Il broadcast senza hardware? Sta già succedendo Il broadcast senza hardware? Sta già succedendo
Lawo al NAB 2026 mostra come le media facility diventano software-defined. Dalle infrastrutture IP alle media facility dinamiche: il broadcast entra definitivamente nell’era dell’agilità... Il broadcast senza hardware? Sta già succedendo

Lawo al NAB 2026 mostra come le media facility diventano software-defined. Dalle infrastrutture IP alle media facility dinamiche: il broadcast entra definitivamente nell’era dell’agilità operativa

In vista del NAB Show 2026, Lawo alza ulteriormente l’asticella dell’innovazione proponendo una visione chiara e concreta del futuro delle infrastrutture media: un modello sempre più software-defined, flessibile e guidato dalla logica dei workflow.

Il messaggio è semplice ma potente: non è più l’hardware a definire la produzione, ma la capacità di orchestrare risorse in modo dinamico, adattandole in tempo reale alle esigenze operative. È qui che si inserisce la nuova evoluzione della piattaforma HOME, vero cuore dell’ecosistema Lawo, che abilita ambienti IP aperti e interoperabili anche con soluzioni di terze parti.

HOME non è solo un sistema di controllo, ma un layer strategico che gestisce discovery, autenticazione e orchestrazione delle risorse, introducendo anche meccanismi avanzati di sicurezza come il role-based access control. In altre parole, una regia invisibile che governa infrastrutture sempre più distribuite e complesse.

Il salto di paradigma arriva con le HOME Apps: microservizi containerizzati che girano su server standard e che possono essere attivati, scalati o riconfigurati istantaneamente. La media facility diventa così un ambiente elastico, dove la potenza di calcolo e le funzioni di processing vengono allocate in base al carico di lavoro, superando definitivamente il concetto di architettura rigida.

Tra le soluzioni in evidenza spicca HOME Multiviewer, applicazione software a bassissima latenza compatibile con SMPTE ST 2110, NDI, SRT e JPEG XS. Oltre a supportare layout complessi fino a 64 PiP, introduce una gestione intelligente della risoluzione che ottimizza CPU e banda, mantenendo elevata la qualità del monitoraggio anche in contesti ad alta densità di segnali.

Accanto al multiviewing, il portafoglio HOME Apps include conversione UDX con HDR, transcoding, grafica, color correction e processing audio, configurabili on-demand. Un approccio che si allinea perfettamente ai concetti emergenti di Dynamic Media Facility e Media Exchange Layer, sempre più centrali nel disegno delle infrastrutture IP di nuova generazione.

Non manca l’evoluzione sul fronte audio, con aggiornamenti per le console mc² e i sistemi crystal, oltre all’introduzione del motore HOME mc² DSP che porta il mixing professionale in ambiente software, con capacità scalabili e supporto a produzioni immersive.

A confermare la maturità di questo approccio è il caso HuskerVision dell’Università del Nebraska: un’infrastruttura ST2110 che collega più venue sportive a regie centralizzate, dimostrando come sia possibile costruire ambienti produttivi completamente IP, flessibili e integrati.

Il messaggio di Lawo per il NAB 2026 è chiaro: il futuro delle media facility è già qui, ed è fatto di software, orchestrazione e capacità di adattamento continuo.

redazione milano