Ue, il 31 gennaio riparte l’iter del Digital Services Act
AttualitàAudiovisiviMedia 25 Gennaio 2022 Piero Ricca
Il 20 gennaio il Parlamento europeo ha votato il testo sul Digital Services Act, la proposta di regolamento europeo con le nuove norme sugli intermediari online. Il 31 gennaio è previsto l’inizio della seconda fase di discussione del testo, presso il Consiglio europeo.
La proposta prevede regole sulla trasparenza delle piattaforme ed obblighi di report sulla moderazione dei contenuti. Ed è considerata uno strumento per limitare lo strapotere delle Big Tech.
Una delle novità riguarda il tracciamento a fini pubblicitari. Si è introdotta la possibilità di bloccare il tracciamento dell’utente quando naviga online e sulle app.
Il Parlamento ha previsto inoltre che sia offerta la possibilità agli utenti, in caso di rifiuto del tracciamento, di accedere al servizio in altro modo, come il pagamento del servizio o la visione di pubblicità non profilati.
Previsto pure il divieto dell’uso, a fini di profilazione, di dati sensibili come l’orientamento sessuale e le preferenze politiche e religiose. Allo stesso modo è vietato l’uso dei dati per la targettizzazione dei minori.
Degna di nota pure l’agevolazione di servizi di messaggistica istantanea cifrati, per impedire a governi e altri soggetti di intercettare le comunicazioni private dei cittadini con facilità.
La proposta di regolamentazione introduce anche il divieto di usare dark pattern, come pulsanti colorati per l’accettazione e grigi per il rifiuto di un servizio. Inoltre la procedura di recesso da un servizio non potrà essere più gravosa di quella per l’iscrizione.
















