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	<title>Produzione Video | MonitoR</title>
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	<description>la rivista italiana del broadcast</description>
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	<title>Produzione Video | MonitoR</title>
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		<title>Atomos Shinobi 7 II: più controllo per il broadcast</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 16:05:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accessori]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio segnali video]]></category>
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		<category><![CDATA[IBC 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il nuovo monitor da 7 pollici presentato a IBC 2026, Atomos amplia le possibilità di controllo delle telecamere professionali, introducendo la connettività Ethernet e nuove funzionalità per la gestione delle immagini nelle produzioni live e cinematografiche. L&#8217;evoluzione del mercato audiovisivo sta progressivamente avvicinando il mondo della produzione cinematografica a...</p>
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<h4><em><strong>Con il nuovo monitor da 7 pollici presentato a IBC 2026, Atomos amplia le possibilità di controllo delle telecamere professionali, introducendo la connettività Ethernet e nuove funzionalità per la gestione delle immagini nelle produzioni live e cinematografiche.</strong></em></h4>
<div>
<p>L&#8217;evoluzione del mercato audiovisivo sta progressivamente avvicinando il mondo della produzione cinematografica a quello del broadcast. La crescente richiesta di immagini di qualità superiore, caratterizzate da un&#8217;estetica cinematografica, spinge infatti un numero sempre maggiore di broadcaster a utilizzare telecamere con sensori di grandi dimensioni, capaci di offrire frame rate elevati, un&#8217;ampia gamma dinamica e un controllo più flessibile della profondità di campo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-51330 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-300x158.jpeg" alt="" width="431" height="227" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-300x158.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-1024x538.jpeg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-768x403.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-1536x806.jpeg 1536w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-810x425.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2-600x315.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 431px) 100vw, 431px" />Queste telecamere permettono inoltre di realizzare contenuti destinati a piattaforme differenti, compresi i formati verticali richiesti dai social media. La loro versatilità le rende particolarmente interessanti anche dal punto di vista economico, consentendo di affrontare produzioni cinematografiche e televisive con un&#8217;unica tipologia di apparecchiatura. Tuttavia, l&#8217;impiego di telecamere cinematografiche negli ambienti broadcast presenta alcune difficoltà, soprattutto per quanto riguarda il controllo operativo e il monitoraggio delle immagini durante le riprese.</p>
<h3>Shinobi 7 II: un monitor pensato per le nuove esigenze produttive</h3>
<p>Per rispondere a queste necessità, <a href="https://www.atomos.com/" target="_blank" rel="noopener">Atomos</a> ha presentato a IBC 2026 il nuovo <strong>Shinobi 7 II</strong>, un monitor professionale da 7 pollici progettato per offrire maggiore visibilità e funzionalità avanzate di controllo delle telecamere.</p>
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<div><img decoding="async" class=" wp-image-51332 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-300x169.jpeg" alt="" width="430" height="242" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-300x169.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-1024x576.jpeg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-768x432.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-810x456.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4-600x338.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos4.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" />Il nuovo modello nasce dall&#8217;esperienza maturata con lo <strong>Shinobi II</strong> da 5 pollici, uno dei monitor on-camera più diffusi dell&#8217;azienda, e risponde alla richiesta di uno schermo più ampio senza compromettere la portabilità.</div>
</div>
</div>
<p>Oltre alle dimensioni, il dispositivo punta su un&#8217;elevata luminosità, particolarmente utile nelle riprese in esterni, e su strumenti integrati per verificare esposizione, inquadratura e impostazioni dell&#8217;immagine. L&#8217;obiettivo è consentire agli operatori di individuare immediatamente eventuali problemi che potrebbero compromettere il risultato finale, un aspetto particolarmente importante nelle produzioni dal vivo, dove non è possibile ripetere le riprese.</p>
<h3>Controllo delle telecamere tramite Ethernet</h3>
<p>Una delle principali innovazioni dello Shinobi 7 II riguarda l&#8217;integrazione di funzionalità di controllo attraverso la connessione Ethernet, che si affianca all&#8217;interfaccia USB-C. Questa soluzione amplia le possibilità di interazione con telecamere cinematografiche professionali, tra cui Sony FX6 e Canon C50, C80 e C400.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-51338 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-300x300.jpg" alt="" width="430" height="430" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-300x300.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-1024x1024.jpg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-768x768.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-180x180.jpg 180w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-119x120.jpg 119w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-55x55.jpg 55w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-70x70.jpg 70w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-114x114.jpg 114w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-607x607.jpg 607w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-600x600.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-100x100.jpg 100w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3-150x150.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos3.jpg 1080w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" />Attraverso il monitor, gli operatori possono accedere a funzionalità di gestione della telecamera e agli strumenti necessari per verificare parametri fondamentali come esposizione, colore e composizione dell&#8217;immagine. L&#8217;integrazione assume particolare rilevanza nei workflow ibridi, nei quali le telecamere cinematografiche vengono utilizzate per produzioni televisive, eventi live e contenuti destinati a differenti piattaforme di distribuzione. La possibilità di centralizzare monitoraggio e controllo contribuisce a semplificare il lavoro degli operatori e a ridurre il rischio di errori durante le riprese.</p>
<h3>La sicurezza delle registrazioni nelle produzioni live</h3>
<p>Accanto alle funzionalità di monitoraggio, Atomos continua a sviluppare la propria gamma di monitor-registratori, con particolare attenzione alla sicurezza del materiale acquisito. Prodotti come quelli della famiglia Ninja consentono infatti di effettuare registrazioni esterne, anche in formato RAW, offrendo una protezione aggiuntiva rispetto alla registrazione effettuata direttamente sulla telecamera.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51334 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-300x150.jpeg" alt="" width="430" height="215" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-300x150.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-1024x511.jpeg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-768x383.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-1536x766.jpeg 1536w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-2048x1021.jpeg 2048w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-810x404.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/atomos6-600x299.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px" />In determinate configurazioni è possibile registrare il materiale RAW sul dispositivo Atomos e mantenere contemporaneamente una copia compressa in H.264 o H.265 sulla telecamera, oppure utilizzare il registratore esterno come sistema di backup. Si tratta di una possibilità particolarmente importante nelle produzioni broadcast, dove il guasto di una scheda di memoria o la perdita di una registrazione possono compromettere irrimediabilmente la copertura di un evento. Con Shinobi 7 II, Atomos rafforza quindi la propria presenza nel mercato delle produzioni ibride, puntando sull&#8217;integrazione tra telecamere cinematografiche e workflow broadcast.</p>
<p>La crescente convergenza tra questi due ambienti rende infatti sempre più importanti strumenti capaci di combinare qualità dell&#8217;immagine, semplicità operativa e affidabilità, soprattutto nelle produzioni live, dove il controllo immediato di ogni fase dell&#8217;acquisizione rappresenta un requisito fondamentale.</p>
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		<title>Ross Video: l&#8217;innovazione broadcast nasce dal confronto con i clienti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 14:59:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;automazione delle regie alla produzione virtuale, Ross Video punta sulla collaborazione con broadcaster e operatori per sviluppare tecnologie capaci di semplificare i workflow, ridurre i costi e accompagnare l&#8217;evoluzione della produzione televisiva. In un settore come quello del broadcast, caratterizzato da una continua trasformazione tecnologica, l&#8217;innovazione non può limitarsi all&#8217;introduzione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p><em><strong>Dall&#8217;automazione delle regie alla produzione virtuale, <a href="https://www.rossvideo.com/" target="_blank" rel="noopener">Ross Video</a> punta sulla collaborazione con broadcaster e operatori per sviluppare tecnologie capaci di semplificare i workflow, ridurre i costi e accompagnare l&#8217;evoluzione della produzione televisiva.</strong></em></p>
<p>In un settore come quello del broadcast, caratterizzato da una continua trasformazione tecnologica, l&#8217;innovazione non può limitarsi all&#8217;introduzione di nuove funzionalità. Le soluzioni devono rispondere a esigenze operative concrete, integrarsi con le infrastrutture esistenti e garantire la flessibilità necessaria per affrontare le evoluzioni future.<br />
