LiveU IBC 2026: Q Era, connettività intelligente e workflow IP
5GAlta FrequenzaAttualitàLive ProductionMediaStreamingTecnologie 14 Agosto 2026 Roberto Landini
LiveU presenta a IBC2026 una nuova fase della propria piattaforma tecnologica, definita Q Era, nella quale la connettività assistita dall’intelligenza artificiale diventa parte di un ecosistema modulare e aperto per la gestione dei workflow video IP. L’azienda sarà presente allo stand 7.C24 della manifestazione, in programma dall’11 al 14 settembre al RAI di Amsterdam.
Il fulcro della proposta è il LU900Q, Intelligent Production Unit sviluppato nativamente attorno a LiveU IQ (LIQ), piattaforma che utilizza sistemi di intelligenza artificiale per analizzare le condizioni di connettività e selezionare dinamicamente le modalità di trasmissione più appropriate.
Il sistema è progettato per produzioni multicamera e combina connettività LIQ, tecnologia eSIM, modem 5G e antenna MIMO. Gli ingressi supportano SDI, HDMI, USB e telecamere IP, mentre la trasmissione arriva fino a 4K con encoding 10-bit HDR 4:2:2. La dotazione comprende inoltre fino a 32 canali audio, doppio video return, doppio intercom con audio Bluetooth integrato e trasferimento wireless dei file.
Secondo LiveU, il LU900Q è già stato impiegato in grandi produzioni live internazionali, comprese quelle dei recenti Winter Games in Italia. L’azienda indica inoltre oltre 1.500 unità utilizzate per la copertura dell’attuale Campionato mondiale di calcio attraverso 16 città ospitanti distribuite in tre Paesi.
LiveU collega l’evoluzione del LU900Q a quella iniziata vent’anni fa con la tecnologia di cellular bonding sviluppata dall’azienda.
Secondo LiveU, il settore sta progressivamente spostando l’attenzione dai singoli prodotti e applicativi verso workflow completi, nei quali automazione e gestione dei contenuti diventano elementi centrali.
In questo contesto, LiveU presenta anche l’evoluzione dell’integrazione con Sony.
A IBC2026 viene mostrato in Europa il LiveU TX1, dispositivo compatto installabile sulla telecamera e sviluppato per le videocamere professionali Sony. L’unità consente il trasferimento diretto dei file dalla camera attraverso una connessione bonded.
La collaborazione comprende inoltre la Sony RXS Connection License, che permette il trasferimento diretto dei file da videocamere Sony compatibili verso la piattaforma PWA-RXS attraverso unità LiveU supportate, a partire dal modello compatto LU300S.
L’ecosistema LiveU viene presentato come un’architettura aperta che comprende contribution, production, ingest, orchestration e distribution. Tra le nuove integrazioni figura Cuez, che estende l’automazione dei workflow alle attività cloud-based di gestione delle newsroom e dei rundown.
LiveU partecipa inoltre al gruppo di lavoro EBU dedicato all’architettura MXL shared-memory. L’obiettivo è consentire a più applicazioni di accedere simultaneamente allo stesso frame video, evitando elaborazioni duplicate e riducendo la latenza nei workflow.
Sul fronte della produzione digital-first, LiveU porta a IBC2026 Nexus, gateway universale per workflow digitali e IP. Nexus converte, normalizza e instrada feed LRT, SRT e RTMP, mettendo in comunicazione sorgenti social, online e remote con le infrastrutture broadcast tradizionali. La piattaforma consente inoltre di integrare sorgenti provenienti da Zoom, Microsoft Teams e YouTube e può essere utilizzata come scan converter per contenuti web.
A completare questa parte dell’ecosistema è LiveU Studio, servizio di produzione cloud-native che integra switching video, mixing audio, grafica e altre funzioni di produzione. L’architettura consente di realizzare produzioni cloud con più output e differenti formati a partire da una singola produzione.
Nell’ambito dell’ingest, LiveU presenta un workflow orientato alla gestione dei contenuti per storia, anziché alla semplice gestione delle singole sorgenti. LiveU Ingest unifica pianificazione, scheduling, ingest e arricchimento dei metadati, riducendo il ricorso a processi manuali distribuiti tra sistemi differenti.
Il sistema permette di selezionare il materiale rilevante e trasferirlo rapidamente verso produzione, montaggio, pubblicazione e distribuzione, anche quando gli operatori lavorano da sedi differenti.
All’interno dell’offerta figura anche Actus X, piattaforma sviluppata da Actus Digital, società di LiveU.
Il sistema opera attraverso un’interfaccia browser-based e riunisce compliance logging, multiviewing a bassa latenza, QA monitoring, creazione di clip e media intelligence basata sull’intelligenza artificiale. Actus X combina logging per la compliance e multiviewing con latenza inferiore al secondo in un’unica piattaforma, permettendo alle strutture broadcast di monitorare, verificare e rivedere rapidamente i contenuti attraverso un’unica interfaccia.
L’insieme delle tecnologie presentate a IBC2026 evidenzia quindi un’evoluzione della proposta LiveU che parte dalla contribution e dalla connettività cellulare e si estende verso produzione, ingest, automazione, monitoraggio e distribuzione. L’obiettivo dichiarato è gestire in modo coordinato workflow live e file-based, integrando infrastrutture broadcast tradizionali e piattaforme digitali.
LiveU sarà presente a IBC2026 allo stand 7.C24, dall’11 al 14 settembre presso il RAI di Amsterdam.
















