematografica a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<h4><em><strong>Con il nuovo monitor da 7 pollici presentato a IBC 2026, Atomos amplia le possibilità di controllo delle telecamere professionali, introducendo la connettività Ethernet e nuove funzionalità per la gestione delle immagini nelle produzioni live e cinematografiche.</strong></em></h4>
<div>
<p>L&#8217;evoluzione del mercato audiovisivo sta progressivamente avvicinando il mondo della produzione cinematografica a quello del broadcast. La crescente richiesta di immagini di qualità superiore, caratterizzate da un&#8217;estetica cinematografica, spinge infatti un numero sempre maggiore di broadcaster a utilizzare telecamere con sensori di grandi dimensioni, capaci di offrire frame rate elevati, un&#8217;ampia gamma dinamica e un controllo più flessibile della profondità di campo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51330 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-300x158.jpeg" alt="" width="431" height="227" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-300x158.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-1024x538.jpeg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-768x403.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-1536x806.jpeg 1536w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-810x425.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-600x315.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 431px) 100vw, 431px" />Queste telecamere permettono inoltre di realizzare contenuti destinati a piattaforme differenti, compresi i formati verticali richiesti dai social media. La loro versatilità le rende particolarmente interessanti anche dal punto di vista economico, consentendo di affrontare produzioni cinematografiche e televisive con un&#8217;unica tipologia di apparecchiatura. Tuttavia, l&#8217;impiego di telecamere cinematografiche negli ambienti broadcast presenta alcune difficoltà, soprattutto per quanto riguarda il controllo operativo e il monitoraggio delle immagini durante le riprese.</p>
<h3>Shinobi 7 II: un monitor pensato per le nuove esigenze produttive</h3>
<p>Per rispondere a queste necessità, <a href="https://www.atomos.com/" target="_blank" rel="noopener">Atomos</a> ha presentato a IBC 2026 il nuovo <strong>Shinobi 7 II</strong>, un monitor professionale da 7 pollici progettato per offrire maggiore visibilità e funzionalità avanzate di controllo delle telecamere.</p>
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<div><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51332 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-300x169.jpeg" alt="" width="430" height="242" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-300x169.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-1024x576.jpeg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-768x432.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-810x456.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-600x338.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px" />Il nuovo modello nasce dall&#8217;esperienza maturata con lo <strong>Shinobi II</strong> da 5 pollici, uno dei monitor on-camera più diffusi dell&#8217;azienda, e risponde alla richiesta di uno schermo più ampio senza compromettere la portabilità.</div>
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<p>Oltre alle dimensioni, il dispositivo punta su un&#8217;elevata luminosità, particolarmente utile nelle riprese in esterni, e su strumenti integrati per verificare esposizione, inquadratura e impostazioni dell&#8217;immagine. L&#8217;obiettivo è consentire agli operatori di individuare immediatamente eventuali problemi che potrebbero compromettere il risultato finale, un aspetto particolarmente importante nelle produzioni dal vivo, dove non è possibile ripetere le riprese.</p>
<h3>Controllo delle telecamere tramite Ethernet</h3>
<p>Una delle principali innovazioni dello Shinobi 7 II riguarda l&#8217;integrazione di funzionalità di controllo attraverso la connessione Ethernet, che si affianca all&#8217;interfaccia USB-C. Questa soluzione amplia le possibilità di interazione con telecamere cinematografiche professionali, tra cui Sony FX6 e Canon C50, C80 e C400.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51338 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-300x300.jpg" alt="" width="430" height="430" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-300x300.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-1024x1024.jpg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-768x768.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-180x180.jpg 180w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-119x120.jpg 119w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-55x55.jpg 55w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-70x70.jpg 70w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-114x114.jpg 114w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-607x607.jpg 607w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-600x600.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-100x100.jpg 100w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-150x150.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px" />Attraverso il monitor, gli operatori possono accedere a funzionalità di gestione della telecamera e agli strumenti necessari per verificare parametri fondamentali come esposizione, colore e composizione dell&#8217;immagine. L&#8217;integrazione assume particolare rilevanza nei workflow ibridi, nei quali le telecamere cinematografiche vengono utilizzate per produzioni televisive, eventi live e contenuti destinati a differenti piattaforme di distribuzione. La possibilità di centralizzare monitoraggio e controllo contribuisce a semplificare il lavoro degli operatori e a ridurre il rischio di errori durante le riprese.</p>
<h3>La sicurezza delle registrazioni nelle produzioni live</h3>
<p>Accanto alle funzionalità di monitoraggio, Atomos continua a sviluppare la propria gamma di monitor-registratori, con particolare attenzione alla sicurezza del materiale acquisito. Prodotti come quelli della famiglia Ninja consentono infatti di effettuare registrazioni esterne, anche in formato RAW, offrendo una protezione aggiuntiva rispetto alla registrazione effettuata direttamente sulla telecamera.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51334 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-300x150.jpeg" alt="" width="430" height="215" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-300x150.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-1024x511.jpeg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-768x383.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-1536x766.jpeg 1536w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-2048x1021.jpeg 2048w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-810x404.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-600x299.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px" />In determinate configurazioni è possibile registrare il materiale RAW sul dispositivo Atomos e mantenere contemporaneamente una copia compressa in H.264 o H.265 sulla telecamera, oppure utilizzare il registratore esterno come sistema di backup. Si tratta di una possibilità particolarmente importante nelle produzioni broadcast, dove il guasto di una scheda di memoria o la perdita di una registrazione possono compromettere irrimediabilmente la copertura di un evento. Con Shinobi 7 II, Atomos rafforza quindi la propria presenza nel mercato delle produzioni ibride, puntando sull&#8217;integrazione tra telecamere cinematografiche e workflow broadcast.</p>
<p>La crescente convergenza tra questi due ambienti rende infatti sempre più importanti strumenti capaci di combinare qualità dell&#8217;immagine, semplicità operativa e affidabilità, soprattutto nelle produzioni live, dove il controllo immediato di ogni fase dell&#8217;acquisizione rappresenta un requisito fondamentale.</p>