È questa la filosofia alla base della strategia di Ross Video, che considera il confronto diretto con i clienti un elemento fondamentale nello sviluppo dei propri prodotti e delle proprie piattaforme.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51304 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ross2-300x203.jpg" alt="" width="420" height="284" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ross2-300x203.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ross2-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ross2-600x406.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ross2.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />Secondo l&#8217;azienda canadese, uno dei principali rischi per broadcaster e società di produzione è rappresentato dall&#8217;adozione di tecnologie non sufficientemente allineate alle esigenze operative. Sistemi difficili da integrare, investimenti destinati a diventare rapidamente obsoleti e workflow eccessivamente complessi possono compromettere l&#8217;efficienza produttiva e limitare la capacità di innovazione.</p>
<p>Per evitare queste situazioni, <a href="https://www.rossvideo.com/" target="_blank" rel="noopener">Ross Video</a> ha adottato un modello di sviluppo basato su un dialogo continuo con gli utilizzatori delle proprie tecnologie. Il feedback proveniente da registi, tecnici, operatori e responsabili delle infrastrutture contribuisce a orientare le scelte progettuali, con particolare attenzione alla semplicità d&#8217;impiego, alla scalabilità e all&#8217;interoperabilità.</p>
<h3>Dalle esigenze operative alle soluzioni tecnologiche</h3>
<p>L&#8217;approccio si traduce in una gamma di prodotti che affrontano differenti aspetti della produzione televisiva, dalla gestione dei segnali all&#8217;automazione, dalla robotica alla grafica in tempo reale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51303 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ultrix-300x98.jpg" alt="" width="419" height="137" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ultrix-300x98.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ultrix.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 419px) 100vw, 419px" />Un esempio significativo è <strong>Ultrix</strong>, la piattaforma iperconvergente che integra routing, multiviewer ed elaborazione dei segnali in un unico sistema compatto. Il supporto ai formati UHD e HDR consente di realizzare infrastrutture più flessibili, riducendo la quantità di hardware necessaria e semplificando la gestione degli impianti.<br />
Nel settore della movimentazione delle telecamere, Artimo rappresenta un&#8217;altra applicazione di questa filosofia. Il sistema robotizzato mobile permette di realizzare movimenti fluidi all&#8217;interno degli studi televisivi, supportando configurazioni complete di telecamera, ottica e teleprompter. L&#8217;obiettivo è offrire maggiore libertà creativa senza introdurre complessità operative aggiuntive.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51301 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/overDrive-300x169.jpg" alt="" width="415" height="234" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/overDrive-300x169.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/overDrive-768x432.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/overDrive-600x338.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/overDrive.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 415px) 100vw, 415px" />Particolare attenzione viene dedicata anche all&#8217;automazione delle produzioni live. <strong>OverDrive</strong>, il sistema di Automated Production Control di Ross Video, coordina numerose funzioni della regia, tra cui il controllo delle telecamere, il missaggio audio, la grafica, la commutazione video e il playout. Una soluzione particolarmente interessante per le newsroom, dove rapidità, precisione e continuità operativa sono requisiti fondamentali.</p>
<h3>Interoperabilità e produzione virtuale</h3>
<p>La necessità di preservare gli investimenti esistenti trova una risposta nella piattaforma modulare openGear, basata su un&#8217;architettura aperta che consente di utilizzare schede di differenti produttori all&#8217;interno dello stesso chassis. Un&#8217;impostazione che favorisce l&#8217;interoperabilità e permette agli operatori di configurare le infrastrutture secondo le proprie esigenze.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51300 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/lucid-300x169.jpg" alt="" width="421" height="237" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/lucid-300x169.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/lucid-768x432.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/lucid-600x338.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/lucid.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 421px) 100vw, 421px" />Per la grafica televisiva, <strong>XPression</strong> offre strumenti per la creazione e la messa in onda di elementi grafici 2D e 3D, animazioni e contenuti dinamici in tempo reale. La piattaforma trova applicazione soprattutto nelle produzioni sportive e nei notiziari, dove la velocità di aggiornamento delle informazioni è essenziale.</p>
<p>Un ulteriore ambito di sviluppo riguarda la produzione virtuale. Ross Video propone Voyager, piattaforma di rendering basata su Unreal Engine per ambienti virtuali, realtà aumentata e produzioni XR, affiancata da Lucid Studio, che semplifica il controllo delle scene e l&#8217;integrazione con telecamere robotizzate, sistemi di newsroom e altre componenti della produzione.<br />
L&#8217;obiettivo è rendere queste tecnologie accessibili anche a strutture che non dispongono di personale altamente specializzato nella gestione dei motori grafici.</p>
<h3>Un modello di innovazione orientato alla sostenibilità degli investimenti</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51299 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/airtimo-300x156.jpg" alt="" width="421" height="219" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/airtimo-300x156.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/airtimo-600x311.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/airtimo.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 421px) 100vw, 421px" />Il principio comune a queste soluzioni è la ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica e continuità operativa.</p>
<p>Per <strong>Ross Video</strong>, sviluppare prodotti partendo dalle esigenze dei clienti significa non soltanto migliorare l&#8217;efficienza delle produzioni, ma anche ridurre i tempi di formazione, limitare gli errori e contenere i costi legati alla sostituzione delle infrastrutture.<br />
La possibilità di ampliare progressivamente le funzionalità dei sistemi assume particolare importanza in una fase in cui broadcaster e società di produzione devono confrontarsi con la transizione verso il cloud, la diffusione dei formati UHD e HDR e la crescente richiesta di contenuti destinati a più piattaforme.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51305 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ross3-300x224.jpg" alt="" width="420" height="314" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ross3-300x224.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ross3-600x448.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ross3.jpg 760w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />In questo scenario, la collaborazione tra produttori e utilizzatori diventa un fattore strategico. L&#8217;innovazione non viene più valutata soltanto in base alle prestazioni delle singole apparecchiature, ma soprattutto alla capacità di migliorare concretamente i processi produttivi.</p>
<p>È su questo terreno che <a href="https://www.rossvideo.com/" target="_blank" rel="noopener">Ross Video</a> intende consolidare il proprio ruolo nel mercato broadcast: trasformare le esigenze quotidiane degli operatori in soluzioni tecnologiche capaci di evolvere insieme alle produzioni televisive.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/ross-video-linnovazione-broadcast-nasce-dal-confronto-con-i-clienti/">Ross Video: l’innovazione broadcast nasce dal confronto con i clienti</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>HuskerVision sceglie Grass Valley per la nuova infrastruttura di produzione IP</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/huskervision-sceglie-grass-valley-per-la-nuova-infrastruttura-di-produzione-ip/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 14:32:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[produzione video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Università del Nebraska ha completato la realizzazione di un nuovo centro di produzione televisiva basato sullo standard SMPTE ST 2110, adottando mixer video K-Frame e telecamere LDX di Grass Valley. L’infrastruttura servirà gli impianti sportivi del campus, con la possibilità di evolvere verso produzioni UHD e HDR. HuskerVision, la struttura...</p>
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<p><em><strong>L’Università del Nebraska ha completato la realizzazione di un nuovo centro di produzione televisiva basato sullo standard SMPTE ST 2110, adottando mixer video K-Frame e telecamere LDX di Grass Valley. L’infrastruttura servirà gli impianti sportivi del campus, con la possibilità di evolvere verso produzioni UHD e HDR.</strong></em></p>
<p><a href="https://huskers.com/husker-vision" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51291 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small-300x200.jpg" alt="" width="420" height="280" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small-768x512.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small-600x400.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-043_small.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />HuskerVision</a>, la struttura responsabile della produzione video e dei contenuti multimediali per le attività sportive dell’<strong>Università del Nebraska</strong>, ha scelto le tecnologie Grass Valley per modernizzare la propria infrastruttura broadcast, passando dai tradizionali sistemi baseband a un ambiente di produzione completamente IP.</p>
<p>Il progetto, realizzato nell’arco di sei mesi in collaborazione con il <strong>system integrator BeckTV</strong>, ha portato alla creazione di tre nuove regie di produzione, collegate attraverso una rete SMPTE ST 2110 in grado di gestire i segnali provenienti dai diversi impianti sportivi universitari.</p>
<p>L’obiettivo non era soltanto sostituire apparecchiature ormai datate, ma realizzare una piattaforma flessibile, capace di rispondere alle esigenze produttive attuali e di accompagnare la progressiva introduzione dei formati UHD e HDR.</p>
