Sony XDCAM in Tour con novità e conferme
Articoli 2011-2014 18 Febbraio 2012 redazione milano
Conclusa la tappa milanese, il prossimo appuntamento con l’XDCAM Workflow Tour è fissato per il 23 febbraio a Roma presso il Nettuno Club a Saxa Rubra. Il tour organizzato da Sony Professional ha lo scopo di dimostrare come sia possibile ottimizzare il flusso di lavoro con le apparecchiature XDCAM e presentare le novità di prodotto. Come per la tappa milanese, che ha visto la partecipazione di un discreto numero di operatori del settore, sono previste due presentazioni, una al mattino e una al pomeriggio, da parte di Valter Corda, specialista BC Factory per il sud/est europeo.

Introdotto da Sony nel 2003 come formato di registrazione per il video in definizione standard su disco ottico, il formato XDCAM si è continuamente evoluto: ai codec originari DVCAM e MPEG IMX (MPEG-2 a 30, 40 e 50 Mbps) si sono aggiunti i codec per il video in alta definizione per le varianti XDCAM HD e HD422, sempre in MPEG-2 e rispettivamente con un bitrate massimo di 35 e 50 Mbps. Per quel che riguarda i dischi ottici, la capacità dei Professional Disc è aumentata dagli iniziali 23 GB a 50 GB per arrivare ora a 100 GB e 128 GB (questi ultimi solo in modalità write only, ma capaci di registrare fino a quattro ore di video in formato XDCAM422). Come supporto di registrazione, si sono poi aggiunte le schede di memoria a stato solido SxS, utilizzate dai prodotti della serie XDCAM EX e dal camcorder PMW-500, sostanzialmente la versione a stato solido del PDW-700.
A detta di Valter Corda, la PMW-500 sta avendo un enorme successo poiché soddisfa la preferenza manifestata da numerosi operatori verso l’impiego di schede di memoria, capaci di garantire da un lato una virtuale immunità a urti e vibrazioni e dall’altro un flusso di lavoro più rapido. Per inciso, questi sono proprio stati tra gli elementi che hanno determinato la scelta di La7 di utilizzare l’XDCAM EX come formato di acquisizione e l’XDCAM 422 come formato per la lavorazione e l’archiviazione dei contenuti, in modo da ottimizzare i flussi di lavoro interni.
Proprio l’ottimizzazione dei flussi di lavoro è stata al centro delle presentazioni della tappa milanese del tour e in particolare sono stati due gli argomenti trattati: la nuova serie di XDCAM Station (XDS) e la soluzione XMPilot per l’aggiunta dei metadata durante la ripresa. Le apparecchiature della serie XDS sono l’evoluzione di quello che può essere considerato un rimpiazzo di un VTR, il PDW-F1600 che utilizza Professional Disc al posto dei classici nastri, in prodotti che, a un prezzo che può essere anche inferiore, affiancano le funzionalità di videoregistratore a quelle tipiche di un video server.
Se si esclude il modello XDS-1000, dotato unicamente di due slot per schede SxS, gli altri due modelli XDS-PD1000 e 2000 ospitano anche un drive per Professional Disc e sono capaci di gestire qualsiasi tipo di variante XDCAM. I modelli XDS-1000 e XDS-PD1000 dispongono di una memoria interna basata su hard disk in configurazione RAID, che permette di registrare fino a 32 ore di video a 50 Mbps, mentre il modello XDS-PD2000 ha una capacità dimezzata, ma impiega una memoria a stato solido, fattore che per l’assenza di qualsiasi parte mobile lo rende la scelta ideale per l’impiego su mezzi mobili. 
Collegandole a un sistema di editing, la memoria interna delle XDS viene vista come un’unità di storage esterna rendendo superflua la copia del materiale necessario per il montaggio e, grazie all’interfaccia Gigabit Ethernet, sono supportati un massimo di sei stream in contemporanea. Inoltre, durante la registrazione di video da sorgenti esterne collegate agli ingressi HD-SDI, è possibile anche la riproduzione al rallentatore.
L’altro punto critico nella gestione dei flussi di lavoro è l’associazione dei metadata alle clip e per semplificare questo aspetto Sony ha sviluppato XMPilot, soluzione basata sull’utilizzo di una rete Wi-Fi per permettere la comunicazione con cellulari Android e iPhone, compresi tablet come l’iPad. Una volta stabilita la connessione, dallo smartphone o dal tablet è possibile visualizzare sullo schermo il video in formato proxy che sta registrando il camcorder e inserire con un solo tocco le parole chiave, selezionate da un elenco preparato in precedenza, che permetteranno poi di identificare facilmente l’istante in cui è stato registrato l’evento.
La portata è di qualche decina di metri e, in caso di perdita della connessione, i dati vengono comunque inviati al camcorder non appena questa viene ristabilita. Una volta aperto il file nel sistema di montaggio, gli istanti ai quali sono state associate le parole chiave sono identificati da marcatori, rendendone immediata l’individuazione. XMPilot è disponibile per i camcorder PMW-500 e PDW-700/800 e può essere utilizzato anche con il camcorder PMW-F3, ma senza il supporto per i proxy.
Infine, per quel che riguarda l’archiviazione, nel corso dell’evento è stato preannunciato il lancio previsto per il prossimo NAB di un drive capace di gestire cartucce contenenti otto Professional Disc, destinate a competere con i nastri LTO rispetto ai quali può garantire una maggiore durata nel tempo tipica dei supporti ottici e un più rapido accesso ai dati registrati. Nel complesso, sembra proprio che Sony stia riuscendo finalmente a dare una veste organica al formato XDCAM che si è fin qui evoluto in modo quasi schizofrenico, nel tentativo di garantire da una parte la compatibilità con i primi prodotti lanciati quasi dieci anni fa e dall’altra di integrare tecnologie come le memorie a stato solido e codec differenti. 