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		<title>HuskerVision sceglie Grass Valley per la nuova infrastruttura di produzione IP</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/huskervision-sceglie-grass-valley-per-la-nuova-infrastruttura-di-produzione-ip/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 14:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[produzione video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Università del Nebraska ha completato la realizzazione di un nuovo centro di produzione televisiva basato sullo standard SMPTE ST 2110, adottando mixer video K-Frame e telecamere LDX di Grass Valley. L’infrastruttura servirà gli impianti sportivi del campus, con la possibilità di evolvere verso produzioni UHD e HDR. HuskerVision, la struttura...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
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<p><em><strong>L’Università del Nebraska ha completato la realizzazione di un nuovo centro di produzione televisiva basato sullo standard SMPTE ST 2110, adottando mixer video K-Frame e telecamere LDX di Grass Valley. L’infrastruttura servirà gli impianti sportivi del campus, con la possibilità di evolvere verso produzioni UHD e HDR.</strong></em></p>
<p><a href="https://huskers.com/husker-vision" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51291 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small-300x200.jpg" alt="" width="420" height="280" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small-768x512.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small-600x400.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />HuskerVision</a>, la struttura responsabile della produzione video e dei contenuti multimediali per le attività sportive dell’<strong>Università del Nebraska</strong>, ha scelto le tecnologie Grass Valley per modernizzare la propria infrastruttura broadcast, passando dai tradizionali sistemi baseband a un ambiente di produzione completamente IP.</p>
<p>Il progetto, realizzato nell’arco di sei mesi in collaborazione con il <strong>system integrator BeckTV</strong>, ha portato alla creazione di tre nuove regie di produzione, collegate attraverso una rete SMPTE ST 2110 in grado di gestire i segnali provenienti dai diversi impianti sportivi universitari.</p>
<p>L’obiettivo non era soltanto sostituire apparecchiature ormai datate, ma realizzare una piattaforma flessibile, capace di rispondere alle esigenze produttive attuali e di accompagnare la progressiva introduzione dei formati UHD e HDR.</p>
<p><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51287 alignleft" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-300x300.jpeg" alt="" width="101" height="101" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-300x300.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-180x180.jpeg 180w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-119x120.jpeg 119w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-55x55.jpeg 55w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-70x70.jpeg 70w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-114x114.jpeg 114w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-100x100.jpeg 100w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-150x150.jpeg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill.jpeg 400w" sizes="auto, (max-width: 101px) 100vw, 101px" />«Abbiamo avuto l’opportunità di ripensare il modo in cui produrremo contenuti nei nostri impianti nei prossimi anni, anziché limitarci a sostituire le apparecchiature esistenti»</em>, ha spiegato <strong>Garrett Hill</strong>, Director of Technology di <strong>HuskerVision</strong>, sottolineando come la scelta di Grass Valley sia stata determinata dal rapporto tra funzionalità, prestazioni e investimento.</p>
<h3>Telecamere LDX e mixer K-Frame al centro del sistema</h3>
<p>La nuova infrastruttura comprende telecamere <a href="https://www.grassvalley.com" target="_blank" rel="noopener">Grass Valley</a> LDX 135 e LDX 150, collegate alla rete IP attraverso le stazioni base XCU Xpress UXF. La LDX 135 offre acquisizione UHD nativa, mentre la LDX 150 consente produzioni multiformato. Entrambe supportano HDR e tecnologia NativeIP, permettendo l&#8217;integrazione diretta nei workflow SMPTE ST 2110.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51292 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small-300x200.jpg" alt="" width="420" height="280" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small-768x512.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small-600x400.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />Per il controllo della produzione sono stati installati due <strong>mixer Kayenne K-Frame SXP-I</strong>, compatibili con i formati HD, 3G e 12G UHD. La connettività 100GbE e le interfacce IP avanzate consentono la distribuzione dei segnali attraverso l&#8217;infrastruttura di rete, superando i vincoli dei tradizionali collegamenti punto-punto. Il sistema comprende inoltre pannelli Creative Grading e un server di controllo centralizzato per la gestione della colorimetria e dei parametri HDR delle telecamere.</p>
<p>Le due configurazioni K-Frame mettono a disposizione postazioni di produzione indipendenti, consentendo a HuskerVision di gestire più eventi nel corso del calendario sportivo universitario. L&#8217;architettura IP permette inoltre l&#8217;interoperabilità tra apparecchiature Grass Valley e sistemi di terze parti sulla stessa infrastruttura di rete, aumentando la flessibilità nell&#8217;assegnazione delle risorse alle diverse regie.</p>
<h3>Un laboratorio professionale per i futuri operatori broadcast</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51290 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3-300x200.jpg" alt="" width="420" height="280" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3-768x512.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3-600x400.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />Un aspetto particolarmente significativo del progetto riguarda la formazione degli studenti. <strong>HuskerVision</strong> è infatti una struttura produttiva gestita congiuntamente da personale tecnico e studenti universitari e, nel corso degli anni, ha contribuito all&#8217;ingresso di centinaia di giovani professionisti nel settore della produzione televisiva.</p>
<p>La scelta di adottare apparecchiature largamente utilizzate nei mezzi mobili e nelle strutture di produzione professionali statunitensi consente agli studenti di acquisire competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro.</p>
<p><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51288 alignleft" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse.jpeg" alt="" width="113" height="113" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse.jpeg 200w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-180x180.jpeg 180w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-119x120.jpeg 119w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-55x55.jpeg 55w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-70x70.jpeg 70w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-114x114.jpeg 114w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-100x100.jpeg 100w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-150x150.jpeg 150w" sizes="auto, (max-width: 113px) 100vw, 113px" />«Per i nostri studenti, la tecnologia utilizzata durante il percorso universitario rappresenta una parte importante della preparazione professionale»</em>, ha dichiarato <strong>Kevin Raguse</strong>, Broadcast Technology Engineer di HuskerVision.</p>
<p>L&#8217;integrazione è stata curata da <a href="https://www.becktv.com/" target="_blank" rel="noopener">BeckTV</a>, che ha collaborato con Grass Valley anche nelle attività di configurazione, messa in servizio e formazione tecnica e operativa del personale.</p>
<p>Secondo <strong>Brock Raum</strong>, Senior Engineer di BeckTV, la rete ST 2110 condivisa permette di distribuire i segnali tra le diverse sale di controllo e gli impianti sportivi, offrendo una base tecnologica adatta sia alle produzioni quotidiane sia alle future applicazioni UHD e HDR.</p>
