Diritti tv della Serie A, a Sky il pacchetto 2
CANALI TVMediaProgrammi TvSport 17 Maggio 2021 Piero Ricca
La
Lega Serie A ha assegnato il pacchetto 2 dei diritti tv per il prossimo triennio (2021-24) a Sky, che si aggiunge così a Dazn. A favore dell’offerta della pay-tv di Comcast hanno votato 16 club.
Il pacchetto 2 comprende tre partite a settimana in co-esclusiva con Dazn: la partita del sabato sera, del lunch match della domenica alle 12.30 e del posticipo del lunedì alle 20.45. Sky ha offerto, per queste tre gare, 85 milioni per la prima stagione, 87,5 per la seconda e 90 per la terza.
L’offerta di Sky si aggiunge agli 840 milioni di Dazn per trasmettere sette gare a giornata in esclusiva (pacchetto 1) e le tre gare in co-esclusiva con Sky (pacchetto 3). Nel complesso, dai soli diritti tv nazionali la Serie A incasserà 927,5 milioni in media a stagione.
Il comunicato della Lega Serie A
Con una nota ufficiale la Lega pone una condizione a Sky: rinunciare al ricorso giudiziario contro l’assegnazione dei principali pacchetti a Dazn
“La Lega Nazionale Professionisti Serie A comunica che l’Assemblea riunitasi in data 14 maggio 2021, ai sensi di quanto previsto dall’Invito a presentare Offerte Diritti Audiovisivi Campionato di Serie A Pacchetti Dirette a Pagamento per il territorio italiano – Procedura riservata agli Operatori della comunicazione – Stagioni Sportive 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 del 4 gennaio 2021 e dell’Invito alla Trattativa Privata del 27 aprile 2021, ha deliberato l’assegnazione dei Diritti Audiovisivi del Pacchetto 2 alla società Sky Italia S.r.l. a condizione che Sky Italia S.r.l. rinunci – con formale atto scritto da far pervenire alla Lega e da depositare telematicamente in giudizio entro il termine ultimo delle ore 24 di oggi 14 maggio 2021 decorso il quale l’efficacia dell’accettazione verrà definitivamente meno – al ricorso ex 669-bis e 700 c.p.c. notificato in data 23 aprile 2021 e promosso dinanzi al Tribunale di Milano (R.G. n. 7238/2021), nonché alle azioni di merito fondate sui medesimi motivi dedotti nel ricorso”.
















