Il LIBERSIND CONFSAL, sindacato dei lavoratori RAI, denuncia che con una deliberazione dell’ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, ai telecineoperatori Broadcast che dovranno...

Il LIBERSIND CONFSAL, sindacato dei lavoratori RAI, denuncia che con una deliberazione dell’ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, ai telecineoperatori Broadcast che dovranno accedere per servizio al palazzo di Montecitorio verrà imposto di firmare un modulo di assunzione di responsabilità che recita testualmente:
“Il sottoscritto si impegna a non utilizzare gli strumenti di ripresa fotografica o visiva per cogliere con essi gli atti o i comportamenti dei deputati e dei membri del Governo presenti nell’Aula della Camera – normalmente non rilevabili se non tramite l’utilizzo di particolari strumenti tecnologici – che, non risultando essenziali per l’informazione sullo svolgimento dei lavori parlamentari, si risolvano in un trattamento di dati personali non consentito, con conseguente violazione della privacy, ovvero in una lesione del diritto alla riservatezza delle comunicazioni.
Il sottoscritto si impegna in ogni caso a non diffondere e a non conservare immagini di tali atti o comportamenti eventualmente colte.
Il sottoscritto è consapevole che la violazione degli impegni assunti comporta la cancellazione dall’elenco dei soggetti autorizzati ad accedere alla tribuna stampa.”

Secondo il LIBERSIND CONFSAL “tale deliberazione, se non una forma di censura preventiva della libera informazione e delle legittime prerogative professionali, questione che meriterebbe una presa di posizione da parte dell’ordine dei giornalisti, sempre attivo su questo tema, si può comunque definire un deterrente psicologico esercitato nei confronti degli operatori Broadcast chiamati a svolgere il loro quotidiano lavoro, attraverso la presa in carico di responsabilità che non sono certamente di loro competenza.”

E il comunicato sindacale, oltre all’invito a rivedere i criteri della deliberazione, così conclude: “Rammentiamo a tutti che le responsabilità deontologiche ed editoriali competono ai direttori reponsabili delle emittenti radiotelevisive e non certo all’operatore che produce un filmato non ancora sottoposto alle scelte di montaggio che attengono invece alla figura del giornalista.

Chi sarà posto a valutare l’opportunità di quanto girato dagli operatori Broadcast? Chi sarà in grado di cancellare o sanzionare le scene riprese? L’ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati si appresta a visionare il prodotto filmato attraverso una commissione di “censori stile ventennio”?”

redazione milano