<h3>La produzione IP si diffonde anche negli impianti universitari</h3>
<p>L&#8217;installazione di HuskerVision conferma una tendenza sempre più evidente nel settore broadcast statunitense: l&#8217;adozione di infrastrutture IP professionali non riguarda più soltanto le grandi emittenti televisive e i centri di produzione nazionali, ma si estende anche alle università e alle organizzazioni sportive.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51289 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv4-300x183.jpg" alt="" width="420" height="256" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv4-300x183.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv4-768x468.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv4-600x366.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv4.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />Per Grass Valley, il progetto rappresenta inoltre un esempio di come le tecnologie broadcast possano soddisfare contemporaneamente esigenze produttive e formative. <strong>Greg Doggett</strong>, VP of Sales – NAM Sports di Grass Valley, ha evidenziato proprio il ruolo di HuskerVision nella preparazione di nuove generazioni di professionisti della produzione live.<br />
La nuova struttura dell&#8217;Università del Nebraska dispone ora di un&#8217;infrastruttura comune, scalabile e predisposta per l&#8217;evoluzione dei formati televisivi, con la possibilità di condividere risorse tecniche tra differenti ambienti di produzione.</p>
<p><em><a href="https://www.grassvalley.com" target="_blank" rel="noopener">Grass Valley</a> presenterà le proprie più recenti soluzioni per la produzione live, le infrastrutture IP e i workflow software-defined anche al NAB Show New York, in programma il 21 e 22 ottobre 2026, presso il Javits Center, stand 121.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bridge Technologies tra AI, software e nuovi workflow di produzione</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/bridge-technologies-tra-ai-software-e-nuovi-workflow-di-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 13:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio segnali video]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[produzione video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il settore broadcast sembra avere ormai abbastanza chiara la direzione della propria evoluzione tecnologica. Più difficile è stabilire con precisione quando questa trasformazione arriverà a piena maturazione. È uno dei temi emersi a IBC 2026 nel corso di un incontro con Tim Langridge di Bridge Technologies, dedicato alle nuove soluzioni...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p class="isSelectedEnd"><em><strong>Il settore broadcast sembra avere ormai abbastanza chiara la direzione della propria evoluzione tecnologica. Più difficile è stabilire con precisione quando questa trasformazione arriverà a piena maturazione. È uno dei temi emersi a IBC 2026 nel corso di un incontro con Tim Langridge di Bridge Technologies, dedicato alle nuove soluzioni presentate ad Amsterdam e, più in generale, al momento attraversato dal mercato.</strong></em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51249 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/tim_langridge1-223x300.jpg" alt="" width="276" height="371" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/tim_langridge1-223x300.jpg 223w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/tim_langridge1-452x607.jpg 452w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/tim_langridge1.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 276px) 100vw, 276px" />«Non è che non sappiamo dove stiamo andando: non sappiamo quando»</em>, osserva <strong>Langridge</strong>. Una sintesi efficace di una situazione nella quale tecnologie, strumenti e architetture sono già disponibili, mentre broadcaster e società di produzione devono ancora decidere tempi e modalità degli investimenti.</p>
<h3>Dal monitoraggio alla produzione</h3>
<p class="isSelectedEnd">Per <a href="https://bridgetech.tv/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bridge Technologies</strong></a> l&#8217;evoluzione riguarda anche il progressivo ampliamento del proprio raggio d&#8217;azione. L&#8217;azienda, tradizionalmente conosciuta per le soluzioni di monitoring e analisi dei segnali, sta lavorando sempre più sull&#8217;integrazione tra <strong>produzione e contribution</strong>, estendendo il ruolo delle proprie tecnologie all&#8217;interno dell&#8217;intera catena operativa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Tra le novità considerate particolarmente importanti figurano le nuove soluzioni legate alla famiglia di probe e a <strong>CMAP</strong>, indicate da Langridge come due elementi cruciali dell&#8217;offerta più recente.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un altro tema sul quale Bridge Technologies intende porre maggiore attenzione è quello del <strong>playout</strong>, collegandolo alla presenza dell&#8217;azienda negli ambienti di produzione. È un&#8217;evoluzione che, secondo Langridge, non è ancora pienamente percepita dal mercato, ma che può assumere un&#8217;importanza crescente nella strategia dell&#8217;azienda.</p>
<h3>Il broadcast diventa software</h3>
<p class="isSelectedEnd">Alla base di questa trasformazione c&#8217;è un cambiamento ormai evidente nell&#8217;architettura delle infrastrutture broadcast. Il modello costruito attorno a dispositivi hardware dedicati sta progressivamente lasciando spazio a piattaforme software, server e ambienti nei quali le diverse funzioni possono essere implementate in maniera molto più flessibile.</p>
<p class="isSelectedEnd"><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51251 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge2-300x180.jpeg" alt="" width="390" height="234" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge2-300x180.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge2-600x360.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge2.jpeg 750w" sizes="auto, (max-width: 390px) 100vw, 390px" />«I nostri prodotti sono comunque basati sul software»</em>, sottolinea <strong>Langridge</strong>, facendo riferimento anche alle <strong>piattaforme DMF e alle soluzioni software</strong> come a una delle aree verso cui si sta dirigendo l&#8217;intero settore.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il passaggio descritto è quello verso infrastrutture basate su grandi capacità di elaborazione e applicazioni software, piuttosto che sulla tradizionale associazione tra una determinata funzione e uno specifico apparato hardware.</p>
<p class="isSelectedEnd">È un cambiamento che riguarda non soltanto la tecnologia, ma anche il modo in cui broadcaster, service provider e società di produzione progettano gli investimenti. Le possibilità offerte dalle nuove architetture sono già concrete; ciò che rimane meno definito è la velocità con cui verranno adottate.</p>
<h3>L&#8217;incognita dei tempi</h3>
<p class="isSelectedEnd">Proprio questo sembra essere uno dei problemi principali del mercato attuale. Gli operatori conoscono in buona parte la direzione: infrastrutture IP, software-defined, virtualizzazione e progressiva integrazione dell&#8217;intelligenza artificiale. Ma l&#8217;incertezza economica e geopolitica rende più difficile stabilire quando avviare determinati progetti.</p>
<p class="isSelectedEnd"><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51252 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge1-300x169.jpeg" alt="" width="392" height="221" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge1-300x169.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge1-768x432.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge1-600x338.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge1.jpeg 800w" sizes="auto, (max-width: 392px) 100vw, 392px" />«Gli strumenti ci sono e la direzione c&#8217;è»</em>, osserva <strong>Langridge</strong>. Ciò che manca è una certezza sui tempi. Di conseguenza, alcune aziende preferiscono aspettare prima di effettuare investimenti significativi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Una situazione particolarmente evidente anche sul mercato italiano, dove molti broadcaster e studi di produzione stanno cercando di comprendere quale sarà l&#8217;assetto tecnologico dei prossimi anni prima di prendere decisioni destinate inevitabilmente ad avere conseguenze sul lungo periodo.</p>