<p><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51287 alignleft" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-300x300.jpeg" alt="" width="101" height="101" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-300x300.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-180x180.jpeg 180w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-119x120.jpeg 119w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-55x55.jpeg 55w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-70x70.jpeg 70w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-114x114.jpeg 114w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-100x100.jpeg 100w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill-150x150.jpeg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/garrett_hill.jpeg 400w" sizes="auto, (max-width: 101px) 100vw, 101px" />«Abbiamo avuto l’opportunità di ripensare il modo in cui produrremo contenuti nei nostri impianti nei prossimi anni, anziché limitarci a sostituire le apparecchiature esistenti»</em>, ha spiegato <strong>Garrett Hill</strong>, Director of Technology di <strong>HuskerVision</strong>, sottolineando come la scelta di Grass Valley sia stata determinata dal rapporto tra funzionalità, prestazioni e investimento.</p>
<h3>Telecamere LDX e mixer K-Frame al centro del sistema</h3>
<p>La nuova infrastruttura comprende telecamere <a href="https://www.grassvalley.com" target="_blank" rel="noopener">Grass Valley</a> LDX 135 e LDX 150, collegate alla rete IP attraverso le stazioni base XCU Xpress UXF. La LDX 135 offre acquisizione UHD nativa, mentre la LDX 150 consente produzioni multiformato. Entrambe supportano HDR e tecnologia NativeIP, permettendo l&#8217;integrazione diretta nei workflow SMPTE ST 2110.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51292 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small-300x200.jpg" alt="" width="420" height="280" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small-768x512.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small-600x400.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/HUSKERVISION-080_small.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />Per il controllo della produzione sono stati installati due <strong>mixer Kayenne K-Frame SXP-I</strong>, compatibili con i formati HD, 3G e 12G UHD. La connettività 100GbE e le interfacce IP avanzate consentono la distribuzione dei segnali attraverso l&#8217;infrastruttura di rete, superando i vincoli dei tradizionali collegamenti punto-punto. Il sistema comprende inoltre pannelli Creative Grading e un server di controllo centralizzato per la gestione della colorimetria e dei parametri HDR delle telecamere.</p>
<p>Le due configurazioni K-Frame mettono a disposizione postazioni di produzione indipendenti, consentendo a HuskerVision di gestire più eventi nel corso del calendario sportivo universitario. L&#8217;architettura IP permette inoltre l&#8217;interoperabilità tra apparecchiature Grass Valley e sistemi di terze parti sulla stessa infrastruttura di rete, aumentando la flessibilità nell&#8217;assegnazione delle risorse alle diverse regie.</p>
<h3>Un laboratorio professionale per i futuri operatori broadcast</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51290 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3-300x200.jpg" alt="" width="420" height="280" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3-768x512.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3-600x400.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv3.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />Un aspetto particolarmente significativo del progetto riguarda la formazione degli studenti. <strong>HuskerVision</strong> è infatti una struttura produttiva gestita congiuntamente da personale tecnico e studenti universitari e, nel corso degli anni, ha contribuito all&#8217;ingresso di centinaia di giovani professionisti nel settore della produzione televisiva.</p>
<p>La scelta di adottare apparecchiature largamente utilizzate nei mezzi mobili e nelle strutture di produzione professionali statunitensi consente agli studenti di acquisire competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro.</p>
<p><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51288 alignleft" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse.jpeg" alt="" width="113" height="113" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse.jpeg 200w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-180x180.jpeg 180w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-119x120.jpeg 119w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-55x55.jpeg 55w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-70x70.jpeg 70w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-114x114.jpeg 114w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-100x100.jpeg 100w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/kevin_raguse-150x150.jpeg 150w" sizes="auto, (max-width: 113px) 100vw, 113px" />«Per i nostri studenti, la tecnologia utilizzata durante il percorso universitario rappresenta una parte importante della preparazione professionale»</em>, ha dichiarato <strong>Kevin Raguse</strong>, Broadcast Technology Engineer di HuskerVision.</p>
<p>L&#8217;integrazione è stata curata da <a href="https://www.becktv.com/" target="_blank" rel="noopener">BeckTV</a>, che ha collaborato con Grass Valley anche nelle attività di configurazione, messa in servizio e formazione tecnica e operativa del personale.</p>
<p>Secondo <strong>Brock Raum</strong>, Senior Engineer di BeckTV, la rete ST 2110 condivisa permette di distribuire i segnali tra le diverse sale di controllo e gli impianti sportivi, offrendo una base tecnologica adatta sia alle produzioni quotidiane sia alle future applicazioni UHD e HDR.</p>
<h3>La produzione IP si diffonde anche negli impianti universitari</h3>
<p>L&#8217;installazione di HuskerVision conferma una tendenza sempre più evidente nel settore broadcast statunitense: l&#8217;adozione di infrastrutture IP professionali non riguarda più soltanto le grandi emittenti televisive e i centri di produzione nazionali, ma si estende anche alle università e alle organizzazioni sportive.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51289 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv4-300x183.jpg" alt="" width="420" height="256" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv4-300x183.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv4-768x468.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv4-600x366.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/gv4.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />Per Grass Valley, il progetto rappresenta inoltre un esempio di come le tecnologie broadcast possano soddisfare contemporaneamente esigenze produttive e formative. <strong>Greg Doggett</strong>, VP of Sales – NAM Sports di Grass Valley, ha evidenziato proprio il ruolo di HuskerVision nella preparazione di nuove generazioni di professionisti della produzione live.<br />
La nuova struttura dell&#8217;Università del Nebraska dispone ora di un&#8217;infrastruttura comune, scalabile e predisposta per l&#8217;evoluzione dei formati televisivi, con la possibilità di condividere risorse tecniche tra differenti ambienti di produzione.</p>
<p><em><a href="https://www.grassvalley.com" target="_blank" rel="noopener">Grass Valley</a> presenterà le proprie più recenti soluzioni per la produzione live, le infrastrutture IP e i workflow software-defined anche al NAB Show New York, in programma il 21 e 22 ottobre 2026, presso il Javits Center, stand 121.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bridge Technologies tra AI, software e nuovi workflow di produzione</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/bridge-technologies-tra-ai-software-e-nuovi-workflow-di-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 13:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio segnali video]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[produzione video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il settore broadcast sembra avere ormai abbastanza chiara la direzione della propria evoluzione tecnologica. Più difficile è stabilire con precisione quando questa trasformazione arriverà a piena maturazione. È uno dei temi emersi a IBC 2026 nel corso di un incontro con Tim Langridge di Bridge Technologies, dedicato alle nuove soluzioni...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p class="isSelectedEnd"><em><strong>Il settore broadcast sembra avere ormai abbastanza chiara la direzione della propria evoluzione tecnologica. Più difficile è stabilire con precisione quando questa trasformazione arriverà a piena maturazione. È uno dei temi emersi a IBC 2026 nel corso di un incontro con Tim Langridge di Bridge Technologies, dedicato alle nuove soluzioni presentate ad Amsterdam e, più in generale, al momento attraversato dal mercato.</strong></em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51249 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/tim_langridge1-223x300.jpg" alt="" width="276" height="371" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/tim_langridge1-223x300.jpg 223w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/tim_langridge1-452x607.jpg 452w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/tim_langridge1.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 276px) 100vw, 276px" />«Non è che non sappiamo dove stiamo andando: non sappiamo quando»</em>, osserva <strong>Langridge</strong>. Una sintesi efficace di una situazione nella quale tecnologie, strumenti e architetture sono già disponibili, mentre broadcaster e società di produzione devono ancora decidere tempi e modalità degli investimenti.</p>
<h3>Dal monitoraggio alla produzione</h3>
<p class="isSelectedEnd">Per <a href="https://bridgetech.tv/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bridge Technologies</strong></a> l&#8217;evoluzione riguarda anche il progressivo ampliamento del proprio raggio d&#8217;azione. L&#8217;azienda, tradizionalmente conosciuta per le soluzioni di monitoring e analisi dei segnali, sta lavorando sempre più sull&#8217;integrazione tra <strong>produzione e contribution</strong>, estendendo il ruolo delle proprie tecnologie all&#8217;interno dell&#8217;intera catena operativa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Tra le novità considerate particolarmente importanti figurano le nuove soluzioni legate alla famiglia di probe e a <strong>CMAP</strong>, indicate da Langridge come due elementi cruciali dell&#8217;offerta più recente.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un altro tema sul quale Bridge Technologies intende porre maggiore attenzione è quello del <strong>playout</strong>, collegandolo alla presenza dell&#8217;azienda negli ambienti di produzione. È un&#8217;evoluzione che, secondo Langridge, non è ancora pienamente percepita dal mercato, ma che può assumere un&#8217;importanza crescente nella strategia dell&#8217;azienda.</p>
