YoloLiv, piattaforme di produzione complete integrate e network bonding YoloLiv, piattaforme di produzione complete integrate e network bonding
YoloLiv, distribuita in Italia da MediaPower, è una startup tecnologica nata nel 2017 e focalizzata su hardware e software per il live streaming e... YoloLiv, piattaforme di produzione complete integrate e network bonding

YoloLiv, distribuita in Italia da MediaPower, è una startup tecnologica nata nel 2017 e focalizzata su hardware e software per il live streaming e su applicazioni enterprise. L’azienda, con sede a Hangzhou, città che ospita il quartier generale di Alibaba, ha come obiettivo rendere la produzione live professionale accessibile a un’ampia base di utilizzatori. Queste soluzioni sono adottate da videomaker, streamer e broadcaster a livello internazionale.

Le piattaforme di YoloLiv (distribuite in Italia da Media Power) costituiscono un sistema integrato per il live streaming multicamera in un’unico dispositivo regia integrato.
Queste regie sono impiegate in ambito sportivo, religioso, cerimoniale, eventi, formazione, produzione video TV e retail, oltre ad altri contesti operativi.

Tali regie diventano così piattaforme di produzione complete, disponibili su diversi modelli e in grado di rispondere alle esigenze più disparate per prestazioni e numero di ingressi.
Prevedono un’architettura all-in-one che consente gestione, produzione e distribuzione del segnale in un flusso unificato e con procedure di setup molto semplificate.

Tutto questo in un fattore di forma, un hardware, molto contenuto e portatile nato per essere intuitivo da subito.
Questo ha permesso una diffusione massiccia, oltre 20mila utilizzatori ad oggi, e l’impiego in eventi trasmessi in diretta in numerosi paesi e regioni del mondo.

Sono serviti anni di sviluppo per arrivare a lanciare una vera innovazione nel settore, ma oggi l’approccio all-in-one per la produzione e la distribuzione del segnale ha ampiamente ripagato.
I dispositivi Yololiv (YoloBox) sono consigliati per chi realizza eventi in diretta e necessita di un sistema compatto che integri tutte le funzioni operative: integrano da uno a tre, quattro e anche otto ingressi HDMI per telecamere o altre sorgenti, come laptop. Consentono la registrazione ISO simultanea di ciascun segnale, oltre alla registrazione o trasmissione in 4K, supporto NDI, SRT, codifica H.265, network bonding e altre funzionalità, fino a due uscite.
La dotazione consente una produzione rifinita e di livello professionale in un’unica unità di switching.

Un’altra feature di queste piattaforme le rende ancora più affidabili, il network bonding, che rende affidabili le dirette, dalle conferenze stampa ai festival con migliaia di persone. Non sono rari, ad esempio, i casi in cui un giornalista e live streamer trasmette briefing stampa, sessioni legislative, funzioni religiose e festival culturali, sia in ambienti interni sia all’aperto.

É appena successo a Dicembre in Cina con eventi stampa che hanno superano le 5.000 presenze o si sono svolte in aree remote, dove la connettività diventa sempre il principale fattore di rischio operativo. Nella tipica situazione operativa il segnale cellulare risulta debole, il Wi-Fi è saturo o non raggiunge il sito di produzione. Ne derivano frame persi, pause del flusso o interruzioni complete, con la necessità di ricaricare le registrazioni e un incremento dei tempi di lavorazione.

In Cina la catena di produzione tipica integrava apparati YoloLiv, in particolare YoloBox Pro e YoloBox Ultra con router C3. La ripresa utilizzava telecamere eterogenee, sistemi CCTV HD e modelli Sony e Panasonic, con mixer analogici e headset per l’audio. La connettività si basava su hotspot mobili su rete cellulare e, quando disponibile, su Wi-Fi locale.
Nonostante la qualità della componente audio-video, l’instabilità della rete restava il collo di bottiglia.

L’adozione del network bonding
ha modificato l’architettura di collegamento

Secondo questa procedura, tutte le sorgenti di accesso disponibili, cellulare, hotspot, Wi-Fi e router, vengono aggregate in un unico collegamento logico più stabile. In un evento con copertura cellulare limitata e Wi-Fi non disponibile in venue, l’aggregazione consente una diretta continua di tre ore in 4K con bitrate contenuto, senza buffering percepibile.  Anche in condizioni difficili la continuità del flusso si mantiene, spesso con qualità elevata.

I risultati operativi si traducono in stabilità dello streaming in aree a segnale debole, grazie alla combinazione di più reti in un’unica connessione utilizzabile. La riduzione del buffering e della latenza migliora la permanenza degli spettatori. La configurazione si semplifica e l’hardware di supporto si riduce, con gestione centralizzata su un’unica unità. I costi si ottimizzano utilizzando hotspot esistenti in alternativa a linee dedicate.

La soluzione scala su eventi di dimensioni differenti, da servizi religiosi a festival con migliaia di partecipanti. Dal punto di vista del broadcast, l’affidamento a una sola connessione comporta un rischio strutturale. L’aggregazione trasforma collegamenti ridondanti in un flusso resiliente, in cui la perdita di un link non interrompe la trasmissione. La banda complessiva disponibile aumenta e la capacità di trasporto si stabilizza.

Per informazione in diretta, eventi e produzione sul campo, l’aggregazione della connettività rappresenta un requisito tecnico per la continuità del servizio.

Roberto Landini