<h3>AI: inevitabile, ma senza allarmismi</h3>
<p class="isSelectedEnd">In questo scenario entra naturalmente anche l&#8217;intelligenza artificiale. È ormai difficile immaginare l&#8217;evoluzione del broadcast senza considerare l&#8217;AI come parte dei nuovi workflow, ma dalla conversazione con Langridge emerge anche un invito a distinguere le applicazioni concrete dalla componente più sensazionalistica che spesso accompagna il dibattito.</p>
<p class="isSelectedEnd"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51256 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge4-300x200.jpg" alt="" width="389" height="259" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge4-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge4-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge4-600x400.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge4.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 389px) 100vw, 389px" />L&#8217;intelligenza artificiale deve ormai essere <em>«al tavolo»</em> quando si parla del futuro del settore. Allo stesso tempo, il broadcast utilizza da anni tecnologie riconducibili al machine learning e all&#8217;automazione. La questione quindi non è tanto stabilire se l&#8217;AI entrerà nei processi produttivi, quanto comprendere <strong>dove possa realmente generare valore</strong> e con quali tempi verrà integrata nelle attività quotidiane.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per <a href="https://bridgetech.tv/" target="_blank" rel="noopener">Bridge Technologies</a>, come per buona parte dell&#8217;industria presente a IBC 2026, il futuro appare quindi sempre più legato a software, infrastrutture IP, capacità di elaborazione condivise e automazione intelligente.</p>
<p>La destinazione sembra abbastanza chiara. Rimane da capire quanto rapidamente il mercato deciderà di raggiungerla.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/bridge-technologies-tra-ai-software-e-nuovi-workflow-di-produzione/">Bridge Technologies tra AI, software e nuovi workflow di produzione</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Broadcast, modernizzare senza sostituire tutto</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/broadcast-modernizzare-senza-sostituire-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 12:10:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[OTT]]></category>
		<category><![CDATA[Playout]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[produzione video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PlayBox Technology: modernizzare il broadcast senza sostituire i sistemi esistenti La trasformazione delle infrastrutture broadcast non deve necessariamente partire dalla sostituzione dei sistemi esistenti. Secondo PlayBox Technology, una strategia più efficace può consistere nel collegare e coordinare le piattaforme già operative, introducendo progressivamente cloud, streaming, automazione e intelligenza artificiale. Nelle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<h5><em><strong><a href="https://playboxtechnology.com/" target="_blank" rel="noopener">PlayBox Technology</a>: modernizzare il broadcast senza sostituire i sistemi esistenti La trasformazione delle infrastrutture broadcast non deve necessariamente partire dalla sostituzione dei sistemi esistenti. Secondo PlayBox Technology, una strategia più efficace può consistere nel collegare e coordinare le piattaforme già operative, introducendo progressivamente cloud, streaming, automazione e intelligenza artificiale.</strong></em></h5>
<p>Nelle infrastrutture broadcast convivono infatti numerosi sistemi specializzati: scheduling e traffic, Media Asset Management, ingest, automazione del playout, grafica, controllo qualità, storage e archiviazione, piattaforme OTT, ad insertion, CDN e sistemi di monitoring.</p>
<p>Il problema non riguarda necessariamente l&#8217;efficienza delle singole piattaforme, ma la loro capacità di comunicare tra loro. Metadati che non vengono trasferiti correttamente dal MAM al playout, contenuti disponibili in posizioni diverse da quelle previste, schedule non allineate con gli asset e trasferimenti manuali dei file possono aumentare la complessità operativa e il rischio di errori.</p>
<h3>L&#8217;orchestrazione come livello di collegamento</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51111 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox4-300x208.png" alt="" width="470" height="326" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox4-300x208.png 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox4-600x416.png 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox4.png 700w" sizes="auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px" />La proposta di <a href="https://playboxtechnology.com/" target="_blank" rel="noopener">PlayBox Technology</a> è quella di introdurre un livello centralizzato di <strong>media orchestration</strong>, capace di coordinare le diverse componenti dell&#8217;infrastruttura senza obbligare il broadcaster a sostituirle.</p>
<p>Il primo passo consiste nell&#8217;analizzare il workflow esistente, individuando dove entrano i contenuti, dove vengono creati o modificati i metadati, dove sono conservati gli asset, come vengono generate le schedule e in quale modo i contenuti arrivano al playout e successivamente alle piattaforme OTT e streaming.</p>
<p>Occorre quindi identificare i punti di integrazione disponibili. Le infrastrutture possono utilizzare REST API, MOS, workflow basati su file, watch folder, database, webhook, cloud storage, protocolli di controllo broadcast e differenti sistemi per lo scambio dei metadati.</p>
<p>L&#8217;orchestrazione dovrebbe sfruttare queste interfacce, creando un livello comune di coordinamento tra sistemi che possono provenire da produttori e generazioni tecnologiche differenti.</p>
<h3>Dalla gestione dei sistemi alla gestione dei workflow</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51110 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox3-300x200.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox3-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox3-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox3-600x399.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox3.jpg 679w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" />Invece di creare collegamenti diretti e indipendenti tra ogni singola piattaforma, un sistema centralizzato di orchestrazione può stabilire cosa deve avvenire, quando deve avvenire, quale sistema deve eseguire una determinata operazione e verificarne il completamento.</p>
<p>Un contenuto inserito nel MAM, ad esempio, può attivare automaticamente una sequenza di operazioni: verifica dei metadati, identificazione dei media necessari, trasferimento verso l&#8217;ambiente di playout, aggiornamento della schedule e controllo dello stato del QC.</p>
<p>In caso di errore, il sistema può evidenziare l&#8217;eccezione e richiedere l&#8217;intervento dell&#8217;operatore, anziché lasciare che il problema venga scoperto in una fase successiva del processo.</p>
<h3>Cloud e AI introdotti progressivamente</h3>
<p>Questo approccio consente inoltre di modernizzare l&#8217;infrastruttura senza intervenire immediatamente sul percorso critico del segnale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51109 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox2-300x207.jpg" alt="" width="470" height="324" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox2-300x207.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox2-768x530.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox2-600x414.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox2.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px" />Storage cloud, distribuzione OTT, canali FAST, servizi di intelligenza artificiale, monitoring e analytics possono essere aggiunti progressivamente, mentre l&#8217;infrastruttura di playout esistente continua a funzionare.</p>