<h3>Il broadcast diventa software</h3>
<p class="isSelectedEnd">Alla base di questa trasformazione c&#8217;è un cambiamento ormai evidente nell&#8217;architettura delle infrastrutture broadcast. Il modello costruito attorno a dispositivi hardware dedicati sta progressivamente lasciando spazio a piattaforme software, server e ambienti nei quali le diverse funzioni possono essere implementate in maniera molto più flessibile.</p>
<p class="isSelectedEnd"><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51251 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge2-300x180.jpeg" alt="" width="390" height="234" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge2-300x180.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge2-600x360.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge2.jpeg 750w" sizes="auto, (max-width: 390px) 100vw, 390px" />«I nostri prodotti sono comunque basati sul software»</em>, sottolinea <strong>Langridge</strong>, facendo riferimento anche alle <strong>piattaforme DMF e alle soluzioni software</strong> come a una delle aree verso cui si sta dirigendo l&#8217;intero settore.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il passaggio descritto è quello verso infrastrutture basate su grandi capacità di elaborazione e applicazioni software, piuttosto che sulla tradizionale associazione tra una determinata funzione e uno specifico apparato hardware.</p>
<p class="isSelectedEnd">È un cambiamento che riguarda non soltanto la tecnologia, ma anche il modo in cui broadcaster, service provider e società di produzione progettano gli investimenti. Le possibilità offerte dalle nuove architetture sono già concrete; ciò che rimane meno definito è la velocità con cui verranno adottate.</p>
<h3>L&#8217;incognita dei tempi</h3>
<p class="isSelectedEnd">Proprio questo sembra essere uno dei problemi principali del mercato attuale. Gli operatori conoscono in buona parte la direzione: infrastrutture IP, software-defined, virtualizzazione e progressiva integrazione dell&#8217;intelligenza artificiale. Ma l&#8217;incertezza economica e geopolitica rende più difficile stabilire quando avviare determinati progetti.</p>
<p class="isSelectedEnd"><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51252 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge1-300x169.jpeg" alt="" width="392" height="221" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge1-300x169.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge1-768x432.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge1-600x338.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge1.jpeg 800w" sizes="auto, (max-width: 392px) 100vw, 392px" />«Gli strumenti ci sono e la direzione c&#8217;è»</em>, osserva <strong>Langridge</strong>. Ciò che manca è una certezza sui tempi. Di conseguenza, alcune aziende preferiscono aspettare prima di effettuare investimenti significativi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Una situazione particolarmente evidente anche sul mercato italiano, dove molti broadcaster e studi di produzione stanno cercando di comprendere quale sarà l&#8217;assetto tecnologico dei prossimi anni prima di prendere decisioni destinate inevitabilmente ad avere conseguenze sul lungo periodo.</p>
<h3>AI: inevitabile, ma senza allarmismi</h3>
<p class="isSelectedEnd">In questo scenario entra naturalmente anche l&#8217;intelligenza artificiale. È ormai difficile immaginare l&#8217;evoluzione del broadcast senza considerare l&#8217;AI come parte dei nuovi workflow, ma dalla conversazione con Langridge emerge anche un invito a distinguere le applicazioni concrete dalla componente più sensazionalistica che spesso accompagna il dibattito.</p>
<p class="isSelectedEnd"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51256 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge4-300x200.jpg" alt="" width="389" height="259" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge4-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge4-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge4-600x400.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/bridge4.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 389px) 100vw, 389px" />L&#8217;intelligenza artificiale deve ormai essere <em>«al tavolo»</em> quando si parla del futuro del settore. Allo stesso tempo, il broadcast utilizza da anni tecnologie riconducibili al machine learning e all&#8217;automazione. La questione quindi non è tanto stabilire se l&#8217;AI entrerà nei processi produttivi, quanto comprendere <strong>dove possa realmente generare valore</strong> e con quali tempi verrà integrata nelle attività quotidiane.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per <a href="https://bridgetech.tv/" target="_blank" rel="noopener">Bridge Technologies</a>, come per buona parte dell&#8217;industria presente a IBC 2026, il futuro appare quindi sempre più legato a software, infrastrutture IP, capacità di elaborazione condivise e automazione intelligente.</p>
<p>La destinazione sembra abbastanza chiara. Rimane da capire quanto rapidamente il mercato deciderà di raggiungerla.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/bridge-technologies-tra-ai-software-e-nuovi-workflow-di-produzione/">Bridge Technologies tra AI, software e nuovi workflow di produzione</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>OPINIONI: AI nel broadcast, chi risponde di quello che va in onda</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/opinioni-ai-nel-broadcast-chi-risponde-di-quello-che-va-in-onda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 13:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;articolo di Simen K.Frostad sul ruolo dell&#8217;Intelligenza Artificiale nel broadcast abbiamo ricevuto questo contributo di Rafael Patron, Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico AIPIA cha volentieri pubblichiano. Nella produzione televisiva e radiofonica l&#8217;AI nel broadcast è già una presenza quotidiana: genera sottotitoli in diretta, taglia gli highlights di una partita, compila...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<h4><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51208 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/rafael_patron-300x300.jpeg" alt="" width="82" height="82" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/rafael_patron-300x300.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/rafael_patron-180x180.jpeg 180w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/rafael_patron-119x120.jpeg 119w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/rafael_patron-55x55.jpeg 55w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/rafael_patron-70x70.jpeg 70w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/rafael_patron-114x114.jpeg 114w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/rafael_patron-100x100.jpeg 100w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/rafael_patron-150x150.jpeg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/rafael_patron.jpeg 400w" sizes="auto, (max-width: 82px) 100vw, 82px" />Dopo l&#8217;articolo di Simen K.Frostad sul ruolo dell&#8217;Intelligenza Artificiale nel broadcast abbiamo ricevuto questo contributo di Rafael Patron, Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico <a href="https://aipia.it/" target="_blank" rel="noopener">AIPIA</a> cha volentieri pubblichiano.</em></h4>
<p>Nella produzione televisiva e radiofonica l&#8217;AI nel broadcast è già una presenza quotidiana: genera sottotitoli in diretta, taglia gli highlights di una partita, compila i metadati dell&#8217;archivio, a volte presta la voce a un promo. Il punto aperto, oggi, riguarda soprattutto chi firma l&#8217;uscita quando il sistema sbaglia.<br />
La domanda arriva in regia prima che in consiglio di amministrazione, perché è lì che un errore diventa pubblico in pochi secondi.</p>
<h3>Dove lavora già l&#8217;AI nel broadcast</h3>
<p>Il <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/dopo-ibc2026-ai-creator-e-software-ridisegnano-il-media-entertainment/" target="_blank" rel="noopener">resoconto che MonitoR ha dedicato all&#8217;edizione 2026 di IBC</a>, ad Amsterdam, descrive un passaggio preciso. L&#8217;intelligenza artificiale è uscita dalle dimostrazioni da fiera ed entra nei flussi di produzione, insieme alle infrastrutture software-defined e al cloud. L&#8217;avvertenza che accompagna questo passaggio è netta: la tecnologia da sola non basta, servono flussi di lavoro sostenibili, persone qualificate e un modello economico che regga. Nello stesso resoconto compare un dato che chi gestisce un reparto tecnico conosce bene, cioè la crescita rapida della domanda di competenze sull&#8217;AI a fronte di profili ancora rari.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51210 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ai-300x169.jpeg" alt="" width="401" height="226" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ai-300x169.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ai-768x432.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ai-810x456.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ai-600x338.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/ai.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 401px) 100vw, 401px" />In una giornata tipo di un&#8217;emittente, i punti di contatto sono ormai molti. La trascrizione automatica alimenta i sottotitoli del telegiornale e le versioni accessibili dei programmi. I sistemi di gestione degli asset indicizzano ore di girato e propongono clip, parole chiave, nomi. Nello sport, montaggi automatici producono sintesi pronte per i social pochi minuti dopo il fischio finale. Le voci sintetiche, infine, stanno entrando nei promo, nelle traduzioni e nei contenuti per le piattaforme.</p>
<p>Ognuno di questi passaggi, preso da solo, fa risparmiare tempo. Messi in fila, formano una catena in cui è facile perdere di vista chi ha controllato cosa.</p>
<h3>L&#8217;errore che nessuno ha firmato</h3>
<p>Si immagini una diretta sportiva in una rete regionale. Il sottotitolo automatico trascrive male il cognome di un giocatore e, per venti minuti, la versione accessibile del programma lo ripete sbagliato. Nel frattempo il montaggio automatico degli highlights include un&#8217;azione annullata dall&#8217;arbitro, e il clip parte sui social dell&#8217;emittente prima che qualcuno lo riveda.</p>
<p>Nessuno dei due errori è grave in sé. Il problema emerge dopo, quando si cerca di capire chi doveva accorgersene: il tecnico di regia pensava che il controllo spettasse alla redazione web, la redazione si fidava del fornitore, il fornitore aveva consegnato uno strumento configurato secondo le indicazioni ricevute.</p>
