Assange, l’ora del verdetto Assange, l’ora del verdetto
Presso l’Alta Corte di Londra inizia oggi, mercoledì 27 ottobre, il processo d’appello decisivo per la sorte di Julian Assange, inseguito dagli Usa fin... Assange, l’ora del verdetto

Presso l’Alta Corte di Londra inizia oggi, mercoledì 27 ottobre, il processo d’appello decisivo per la sorte di Julian Assange, inseguito dagli Usa fin da quando Wikileaks diffuse una montagna di documenti americani imbarazzanti, a cominciare dai crimini di guerra commessi in Afghanistan e Iraq.

Come ricorda l’Ansa, Assange è accusato in Usa di violazione dello Espionage Act, imputazione contestata dai difensori dei diritti umani e mai sollevata prima d’ora per un caso di pubblicazione giornalistica di file segreti.

Il fondatore di Wikileaks da oltre due anni è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh pur non avendo più alcuna pendenza con la giustizia del Regno Uniti, dopo i 7 anni trascorsi da rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador di Londra.

Negli Stati Uniti rischia una condanna a 175 anni di galera.

Il team legale del mediattivista australiano ha sempre respinto le accuse, ritenute da un vasto movimento di opinione una minaccia alla libertà di stampa motivata dalla volontà di vendetta politica.

Secondo le rivelazioni emerse in settembre, la Cia – durante l’amministrazione Trump – aveva studiato un piano per rapire e assassinare Assange durante la sua permanenza nella sede diplomatica ecuadoriana.

A gennaio 2021 un tribunale di Londra aveva negato l’estradizione per tutelare la sua “salute mentale”. Secondo una perizia accettata dalla giudice di primo grado, Assange è a rischio di suicidio.

In estate tuttavia gli Usa sono riusciti a mettere in discussione l’affidabilità della perizia accolta in primo grado, ottenendo il via libera all’appello.

Piero Ricca