<p>L&#8217;obiettivo, secondo <a href="https://playboxtechnology.com/" target="_blank" rel="noopener">PlayBox Technology</a>, non è necessariamente arrivare a una piattaforma monolitica fornita da un unico vendor, ma costruire un ambiente interoperabile nel quale ogni componente continui a svolgere il compito per cui è stata progettata.</p>
<p>In questa architettura, l&#8217;AI può progressivamente affiancare i sistemi tradizionali nelle attività di ottimizzazione, previsione, gestione delle eccezioni e automazione delle decisioni.</p>
<h3>Un&#8217;infrastruttura broadcast sempre più composable</h3>
<p>La necessità di questo tipo di integrazione cresce con l&#8217;evoluzione del settore. Uno stesso broadcaster può oggi gestire contemporaneamente canali lineari, servizi OTT, FAST channel, workflow cloud, infrastrutture tradizionali e piattaforme di terze parti.</p>
<p>Aumentano quindi sia il numero dei sistemi sia le esigenze di interoperabilità, mentre alle strutture operative viene spesso richiesto di gestire più attività con risorse limitate.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51112 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox5-300x185.jpg" alt="" width="469" height="289" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox5-300x185.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox5-500x308.jpg 500w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox5-600x369.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox5.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></p>
<p>La prospettiva delineata da <a href="https://playboxtechnology.com/" target="_blank" rel="noopener">PlayBox Technology</a> è quella di un&#8217;infrastruttura broadcast sempre più <strong>composable</strong>, nella quale non è necessario che MAM, playout, cloud e AI appartengano a un&#8217;unica piattaforma. Ciò che diventa determinante è la capacità di farli lavorare insieme.</p>
<p>La roadmap può quindi essere sintetizzata in quattro passaggi: <strong>collegare i sistemi, orchestrarne i processi, automatizzare le attività e sostituire le componenti legacy soltanto quando l&#8217;aggiornamento produce un reale vantaggio operativo</strong>.</p>
<p>Un approccio che permette ai broadcaster di preservare gli investimenti effettuati nelle infrastrutture esistenti, introducendo allo stesso tempo nuove funzionalità cloud, streaming e AI senza affrontare una migrazione completa e potenzialmente rischiosa.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/broadcast-modernizzare-senza-sostituire-tutto/">Broadcast, modernizzare senza sostituire tutto</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>ARRI porta ALEXA 35 Live nel mondo ST 2110</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/arri-porta-alexa-35-live-nel-mondo-st-2110/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 11:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[Riprese Video]]></category>
		<category><![CDATA[telecamere]]></category>
		<category><![CDATA[IBC 2026]]></category>
		<category><![CDATA[produzione video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il nuovo aggiornamento SUP 1.5.0 per il Live Production System LPS-1, ARRI integra ALEXA 35 Live nelle infrastrutture broadcast IP, con video non compresso su 25GbE, ridondanza ST 2022-7 e supporto AMWA NMOS. In occasione di IBC 2026, ARRI amplia le possibilità di utilizzo del sistema Multicam ALEXA 35...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Con il nuovo aggiornamento SUP 1.5.0 per il Live Production System LPS-1, <a href="https://www.arri.com/en" target="_blank" rel="noopener">ARRI</a> integra ALEXA 35 Live nelle infrastrutture broadcast IP, con video non compresso su 25GbE, ridondanza ST 2022-7 e supporto AMWA NMOS.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">In occasione di IBC 2026, <a href="https://www.arri.com/en" target="_blank" rel="noopener">ARRI</a> amplia le possibilità di utilizzo del sistema Multicam ALEXA 35 Live introducendo il supporto nativo allo standard SMPTE ST 2110. La nuova funzionalità arriva con il Software Update Package (SUP) 1.5.0 per la stazione base Live Production System LPS-1 ed è disponibile attraverso una licenza software permanente.</p>
<p class="isSelectedEnd"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51009 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/alexa-35-live-multicam-support-set-exploded-data-300x225.jpg" alt="" width="451" height="338" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/alexa-35-live-multicam-support-set-exploded-data-300x225.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/alexa-35-live-multicam-support-set-exploded-data-1024x768.jpg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/alexa-35-live-multicam-support-set-exploded-data-768x576.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/alexa-35-live-multicam-support-set-exploded-data-1536x1152.jpg 1536w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/alexa-35-live-multicam-support-set-exploded-data-2048x1536.jpg 2048w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/alexa-35-live-multicam-support-set-exploded-data-810x607.jpg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/alexa-35-live-multicam-support-set-exploded-data-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 451px) 100vw, 451px" />L&#8217;obiettivo è consentire ad <strong>ALEXA 35 Live</strong> di inserirsi direttamente nelle moderne infrastrutture broadcast completamente IP, dagli studi televisivi agli stadi, fino ai flypack di fascia alta e agli ambienti di produzione remota.</p>
<p class="isSelectedEnd">La soluzione combina così la qualità d&#8217;immagine cinematografica della piattaforma ALEXA 35 con workflow IP basati su standard aperti, un aspetto particolarmente importante per le produzioni live di fascia alta e per il settore dell&#8217;intrattenimento.</p>
<h3>Video, audio e metadati su 25GbE</h3>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;implementazione ST 2110 permette di gestire e instradare in modo indipendente video non compresso, audio multicanale e metadati sensibili al tempo attraverso una connessione full-duplex a 25GbE.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il sistema può trasportare contemporaneamente due flussi video UHD non compressi provenienti dalla telecamera, insieme a diversi canali video di ritorno e AUX in HD o UHD. La gestione di più flussi HD permette inoltre di supportare acquisizioni slow-motion ad alto frame rate attraverso la rete IP.</p>
<p class="isSelectedEnd">Particolare attenzione è stata dedicata all&#8217;affidabilità, elemento essenziale nelle produzioni live. Il sistema supporta infatti la ridondanza SMPTE ST 2022-7: utilizzando due moduli ricetrasmettitori SFP28 25GbE in fibra ottica installati sull&#8217;LPS-1 vengono mantenuti due percorsi di rete attivi, consentendo il failover automatico senza interruzioni del segnale.</p>
<h3>Testato sul campo da Adlib</h3>
<p class="isSelectedEnd"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51008 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/lps-1-web-interface-trans-data-300x216.png" alt="" width="451" height="325" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/lps-1-web-interface-trans-data-300x216.png 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/lps-1-web-interface-trans-data-1024x737.png 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/lps-1-web-interface-trans-data-768x553.png 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/lps-1-web-interface-trans-data-1536x1105.png 1536w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/lps-1-web-interface-trans-data-2048x1473.png 2048w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/lps-1-web-interface-trans-data-810x583.png 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/lps-1-web-interface-trans-data-600x432.png 600w" sizes="auto, (max-width: 451px) 100vw, 451px" />La tecnologia è già stata sperimentata in condizioni operative reali. Adlib, società britannica specializzata nella produzione live e nell&#8217;integrazione di sistemi, ha testato una versione pre-release della licenza LPS-1 ST 2110 all&#8217;interno di una piattaforma video destinata a un importante tour negli stadi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il sistema utilizzava telecamere <strong>ALEXA 35 Live</strong> e <strong>stazioni base LPS-1</strong> con connettività ST 2110, mettendo alla prova il workflow in un ambiente particolarmente impegnativo. La configurazione delle interfacce di rete, dei flussi e del PTP è stata gestita attraverso l&#8217;interfaccia web integrata della stazione base.</p>