<p><strong>Simen K. Frostad</strong>, chairman di <a href="https://bridgetech.tv/home/" target="_blank" rel="noopener"><em>Bridge Technologies</em></a>, lo ha scritto su queste pagine con una formula efficace: <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/opinioni-lintelligenza-artificiale-merita-un-posto-al-tavolo-non-il-controllo/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;intelligenza artificiale merita un posto al tavolo</a>, ma non a capotavola. Il suo ragionamento parte da un&#8217;osservazione semplice, che la velocità senza accuratezza non ha alcun valore, e arriva a una conseguenza organizzativa. Se l&#8217;AI è un partecipante al processo decisionale, qualcuno deve presiedere quel tavolo, e il suo nome va scritto prima della diretta, non dopo.</p>
<h3>Cosa chiede l&#8217;AI Act a chi trasmette</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51213 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia1-300x169.jpeg" alt="" width="401" height="226" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia1-300x169.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia1-1024x577.jpeg 1024w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia1-768x433.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia1-810x457.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia1-600x338.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia1.jpeg 1100w" sizes="auto, (max-width: 401px) 100vw, 401px" />Il Regolamento (UE) 2024/1689, l&#8217;AI Act, riguarda le emittenti soprattutto nel ruolo di deployer, cioè di organizzazioni che usano sistemi di AI nella propria attività. L&#8217;art. 50, par. 4, chiede a chi diffonde un deep fake, un contenuto audio, video o fotografico generato o manipolato che appare autentico, di dichiarare che è artificiale. Per le opere e i programmi evidentemente artistici, creativi, satirici o di finzione l&#8217;obbligo si riduce: basta segnalare l&#8217;esistenza del contenuto generato in un modo che non ostacoli la fruizione dell&#8217;opera. Il par. 5 aggiunge che l&#8217;informazione deve arrivare al pubblico in modo chiaro e distinguibile, al più tardi al momento della prima esposizione, e nel rispetto dei requisiti di accessibilità.</p>
<p>Per un palinsesto la differenza è concreta. Una voce sintetica in uno sketch comico si segnala con una nota discreta, mentre un&#8217;immagine ricostruita in un servizio di informazione richiede una dichiarazione esplicita. Qualcuno deve decidere in quale delle due categorie cade ogni contenuto, e deve farlo prima della messa in onda.</p>
<p>C&#8217;è poi l&#8217;art. 4, dedicato all&#8217;alfabetizzazione in materia di IA. Dopo le modifiche introdotte dal Regolamento (UE) 2026/1744, nella versione vigente fornitori e deployer adottano misure per svilupparla nel personale, tenendo conto di conoscenze, esperienza e contesto d&#8217;uso. In un&#8217;emittente il contesto d&#8217;uso è la regia, la sala montaggio, la redazione digitale.</p>
<h3>Un posto al tavolo, con un nome accanto</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51212 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/evs-300x211.jpeg" alt="" width="402" height="283" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/evs-300x211.jpeg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/evs-768x540.jpeg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/evs-810x570.jpeg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/evs-600x422.jpeg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/evs.jpeg 910w" sizes="auto, (max-width: 402px) 100vw, 402px" />La soluzione passa da una mappa. Si prende un flusso reale, per esempio la diretta del sabato, e si segnano i punti in cui interviene un sistema automatico: trascrizione, montaggio, grafica, pubblicazione sui social. Accanto a ogni punto va un responsabile con nome e cognome, che risponde del risultato qualunque sia la quota di lavoro svolta dalla macchina.</p>
<p>Poi servono soglie scritte. Quali contenuti possono uscire senza revisione, per esempio i sottotitoli di un programma registrato già controllato, e quali passano sempre da una persona: i nomi propri in diretta, i clip di episodi arbitrali, qualsiasi volto o voce ricostruiti. La scheda deve indicare anche chi può spegnere il sistema e come si torna alla procedura manuale, con il tempo necessario per farlo.</p>
<p>Un registro essenziale completa il quadro. Errori segnalati, interventi, sospensioni, modifiche alla configurazione concordate con il fornitore.</p>
<p>Quando un telespettatore, un&#8217;autorità o un partner commerciale chiede spiegazioni, quelle righe valgono più di qualsiasi rassicurazione.</p>
<h3>Dalla regia ai profili professionali dell&#8217;AI</h3>
<p>I lettori di MonitoR, broadcaster, produttori di apparati, agenzie e distributori di contenuti, vivono ogni giorno questa trasformazione dal lato delle macchine. L&#8217;Associazione Italiana Professionisti dell&#8217;Intelligenza Artificiale (AIPIA), ente no profit indipendente con sede a Roma, la osserva dal lato di chi progetta, integra e governa i sistemi di AI nelle organizzazioni. I due mondi si incontrano esattamente nel punto descritto sopra: il tecnico conosce la catena del segnale, il professionista dell&#8217;AI sa dove un modello tende a sbagliare e quali controlli servono.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51219 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia3-300x185.jpg" alt="" width="402" height="248" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia3-300x185.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia3-768x473.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia3-500x308.jpg 500w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia3-810x499.jpg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia3-600x369.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/10/aipia3.jpg 843w" sizes="auto, (max-width: 402px) 100vw, 402px" />Per dare un nome a questi ruoli, AIPIA indica come riferimento la <a href="https://aipia.it/certificazione-uni-11621-8/" target="_blank" rel="noopener">norma UNI 11621-8 sui profili professionali dell&#8217;AI</a>, pubblicata il 30 aprile 2026, che descrive dodici profili, dal Chief AI Officer all&#8217;AI Consultant, dal Data Scientist al Security Specialist. La certificazione la rilascia un organismo di terza parte accreditato, e AIPIA propone percorsi formativi allineati. Per un&#8217;emittente che deve scegliere a chi affidare la supervisione di un sistema di sottotitolazione o di montaggio automatico, sapere che esistono profili definiti da una norma tecnica rende la scelta meno affidata all&#8217;intuito.</p>
<p>Il terreno comune è la formazione. Un modulo pensato per tecnici di regia, redattori digitali e responsabili di palinsesto, costruito su casi reali di produzione, risponderebbe insieme alla carenza di competenze emersa a IBC e alle misure di alfabetizzazione previste dall&#8217;art. 4.</p>
<h3>La prova della prossima diretta</h3>
<p>Prima della prossima trasmissione in diretta, ogni responsabile tecnico può fare un controllo di pochi minuti. Individuare i sistemi automatici coinvolti, scrivere accanto a ciascuno il nome di chi ne risponde, stabilire quale contenuto sintetico andrebbe dichiarato al pubblico e verificare che qualcuno sappia spegnere il sistema senza interrompere il programma.</p>
<p>Se una di queste quattro righe resta vuota, il posto a capotavola è già occupato dalla macchina.</p>
<h5><em>Rafael Patron, Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico <a href="https://aipia.it/" target="_blank" rel="noopener">AIPIA</a></em></h5>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/opinioni-ai-nel-broadcast-chi-risponde-di-quello-che-va-in-onda/">OPINIONI: AI nel broadcast, chi risponde di quello che va in onda</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Dopo IBC2026: AI, creator e software ridisegnano il media &#038; entertainment</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 09:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Live Production]]></category>
		<category><![CDATA[OTT]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[IBC 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle notizie, dalle analisi e dagli approfondimenti pubblicati da IBC dopo la chiusura di IBC2026 emerge un quadro interessante, soprattutto per chi quest’anno non ha potuto essere ad Amsterdam. Il cambiamento in corso nel media &#38; entertainment non riguarda più soltanto l’adozione di nuove tecnologie, ma investe direttamente il modo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<div class="com-content-article__body">
<h5><strong><em>Dalle notizie, dalle analisi e dagli approfondimenti pubblicati da IBC dopo la chiusura di IBC2026 emerge un quadro interessante, soprattutto per chi quest’anno non ha potuto essere ad Amsterdam. Il cambiamento in corso nel media &amp; entertainment non riguarda più soltanto l’adozione di nuove tecnologie, ma investe direttamente il modo in cui i contenuti vengono prodotti, distribuiti, fruiti e valorizzati.</em></strong></h5>
<p>Intelligenza artificiale, infrastrutture software-defined, personalizzazione, creator economy e crescita della produzione digitale stanno modificando un ecosistema nel quale i modelli tradizionali devono confrontarsi con nuovi canali, nuovi pubblici e nuove modalità di accesso ai contenuti.</p>
<h3>I creator entrano nel sistema dei media</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51160 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc4-300x200.jpg" alt="" width="401" height="267" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc4-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc4-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc4-768x513.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc4-600x401.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc4.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 401px) 100vw, 401px" />Uno dei segnali più evidenti riguarda la crescente centralità dei creator, particolarmente evidente nel mondo dello sport. Secondo un’analisi pubblicata da IBC, l’approccio adottato dalla FIFA durante l’estate ha mostrato come l’accesso dei creator ai grandi eventi sportivi possa trasformarsi da semplice iniziativa promozionale a vero e proprio strumento strutturale di comunicazione e coinvolgimento del pubblico.</p>
<p>Il rapporto diretto che i creator mantengono con le proprie community attraverso social media e piattaforme digitali amplia infatti il numero di soggetti in grado di raccontare un evento. Allo stesso tempo modifica, almeno in parte, il tradizionale ruolo di intermediazione svolto dai media tra l&#8217;evento e il pubblico. Una trasformazione particolarmente significativa nello sport, dove la quantità di contenuti prodotti continua a crescere rapidamente.</p>
