LiveU IQ: alle Olimpiadi Invernali 2026 l’AI entra nella connettività broadcast LiveU IQ: alle Olimpiadi Invernali 2026 l’AI entra nella connettività broadcast
Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 non sono state soltanto un evento sportivo globale, ma anche un banco di prova cruciale per le tecnologie... LiveU IQ: alle Olimpiadi Invernali 2026 l’AI entra nella connettività broadcast

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 non sono state soltanto un evento sportivo globale, ma anche un banco di prova cruciale per le tecnologie di produzione e contribuzione IP. Tra queste, una delle innovazioni più rilevanti è stata LiveU LIQ (LiveU IQ), la piattaforma che introduce l’intelligenza artificiale nella gestione della connettività per il live video.

Se il bonding cellulare è ormai uno standard consolidato nel mondo broadcast, LIQ rappresenta un’evoluzione significativa: non si limita ad aggregare più connessioni, ma utilizza algoritmi di machine learning e analisi predittiva per ottimizzare dinamicamente l’utilizzo delle reti disponibili.

Il contesto operativo dei Giochi era tra i più complessi immaginabili: venue distribuite tra Milano e le Dolomiti, ambienti urbani congestionati e località montane remote. In questo scenario, LiveU ha supportato broadcaster provenienti da 37 Paesi, con un deployment su scala globale che ha coinvolto oltre 980 unità LiveU.

Dal punto di vista produttivo, i numeri sono altrettanto significativi: il sistema ha gestito oltre 15.000 ore di produzione live, distribuite su circa 12.000 sessioni, per un totale di 134 TB di contenuti video trasmessi.

Ma il dato più interessante non è solo quantitativo. Circa il 60% delle sessioni live è stato gestito tramite LIQ, con un incremento medio dei bitrate superiore al 36%, consentendo produzioni stabili anche in 4K e HDR su larga scala.

Il vero salto tecnologico sta nella logica di funzionamento: LIQ non reagisce semplicemente alle condizioni di rete, ma le anticipa. Grazie all’analisi in tempo reale di parametri come latenza, congestione e stabilità dei link, il sistema è in grado di selezionare dinamicamente i percorsi migliori e adattare il flusso video in modo proattivo. Questo approccio si è rivelato particolarmente efficace in contesti ad alta densità di traffico e in scenari outdoor complessi, tipici degli eventi invernali.

Un altro elemento chiave emerso durante i Giochi è il ruolo dell’IP come workflow primario. Sempre più broadcaster hanno utilizzato la contribuzione IP non come backup del satellite, ma come soluzione principale, abilitando modelli produttivi più flessibili e distribuiti. In combinazione con le piattaforme cloud della LiveU EcoSystem, questo ha permesso di centralizzare le operazioni, semplificare la distribuzione multipiattaforma e ridurre la presenza di crew onsite.

Dal punto di vista strategico, LIQ si inserisce nel trend più ampio del software-defined broadcasting, dove è il software – e sempre più l’intelligenza artificiale – a determinare prestazioni e affidabilità delle infrastrutture.

Le Olimpiadi 2026 segnano quindi un passaggio chiave: l’AI non è più solo un supporto al content processing, ma diventa un elemento centrale nella gestione della connettività. E in un settore dove qualità e continuità del segnale sono decisive, questo rappresenta uno dei cambiamenti più profondi degli ultimi anni.

redazione milano