<h3>Interoperabilità con gli ecosistemi broadcast</h3>
<p class="isSelectedEnd">ARRI ha progettato l&#8217;architettura ST 2110 dell&#8217;LPS-1 puntando sull&#8217;interoperabilità con infrastrutture broadcast di terze parti, comprese soluzioni <strong>Riedel Communications</strong> e ambienti di produzione <strong>SimplyLive</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51006 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ArriIBC26-300x225.jpg" alt="" width="447" height="335" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ArriIBC26-300x225.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ArriIBC26-768x576.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ArriIBC26-600x450.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ArriIBC26.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 447px) 100vw, 447px" />Il sistema supporta inoltre la suite AMWA NMOS, comprendente IS-04 per discovery e registrazione, IS-05 per la gestione delle connessioni, IS-08 per la mappatura dei canali audio e IS-09 per i parametri di sistema, oltre ai protocolli BCP-003-01 e BCP-003-03 per comunicazioni e autorizzazioni sicure.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sono supportati SMPTE ST 2110-10 per sincronizzazione e PTP, ST 2110-20 e ST 2110-21 per il video non compresso e la gestione del traffico, ST 2110-30 per l&#8217;audio PCM compatibile AES67 e ST 2110-40 per i dati ausiliari, oltre alla già citata ridondanza ST 2022-7.</p>
<p class="isSelectedEnd">Con questo aggiornamento ARRI compie quindi un ulteriore passo verso l&#8217;integrazione della qualità cinematografica delle proprie camere nei workflow broadcast IP, rendendo ALEXA 35 Live più facilmente utilizzabile nelle grandi produzioni televisive, sportive e di live entertainment basate su infrastrutture ST 2110.</p>
<p>A IBC 2026 il sistema e i nuovi workflow ARRI per il Live Entertainment sono stati presentati presso lo stand dell&#8217;azienda e negli stand di alcuni partner tecnologici.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/arri-porta-alexa-35-live-nel-mondo-st-2110/">ARRI porta ALEXA 35 Live nel mondo ST 2110</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Chyron e Haivision insieme per la produzione live camera-to-cloud</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/chyron-e-haivision-insieme-per-la-produzione-live-camera-to-cloud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 10:28:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Live Production]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[Riprese Video]]></category>
		<category><![CDATA[IBC 2026]]></category>
		<category><![CDATA[produzione video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chyron e Haivision annunciano a IBC2026 una partnership tecnologica per semplificare i workflow di produzione live camera-to-cloud, integrando l’ecosistema di contribuzione video Haivision con la piattaforma cloud Chyron LIVE. La produzione remota e basata sul cloud continua a conquistare spazio nel broadcast, ma uno degli aspetti più delicati rimane il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em><strong><a href="https://chyron.com/" target="_blank" rel="noopener">Chyron</a> e <a href="https://www.haivision.com/" target="_blank" rel="noopener">Haivision</a> annunciano a IBC2026 una partnership tecnologica per semplificare i workflow di produzione live camera-to-cloud, integrando l’ecosistema di contribuzione video Haivision con la piattaforma cloud Chyron LIVE.</strong></em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-50953 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron2-300x169.jpeg" alt="" width="420" height="237" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron2-300x169.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron2-1024x576.jpeg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron2-768x432.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron2-1536x864.jpeg 1536w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron2-810x456.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron2-600x338.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron2.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />La produzione remota e basata sul cloud continua a conquistare spazio nel broadcast, ma uno degli aspetti più delicati rimane il trasferimento affidabile e a bassa latenza dei segnali dalle telecamere verso gli ambienti di produzione. È su questo terreno che nasce la collaborazione tra Chyron e Haivision, che presenteranno a IBC2026 un workflow integrato destinato in particolare a produzioni sportive, news ed eventi live.</p>
<p>La soluzione combina i sistemi di contribuzione video di <a href="https://www.haivision.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Haivision</strong></a> – compresi i trasmettitori mobili <strong>Falkon, Pro e Air</strong> e gli encoder e <strong>decoder Makito</strong> – con <a href="https://chyron.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Chyron LIVE</strong></a>, piattaforma cloud-native basata su PRIME Platform e sviluppata nativamente su AWS.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è consentire alle emittenti di acquisire segnali live praticamente da qualsiasi luogo e trasferirli direttamente nell&#8217;ambiente di produzione cloud attraverso reti cellulari, Internet, satellite o infrastrutture IP.</p>
<h3>Dalla telecamera alla regia cloud</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-50954 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron3-300x190.jpeg" alt="" width="417" height="264" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron3-300x190.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron3-768x487.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron3-810x513.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron3-600x380.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/chyron3.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px" />L&#8217;integrazione punta soprattutto a ridurre la complessità della catena camera-to-cloud. Il video può essere trasportato in modo sicuro e a bassa latenza verso <strong>Chyron LIVE</strong>, dove sono disponibili in un unico ambiente funzioni di vision mixing, grafica broadcast, visualizzazione dei dati, commento remoto e replay illustrato.</p>
<p>In questo modo una parte significativa delle funzionalità tradizionalmente associate a una control room può essere concentrata in una singola applicazione cloud. Il modello permette inoltre di distribuire maggiormente le risorse produttive, con operatori e contributi provenienti da località differenti.</p>