<h3>LA28: oltre 14.000 ore di contenuti</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51167 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc11-300x224.jpg" alt="" width="369" height="276" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc11-300x224.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc11-768x573.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc11-600x448.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc11.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 369px) 100vw, 369px" />I Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 rappresentano probabilmente uno degli esempi più significativi di questa crescita. Olympic Broadcasting Services (OBS) prevede una produzione ancora superiore a quella di Parigi 2024, dove erano state realizzate circa 11.000 ore di contenuti, a fronte di 3.400 ore di competizioni, con circa 1.000 sistemi camera e il coinvolgimento di 8.000 persone provenienti da 106 Paesi.</p>
<p>Per LA28 si parla di 12.000 atleti, 36 discipline e oltre 14.000 ore di contenuti. Ma non è soltanto la dimensione della produzione a cambiare. OBS sottolinea infatti come una parte consistente del pubblico olimpico non sia composta da appassionati abituali di sport.</p>
<p>A Parigi quasi cinque miliardi di persone hanno seguito i Giochi attraverso le piattaforme digitali e, secondo quanto riferito da OBS, oltre la metà apparteneva alla categoria degli spettatori occasionali. Diventa quindi necessario non soltanto produrre di più, ma sviluppare formati e strategie di distribuzione capaci di raggiungere pubblici differenti rispetto a quello sportivo tradizionale.</p>
<h3>Software-defined: produrre di più con infrastrutture più flessibili</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51159 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc3-300x188.jpg" alt="" width="372" height="233" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc3-300x188.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc3-768x480.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc3-600x375.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc3.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 372px) 100vw, 372px" />La crescita dei volumi produttivi deve però fare i conti con la necessità di contenere costi, consumi e complessità infrastrutturale. In questo scenario, uno dei temi ricorrenti di IBC2026 è stato quello delle infrastrutture software-defined, considerate una possibile risposta alla combinazione tra aumento della produzione, workflow distribuiti, necessità di maggiore flessibilità e obiettivi di sostenibilità.</p>
<p>La questione, tuttavia, non riguarda soltanto la disponibilità della tecnologia. Adottare un&#8217;infrastruttura software-defined significa modificare anche i processi operativi e acquisire familiarità con ambienti nei quali molte funzioni precedentemente affidate ad hardware dedicato vengono implementate attraverso software, reti IP, cloud e risorse virtualizzate.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51158 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc2-300x127.jpg" alt="" width="470" height="199" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc2-300x127.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc2-768x325.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc2-600x254.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc2.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px" />Per il broadcast si tratta di un passaggio particolarmente importante perché coinvolge direttamente l&#8217;architettura dei sistemi di produzione. La possibilità di distribuire funzioni e risorse attraverso reti e piattaforme software consente di configurare gli ambienti produttivi in funzione delle effettive necessità. Questa flessibilità introduce però nuove esigenze sul fronte della progettazione, della gestione e, soprattutto, delle competenze.</p>
<h3>AI: dalla dimostrazione alla produzione</h3>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale rimane inevitabilmente uno dei principali fattori di cambiamento, ma a IBC2026 il dibattito sembra essersi spostato dalle dimostrazioni tecnologiche alle applicazioni concrete.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51163 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc7-300x187.jpg" alt="" width="372" height="232" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc7-300x187.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc7-768x478.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc7-600x374.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc7.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 372px) 100vw, 372px" />Durante il panel dedicato alle <em>AI-native media operations</em>, per esempio, il confronto si è concentrato sulla possibilità di utilizzare l&#8217;AI per comprendere meglio il comportamento degli utenti e costruire servizi sempre più personalizzati. L&#8217;obiettivo non è più soltanto rendere disponibile un contenuto, ma riuscire a proporre contenuti differenti in funzione del contesto, delle abitudini e delle caratteristiche dell&#8217;utente.</p>
<p>La personalizzazione porta però con sé una nuova complessità. Più aumentano le variabili utilizzate per costruire esperienze differenziate, maggiore diventa la quantità di infrastruttura e di risorse necessarie per gestirle. Da qui la necessità, evidenziata anche durante il confronto a IBC, di mantenere un equilibrio tra personalizzazione, costi e sostenibilità operativa, all&#8217;interno di un modello economico verificabile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51165 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc9-300x200.jpg" alt="" width="450" height="300" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc9-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc9-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc9-768x512.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc9-600x400.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc9.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" />Il vero passaggio in corso sembra quindi essere quello dalla sperimentazione alla produzione. L&#8217;AI viene progressivamente integrata nei processi di produzione, distribuzione e gestione dei contenuti, ma la sua applicazione deve confrontarsi con infrastrutture esistenti, disponibilità e qualità dei dati, sicurezza, costi e competenze professionali.</p>
<h3>Il fattore umano resta centrale</h3>
<p>Proprio le competenze rappresentano l&#8217;altra faccia della trasformazione tecnologica.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51164 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc8-300x200.jpg" alt="" width="448" height="298" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc8-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc8-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc8.jpg 474w" sizes="auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px" />Una sessione di IBC2026 dedicata al <em>talent landscape</em> dell&#8217;industria britannica ha riportato dati di <strong>ScreenSkills</strong> secondo i quali oltre metà della forza lavoro del settore media &amp; entertainment nel Regno Unito risulterebbe attualmente senza occupazione. Tra le cause indicate figurano la contrazione degli investimenti nella produzione locale e il conseguente ridimensionamento dei budget e delle troupe.</p>
<p>Parallelamente, però, stanno cambiando le professionalità richieste dalle aziende. <strong>ScreenSkills</strong> segnala una crescita della domanda di competenze legate all&#8217;intelligenza artificiale, insieme a capacità in ambito business e finance. Secondo i dati discussi a IBC, nell&#8217;arco di appena due anni l&#8217;AI sarebbe passata da competenza relativamente marginale a una delle aree nelle quali le aziende incontrano maggiori difficoltà nel reperire personale qualificato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51157 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc1-300x170.jpg" alt="" width="441" height="250" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc1-300x170.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc1-768x435.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc1-600x340.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc1.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 441px) 100vw, 441px" />Anche la formazione deve quindi adattarsi. Il rapporto tra università e industria diventa più importante proprio mentre alcuni corsi direttamente collegati alla broadcast e media technology devono affrontare problemi di finanziamento e riduzione delle risorse. Una delle indicazioni emerse da IBC è quindi la necessità di costruire percorsi formativi maggiormente collegati alle competenze che il mercato sta effettivamente richiedendo.</p>
<h3>Un ecosistema sempre più interconnesso</h3>
<p>Nel complesso, gli approfondimenti pubblicati intorno a IBC2026 descrivono un settore nel quale le diverse tecnologie non possono più essere considerate compartimenti separati. AI, cloud, infrastrutture software-defined, personalizzazione e creator economy si intrecciano sempre più strettamente con le esigenze della produzione e della distribuzione. La trasformazione riguarda quindi contemporaneamente l&#8217;infrastruttura e il prodotto finale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51168 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc12-300x247.jpg" alt="" width="449" height="370" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc12-300x247.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc12-768x633.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc12-737x607.jpg 737w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc12-600x494.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc12.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 449px) 100vw, 449px" />Da una parte cresce la necessità di produrre e distribuire quantità sempre maggiori di contenuti; dall&#8217;altra diventa fondamentale individuare pubblici specifici, adattare i contenuti ai diversi canali e utilizzare in maniera più efficiente gli asset disponibili.</p>
<p>Lo sport rappresenta forse il laboratorio più evidente di questa evoluzione. LA28 si prepara a portare la produzione olimpica a una scala ancora superiore, mentre creator e piattaforme social introducono nuovi percorsi tra evento e pubblico. Parallelamente, l&#8217;intelligenza artificiale promette di rendere sempre più granulari personalizzazione e automazione.</p>
<p>È probabilmente questa una delle indicazioni più interessanti lasciate da IBC2026: <strong>la capacità tecnologica, da sola, non basta più</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51161 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc5-300x169.jpg" alt="" width="451" height="254" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc5-300x169.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc5-768x432.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc5-600x338.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/ibc5.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 451px) 100vw, 451px" />Il valore delle nuove tecnologie dipenderà sempre più dalla capacità di integrarle in workflow sostenibili, dalla disponibilità delle competenze necessarie per utilizzarle e dalla possibilità di costruire modelli economici in grado di sostenere una produzione e una distribuzione dei contenuti sempre più articolate.In altre parole, la sfida non è più semplicemente individuare la tecnologia più avanzata, ma capire come utilizzarla per costruire il prossimo modello operativo del media &amp; entertainment.</p>
</div>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/dopo-ibc2026-ai-creator-e-software-ridisegnano-il-media-entertainment/">Dopo IBC2026: AI, creator e software ridisegnano il media & entertainment</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Kiloview presenta le novità post-IBC 2026 in un webinar</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/kiloview-presenta-le-novita-post-ibc-2026-in-un-webinar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 15:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[workflow]]></category>
		<category><![CDATA[IBC 2026]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo IBC 2026, Kiloview torna sulle principali novità presentate ad Amsterdam con un webinar in programma martedì 29 settembre, dedicato alle più recenti evoluzioni delle tecnologie IP per la produzione video. L’incontro offrirà una panoramica sulle soluzioni e sui workflow Kiloview per la produzione ibrida baseband/IP e AV-over-IP, con particolare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p class="isSelectedEnd"><em><strong>Dopo IBC 2026, <a href="https://www.kiloview.com" target="_blank" rel="noopener">Kiloview</a> torna sulle principali novità presentate ad Amsterdam con un webinar in programma martedì 29 settembre, dedicato alle più recenti evoluzioni delle tecnologie IP per la produzione video.</strong></em></p>
<p class="isSelectedEnd"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51140 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/kiloview1-300x113.jpg" alt="" width="513" height="193" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/kiloview1-300x113.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/kiloview1-768x288.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/kiloview1-810x304.jpg 810w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/kiloview1-600x225.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/kiloview1.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 513px) 100vw, 513px" />L’incontro offrirà una panoramica sulle soluzioni e sui workflow Kiloview per la <strong>produzione ibrida baseband/IP e AV-over-IP</strong>, con particolare attenzione alle novità dell’ecosistema <strong>NDI</strong>, alla gestione delle reti, alla sincronizzazione <strong>PTP</strong> e alle tecnologie sviluppate per contenere la latenza nei flussi di produzione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Durante il webinar sono inoltre previste <strong>dimostrazioni live</strong>, che permetteranno di vedere concretamente l&#8217;impiego delle soluzioni Kiloview nei moderni ambienti di produzione e distribuzione video su IP.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;appuntamento rappresenta quindi un&#8217;occasione per approfondire quanto mostrato da <a href="https://www.kiloview.com" target="_blank" rel="noopener">Kiloview</a> a <strong>IBC 2026</strong> e per esaminare più nel dettaglio le possibilità offerte dalle nuove soluzioni dell&#8217;azienda.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il webinar del <strong>29 settembre 2026</strong> è proposto in due sessioni:</p>
<h4 class="isSelectedEnd"><a href="https://events.teams.microsoft.com/event/b8e36b74-1104-4360-b6cd-06176f5a6492@26c93562-410d-4668-b38b-6b9be2640d7e?source=copyLinkOneEventsShareDialog" target="_blank" rel="noopener"><strong>ISCRIZIONE ALLA Sessione 1:</strong> ore 11:00 CEST</a><br />
<a href="https://events.teams.microsoft.com/event/b0d693c0-de7e-4e35-a315-e20a7dd70433@26c93562-410d-4668-b38b-6b9be2640d7e?source=copyLinkOneEventsShareDialog" target="_blank" rel="noopener"><strong>ISCRIZIONE ALLA Sessione 2:</strong> ore 17:00 CEST</a></h4>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/kiloview-presenta-le-novita-post-ibc-2026-in-un-webinar/">Kiloview presenta le novità post-IBC 2026 in un webinar</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Vision Broadcast 2026: tecnologie e workflow dal vivo a Monza</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/vision-broadcast-2026-tecnologie-e-workflow-dal-vivo-a-monza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 15:09:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 28 e 29 ottobre 2026 torna Vision Broadcast, l’appuntamento organizzato da Leading Technologies presso la propria sede di Via Solferino 54 a Monza. Due giornate, dalle 10:00 alle 18:30, dedicate alle tecnologie e ai professionisti del mondo radio, televisivo e della produzione media. Più che una tradizionale esposizione, Vision...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<h4 class="isSelectedEnd"><em><strong>Il 28 e 29 ottobre 2026 torna Vision Broadcast, l’appuntamento organizzato da Leading Technologies presso la propria sede di Via Solferino 54 a Monza. Due giornate, dalle 10:00 alle 18:30, dedicate alle tecnologie e ai professionisti del mondo radio, televisivo e della produzione media.</strong></em></h4>
<p class="isSelectedEnd"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51128 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/vision1-300x222.jpg" alt="" width="450" height="333" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/vision1-300x222.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/vision1.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" />Più che una tradizionale esposizione, <a href="https://www.leadingtech.it/vision-broadcast-2026" target="_blank" rel="noopener">Vision Broadcast</a> si propone come un vero e proprio <strong>“broadcast lab”</strong>, dove hardware, software e infrastrutture possono essere osservati all’interno di workflow reali e discussi direttamente con tecnici, product specialist e produttori.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’evento abbraccerà praticamente tutta la filiera: <strong>infrastrutture radio e TV, telecamere e PTZ, regia e live production, audio e intercom, software, playout e newsroom, IP e remote production, studi e OB Van, networking, connettività e LED wall</strong>. Particolare attenzione sarà riservata anche alle novità introdotte durante la recente stagione fieristica internazionale e quindi alle soluzioni presentate a IBC 2026.</p>
<p class="isSelectedEnd"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51130 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/vision4-300x222.jpg" alt="" width="450" height="333" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/vision4-300x222.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/vision4.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" />Tra i marchi già annunciati figurano <strong>Imagine Communications, Matrox Video, Panasonic, NETGEAR, Neutrik, Studio Technologies, STAGETEC, Pliant Technologies, Sonifex, Broadcast Pix, Ferncast, RCS, CEDAR Audio</strong> e numerosi altri. La line-up potrà ulteriormente ampliarsi nelle settimane che precedono l&#8217;evento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Vision Broadcast si rivolge a broadcaster radio e TV, società di produzione, operatori OB Van, system integrator, professionisti dello streaming e dell’OTT, broadcast engineer e specialisti audio, video, IT e networking.</p>
<p><a href="https://www.leadingtech.it/vision-broadcast-2026" target="_blank" rel="noopener"><strong>La partecipazione è gratuita, previa registrazione.</strong></a></p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/vision-broadcast-2026-tecnologie-e-workflow-dal-vivo-a-monza/">Vision Broadcast 2026: tecnologie e workflow dal vivo a Monza</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Broadcast, modernizzare senza sostituire tutto</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/broadcast-modernizzare-senza-sostituire-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 12:10:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[OTT]]></category>
		<category><![CDATA[Playout]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[produzione video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PlayBox Technology: modernizzare il broadcast senza sostituire i sistemi esistenti La trasformazione delle infrastrutture broadcast non deve necessariamente partire dalla sostituzione dei sistemi esistenti. Secondo PlayBox Technology, una strategia più efficace può consistere nel collegare e coordinare le piattaforme già operative, introducendo progressivamente cloud, streaming, automazione e intelligenza artificiale. Nelle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<h5><em><strong><a href="https://playboxtechnology.com/" target="_blank" rel="noopener">PlayBox Technology</a>: modernizzare il broadcast senza sostituire i sistemi esistenti La trasformazione delle infrastrutture broadcast non deve necessariamente partire dalla sostituzione dei sistemi esistenti. Secondo PlayBox Technology, una strategia più efficace può consistere nel collegare e coordinare le piattaforme già operative, introducendo progressivamente cloud, streaming, automazione e intelligenza artificiale.</strong></em></h5>
<p>Nelle infrastrutture broadcast convivono infatti numerosi sistemi specializzati: scheduling e traffic, Media Asset Management, ingest, automazione del playout, grafica, controllo qualità, storage e archiviazione, piattaforme OTT, ad insertion, CDN e sistemi di monitoring.</p>
<p>Il problema non riguarda necessariamente l&#8217;efficienza delle singole piattaforme, ma la loro capacità di comunicare tra loro. Metadati che non vengono trasferiti correttamente dal MAM al playout, contenuti disponibili in posizioni diverse da quelle previste, schedule non allineate con gli asset e trasferimenti manuali dei file possono aumentare la complessità operativa e il rischio di errori.</p>