<p><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-45846 alignleft" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-300x300.jpeg" alt="" width="99" height="99" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-300x300.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-768x768.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-180x180.jpeg 180w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-119x120.jpeg 119w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-55x55.jpeg 55w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-70x70.jpeg 70w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-114x114.jpeg 114w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-607x607.jpeg 607w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-600x600.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-100x100.jpeg 100w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine-150x150.jpeg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/07/Jean_Marc_Racine.jpeg 800w" sizes="auto, (max-width: 99px) 100vw, 99px" />«Le emittenti che adottano sempre più la produzione remota e cloud hanno bisogno di workflow di contribuzione affidabili, scalabili e semplici da implementare»</em>, sottolinea <strong>Jean-Marc Racine</strong>, <em>Chief Product Officer</em> di Haivision. L&#8217;integrazione punta quindi a combinare la capacità di contribuzione ultra-low latency di Haivision con gli strumenti di produzione disponibili in Chyron LIVE.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-47271 alignleft" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2025/03/Nikole-McStanley-Chyron.jpg" alt="" width="94" height="94" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2025/03/Nikole-McStanley-Chyron.jpg 228w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2025/03/Nikole-McStanley-Chyron-180x180.jpg 180w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2025/03/Nikole-McStanley-Chyron-119x120.jpg 119w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2025/03/Nikole-McStanley-Chyron-55x55.jpg 55w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2025/03/Nikole-McStanley-Chyron-70x70.jpg 70w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2025/03/Nikole-McStanley-Chyron-114x114.jpg 114w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2025/03/Nikole-McStanley-Chyron-100x100.jpg 100w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2025/03/Nikole-McStanley-Chyron-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 94px) 100vw, 94px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-46226" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/09/Chyron-Nikole_McStanley.jpg" alt="" width="1" height="1" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-46226" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/09/Chyron-Nikole_McStanley.jpg" alt="" width="1" height="1" />Per <strong>Nikole McStanley</strong>, Senior Vice President of Product di Chyron, la collaborazione risponde invece alla crescente richiesta di workflow cloud-native più flessibili, permettendo ai team di produzione di portare più facilmente segnali live di alta qualità nel cloud e realizzare contenuti da qualsiasi luogo.</p>
<h3>La dimostrazione a IBC2026</h3>
<p>L&#8217;integrazione Chyron-Haivision sarà mostrata dal vivo durante <strong>IBC2026 ad Amsterdam</strong>. Haivision sarà presente nel <strong>padiglione 2, stand 2.B32</strong>, mentre Chyron esporrà nel <strong>padiglione 7, stand 7.A23</strong>.</p>
<p>I visitatori potranno vedere concretamente il workflow camera-to-cloud e le sue possibili applicazioni nella produzione di sport, news ed eventi live.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/chyron-e-haivision-insieme-per-la-produzione-live-camera-to-cloud/">Chyron e Haivision insieme per la produzione live camera-to-cloud</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Bridge Technologies porta il supporto al codec IP10 di Blackmagic nel VB440</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/bridge-technologies-porta-il-supporto-al-codec-ip10-di-blackmagic-nel-vb440/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 09:43:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio segnali video]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[produzione video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A IBC 2026 Bridge Technologies presenta l’integrazione del codec IP10 di Blackmagic Design nella sonda di produzione VB440, ampliando le possibilità di monitoraggio degli ambienti ST 2110 anche su infrastrutture Ethernet a 10 Gigabit. Bridge Technologies rafforza la propria strategia nel campo della produzione video su IP annunciando il supporto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><strong><em>A IBC 2026 <a href="https://bridgetech.tv/home/" target="_blank" rel="noopener">Bridge Technologies</a> presenta l’integrazione del codec IP10 di <a href="https://www.blackmagicdesign.com/" target="_blank" rel="noopener">Blackmagic Design</a> nella sonda di produzione VB440, ampliando le possibilità di monitoraggio degli ambienti ST 2110 anche su infrastrutture Ethernet a 10 Gigabit.</em></strong></p>
<p><a href="https://bridgetech.tv/home/" target="_blank" rel="noopener">Bridge Technologies</a> rafforza la propria strategia nel campo della produzione video su IP annunciando il supporto al codec <strong>IP10 di <a href="https://www.blackmagicdesign.com/" target="_blank" rel="noopener">Blackmagic Design</a></strong> da parte della sua piattaforma di monitoraggio VB440. La nuova funzionalità sarà mostrata a IBC 2026, dove le tecnologie delle due aziende saranno presenti sia nello stand Bridge Technologies (1.A71) sia in quello Blackmagic Design.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-50945 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge-300x169.jpeg" alt="" width="430" height="242" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge-300x169.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge-1024x575.jpeg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge-768x431.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge-810x455.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge-600x337.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px" />IP10 nasce per risolvere uno dei problemi pratici legati alla migrazione verso infrastrutture <strong>SMPTE ST 2110</strong>: trasportare segnali Ultra HD ad alto frame rate attraverso connessioni Ethernet da 10 Gigabit, mantenendo una qualità broadcast a 10 bit 4:2:2. Il codec utilizza una compressione a latenza estremamente ridotta – pari a soli otto campioni pixel – ed è proposto come tecnologia aperta e senza costi di licenza.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è rendere più accessibile la produzione ST 2110 anche in quelle situazioni nelle quali non siano disponibili infrastrutture di rete 25GE o 200GE. È il caso, ad esempio, di <strong>OB van, produzioni remote e strutture di dimensioni più contenute</strong>, dove una rete 10GE può rappresentare una soluzione decisamente più semplice ed economica.</p>
<h3>Il VB440 monitora anche i flussi IP10</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-50944 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge1-300x129.jpeg" alt="" width="430" height="185" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge1-300x129.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge1-1024x441.jpeg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge1-768x330.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge1-1536x661.jpeg 1536w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge1-810x348.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge1-600x258.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge1.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px" />Il VB440 dispone nativamente di due interfacce Ethernet da 200 Gigabit ed è quindi progettato per gestire anche flussi ST 2110 non compressi con bitrate molto elevati. L&#8217;aggiunta del supporto IP10 consente però di utilizzare gli stessi strumenti di analisi anche quando il segnale viene trasportato su reti con banda più limitata.</p>
<p>La piattaforma mette a disposizione degli operatori video waveform, vectorscope, istogrammi, monitoraggio HDR con preview SDR e strumenti per la colorimetria. A questi si aggiungono le funzioni di controllo della sincronizzazione audio/video e dei dati ancillary.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-50943 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge2-300x158.png" alt="" width="414" height="218" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge2-300x158.png 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/bridge2.png 474w" sizes="auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px" />Sul fronte audio, VB440 può gestire <strong>64 canali per flusso</strong>, con misurazione LUFS e Gonio, monitoraggio Dolby Atmos, isolamento dei singoli canali, ascolto stereo downmix e controllo diretto degli speaker IP. Per gli ingegneri di rete sono invece disponibili strumenti per packet capture, analisi del timing PTP, monitoraggio della ridondanza ST 2022-7, signal generation ed event logging.</p>