<h3>L&#8217;orchestrazione come livello di collegamento</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51111 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox4-300x208.png" alt="" width="470" height="326" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox4-300x208.png 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox4-600x416.png 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox4.png 700w" sizes="auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px" />La proposta di <a href="https://playboxtechnology.com/" target="_blank" rel="noopener">PlayBox Technology</a> è quella di introdurre un livello centralizzato di <strong>media orchestration</strong>, capace di coordinare le diverse componenti dell&#8217;infrastruttura senza obbligare il broadcaster a sostituirle.</p>
<p>Il primo passo consiste nell&#8217;analizzare il workflow esistente, individuando dove entrano i contenuti, dove vengono creati o modificati i metadati, dove sono conservati gli asset, come vengono generate le schedule e in quale modo i contenuti arrivano al playout e successivamente alle piattaforme OTT e streaming.</p>
<p>Occorre quindi identificare i punti di integrazione disponibili. Le infrastrutture possono utilizzare REST API, MOS, workflow basati su file, watch folder, database, webhook, cloud storage, protocolli di controllo broadcast e differenti sistemi per lo scambio dei metadati.</p>
<p>L&#8217;orchestrazione dovrebbe sfruttare queste interfacce, creando un livello comune di coordinamento tra sistemi che possono provenire da produttori e generazioni tecnologiche differenti.</p>
<h3>Dalla gestione dei sistemi alla gestione dei workflow</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51110 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox3-300x200.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox3-300x200.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox3-150x100.jpg 150w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox3-600x399.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox3.jpg 679w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" />Invece di creare collegamenti diretti e indipendenti tra ogni singola piattaforma, un sistema centralizzato di orchestrazione può stabilire cosa deve avvenire, quando deve avvenire, quale sistema deve eseguire una determinata operazione e verificarne il completamento.</p>
<p>Un contenuto inserito nel MAM, ad esempio, può attivare automaticamente una sequenza di operazioni: verifica dei metadati, identificazione dei media necessari, trasferimento verso l&#8217;ambiente di playout, aggiornamento della schedule e controllo dello stato del QC.</p>
<p>In caso di errore, il sistema può evidenziare l&#8217;eccezione e richiedere l&#8217;intervento dell&#8217;operatore, anziché lasciare che il problema venga scoperto in una fase successiva del processo.</p>
<h3>Cloud e AI introdotti progressivamente</h3>
<p>Questo approccio consente inoltre di modernizzare l&#8217;infrastruttura senza intervenire immediatamente sul percorso critico del segnale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51109 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox2-300x207.jpg" alt="" width="470" height="324" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox2-300x207.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox2-768x530.jpg 768w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox2-600x414.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox2.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px" />Storage cloud, distribuzione OTT, canali FAST, servizi di intelligenza artificiale, monitoring e analytics possono essere aggiunti progressivamente, mentre l&#8217;infrastruttura di playout esistente continua a funzionare.</p>
<p>L&#8217;obiettivo, secondo <a href="https://playboxtechnology.com/" target="_blank" rel="noopener">PlayBox Technology</a>, non è necessariamente arrivare a una piattaforma monolitica fornita da un unico vendor, ma costruire un ambiente interoperabile nel quale ogni componente continui a svolgere il compito per cui è stata progettata.</p>
<p>In questa architettura, l&#8217;AI può progressivamente affiancare i sistemi tradizionali nelle attività di ottimizzazione, previsione, gestione delle eccezioni e automazione delle decisioni.</p>
<h3>Un&#8217;infrastruttura broadcast sempre più composable</h3>
<p>La necessità di questo tipo di integrazione cresce con l&#8217;evoluzione del settore. Uno stesso broadcaster può oggi gestire contemporaneamente canali lineari, servizi OTT, FAST channel, workflow cloud, infrastrutture tradizionali e piattaforme di terze parti.</p>
<p>Aumentano quindi sia il numero dei sistemi sia le esigenze di interoperabilità, mentre alle strutture operative viene spesso richiesto di gestire più attività con risorse limitate.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51112 alignright" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox5-300x185.jpg" alt="" width="469" height="289" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox5-300x185.jpg 300w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox5-500x308.jpg 500w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox5-600x369.jpg 600w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/playbox5.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></p>
<p>La prospettiva delineata da <a href="https://playboxtechnology.com/" target="_blank" rel="noopener">PlayBox Technology</a> è quella di un&#8217;infrastruttura broadcast sempre più <strong>composable</strong>, nella quale non è necessario che MAM, playout, cloud e AI appartengano a un&#8217;unica piattaforma. Ciò che diventa determinante è la capacità di farli lavorare insieme.</p>
<p>La roadmap può quindi essere sintetizzata in quattro passaggi: <strong>collegare i sistemi, orchestrarne i processi, automatizzare le attività e sostituire le componenti legacy soltanto quando l&#8217;aggiornamento produce un reale vantaggio operativo</strong>.</p>
<p>Un approccio che permette ai broadcaster di preservare gli investimenti effettuati nelle infrastrutture esistenti, introducendo allo stesso tempo nuove funzionalità cloud, streaming e AI senza affrontare una migrazione completa e potenzialmente rischiosa.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/broadcast-modernizzare-senza-sostituire-tutto/">Broadcast, modernizzare senza sostituire tutto</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CVE Italy diventa Channel Partner di EVS per l&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.monitor-radiotv.it/w/cve-italy-diventa-channel-partner-di-evs-per-litalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione milano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 17:13:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Live Production]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione Video]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.monitor-radiotv.it/w/?p=51084</guid>

					<description><![CDATA[<p>CVE – Communication Video Engineering amplia il proprio portafoglio di tecnologie per il broadcast e la produzione live diventando Channel Partner di EVS per il mercato italiano. L’accordo rafforza la presenza in Italia delle soluzioni EVS attraverso la struttura commerciale e tecnica di CVE, che potrà affiancare broadcaster, società di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>
<p class="isSelectedEnd"><em><strong><a href="https://www.cve-italy.com/" target="_blank" rel="noopener">CVE – Communication Video Engineering</a> amplia il proprio portafoglio di tecnologie per il broadcast e la produzione live diventando Channel Partner di <a href="https://evs.com/eu" target="_blank" rel="noopener">EVS</a> per il mercato italiano.</strong></em></p>
<p class="isSelectedEnd">L’accordo rafforza la presenza in Italia delle soluzioni EVS attraverso la struttura commerciale e tecnica di <a href="https://www.cve-italy.com/" target="_blank" rel="noopener">CVE</a>, che potrà affiancare broadcaster, società di produzione e service provider nella progettazione e nell’integrazione di workflow basati sulle tecnologie dell’azienda belga.</p>
<div id="attachment_51090" class="wp-caption alignright" style="width: 221px"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51090" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/giovanni_baldini-231x300.jpg" alt="" width="221" height="287" srcset="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/giovanni_baldini-231x300.jpg 231w, https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2026/09/giovanni_baldini.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px" /><p class="wp-caption-text">Giovanni Baldini, Sales Manager Italy EVS</p></div>
<p class="isSelectedEnd"><a href="https://evs.com/eu" target="_blank" rel="noopener">EVS Broadcast Equipment</a> è uno dei nomi storicamente più riconosciuti nel settore della produzione live, con soluzioni utilizzate in particolare nel broadcasting, nello sport e nella produzione di eventi. Negli ultimi anni l’azienda ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, affiancando alle tradizionali tecnologie di live production nuove piattaforme dedicate alla gestione dei contenuti, alle infrastrutture media e ai workflow IP e software-defined.</p>
<div id="attachment_41091" class="wp-caption alignleft" style="width: 251px"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-41091" src="https://www.monitor-radiotv.it/w/wp-content/uploads/2022/11/luca_catalano.jpg" alt="" width="251" height="188" /><p class="wp-caption-text">Luca Catalano, CEO, CVE</p></div>
<p class="isSelectedEnd">Per <a href="https://www.cve-italy.com/" target="_blank" rel="noopener">CVE</a>, attiva da oltre quarant’anni nel mercato broadcast italiano, l’ingresso nel network dei <strong>Channel Partner EVS</strong> rappresenta un ulteriore ampliamento dell’offerta tecnologica e consente alla società di integrare le soluzioni EVS all’interno di progetti più articolati, mettendo a disposizione dei clienti le proprie competenze di progettazione, system integration e supporto tecnico.</p>
<p>La partnership assume particolare rilevanza in una fase in cui il settore sta accelerando la transizione dalle tradizionali infrastrutture SDI verso architetture IP, ibride e software-defined, uno degli ambiti sui quali <strong>EVS</strong> sta concentrando lo sviluppo della propria offerta e del proprio programma internazionale di Channel Partner.</p>The post <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w/cve-italy-diventa-channel-partner-di-evs-per-litalia/">CVE Italy diventa Channel Partner di EVS per l’Italia</a> first appeared on <a href="https://www.monitor-radiotv.it/w">MonitoR</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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