<p>L&#8217;interfaccia Canvas permette inoltre di costruire workspace personalizzati combinando video preview, strumenti di misura e meter audio. L&#8217;accesso avviene attraverso un normale browser HTML5 e può essere condiviso in tempo reale da un massimo di otto utenti contemporaneamente.</p>
<h3>Interoperabilità al centro</h3>
<p>La collaborazione tra Bridge Technologies e Blackmagic Design evidenzia soprattutto la crescente attenzione del settore verso <strong>standard aperti e interoperabilità</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-46383 alignleft" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2024/09/simen_frostad.jpg" alt="" width="204" height="242" />Secondo <strong>Simen Frostad</strong>, chairman di Bridge Technologies, IP10 offre una risposta concreta alle esigenze dei broadcaster che vogliono adottare ST 2110 senza dover necessariamente investire in infrastrutture Ethernet da 200 Gigabit.</p>
<p>Blackmagic sottolinea a sua volta come IP10 permetta di trasportare segnali <strong>2160p59.94/60 12G video e audio attraverso reti 10G</strong>, mantenendo una latenza molto contenuta e senza costi di licenza.</p>
<p>L&#8217;integrazione nel VB440 punta quindi a rendere più flessibile il passaggio alla produzione IP: dalle grandi infrastrutture ST 2110 completamente non compresse fino alle installazioni nelle quali costi e disponibilità della banda rendono più conveniente l&#8217;impiego di una compressione leggera e a bassissima latenza.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/bridge-technologies-porta-il-supporto-al-codec-ip10-di-blackmagic-nel-vb440/">Bridge Technologies porta il supporto al codec IP10 di Blackmagic nel VB440</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>BHV porta in produzione SportsBox, il mixer remoto 4K ultracompatto</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/bhv-porta-in-produzione-sportsbox-il-mixer-remoto-4k-ultracompatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 15:03:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Playout]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[switcher/mixer]]></category>
		<category><![CDATA[IBC 2026]]></category>
		<category><![CDATA[produzione video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A IBC 2026, BHV presenterà la versione definitiva di SportsBox, il sistema ultracompatto sviluppato per la gestione e il trasporto di segnali multicamera nelle produzioni sportive remote. Mostrato per la prima volta come progetto a IBC 2025, SportsBox ha ora completato la fase di sviluppo ed entra ufficialmente in produzione....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em><strong>A IBC 2026, <a href="https://www.bhvbroadcast.com/" target="_blank" rel="noopener">BHV</a> presenterà la versione definitiva di SportsBox, il sistema ultracompatto sviluppato per la gestione e il trasporto di segnali multicamera nelle produzioni sportive remote. Mostrato per la prima volta come progetto a IBC 2025, SportsBox ha ora completato la fase di sviluppo ed entra ufficialmente in produzione.</strong></em></p>
<p>Il dispositivo nasce per rispondere alle esigenze delle produzioni sportive nelle quali spazio, peso e semplicità di installazione rappresentano fattori determinanti. Con un peso di appena <strong>900 grammi</strong> e dimensioni di <strong>225 x 170 x 30 mm</strong>, SportsBox integra funzioni di vision mixer remoto e di elaborazione dei formati in un&#8217;unità facilmente installabile anche in condizioni operative particolarmente difficili.</p>
<p>Tra gli scenari indicati da BHV figurano produzioni come <strong>MotoGP, vela agonistica e competizioni aeree</strong>, dove le apparecchiature devono essere compatte e robuste senza sacrificare la qualità delle immagini.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-50877 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bhv-300x204.jpg" alt="" width="493" height="335" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bhv-300x204.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bhv-768x522.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bhv-600x408.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bhv.jpg 796w" sizes="auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px" />Una delle caratteristiche principali di SportsBox è la possibilità di gestire <strong>quattro segnali provenienti da altrettante telecamere e trasportarli attraverso un unico percorso video</strong>, comprese connessioni wireless basate su <strong>5G o COFDM</strong>.</p>
<p>Prima della trasmissione, l&#8217;unità può effettuare operazioni di scaling, sincronizzazione ed elaborazione dei quattro segnali. In questo modo, nella gallery di produzione rimangono disponibili i quattro feed separati, utilizzabili per il monitoraggio e il missaggio live, riducendo allo stesso tempo la quantità di apparecchiature necessarie sul campo.</p>
<p>L&#8217;intera catena mantiene una qualità video fino al <strong>4K 60p 4:2:2</strong>. Il cuore del sistema è costituito da una soluzione altamente integrata basata su un singolo componente di elaborazione, scelta che ha permesso a BHV di contenere dimensioni e consumi e di realizzare un apparato destinato all&#8217;impiego in ambienti operativi impegnativi.</p>
<p><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-50879 alignleft" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-300x300.jpg" alt="" width="94" height="94" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-300x300.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-768x768.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-180x180.jpg 180w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-119x120.jpg 119w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-55x55.jpg 55w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-70x70.jpg 70w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-114x114.jpg 114w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-607x607.jpg 607w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-600x600.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-100x100.jpg 100w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett-150x150.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/08/bill-garrett.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 94px) 100vw, 94px" />«A IBC 2025 abbiamo mostrato il potenziale di SportsBox. A IBC 2026 i visitatori potranno vederne tutte le funzionalità»</em>, spiega <strong>Bill Garrett, CTO di BHV</strong>. Secondo Garrett, il prodotto nasce da un&#8217;esigenza molto concreta: riportare alla regia più segnali video di elevata qualità evitando apparecchiature complesse e ingombranti nei luoghi in cui lo spazio disponibile è particolarmente limitato.</p>
<p>SportsBox assume inoltre un ruolo importante nella strategia di BHV. L&#8217;azienda britannica, che da decenni sviluppa hardware, firmware e tecnologie di elaborazione video per numerosi marchi del settore broadcast, sta infatti portando sempre più direttamente sul mercato prodotti commercializzati con il proprio nome.</p>
<p>In occasione del passaggio alla produzione, <strong><a href="https://www.bhvbroadcast.com/" target="_blank" rel="noopener">BHV</a> proporrà a IBC 2026 condizioni commerciali speciali per gli ordini di SportsBox effettuati durante la manifestazione</strong>.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/bhv-porta-in-produzione-sportsbox-il-mixer-remoto-4k-ultracompatto/">BHV porta in produzione SportsBox, il mixer remoto 4K ultracompatto</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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