DVEO Brutus Cloud: transcoding, SCTE-35 e DRM
AttualitàMediaOTTPlayoutProduzione VideoTecnologie 18 Settembre 2026 redazione milano
DVEO approfondisce le caratteristiche di Brutus Cloud, la piattaforma che porta nel cloud il motore di transcoding della soluzione Brutus on-premise, proponendo un ambiente gestito ed elastico destinato alla distribuzione di canali live, FAST e OTT.
L’obiettivo è concentrare in un’unica infrastruttura operazioni che tradizionalmente possono richiedere diversi sistemi: ingest, transcoding multibitrate, restreaming, inserimento dei marker SCTE-35, protezione DRM, registrazione per catch-up TV e preparazione dei contenuti VOD.
Un solo ingest per più destinazioni
Brutus Cloud può ricevere i segnali attraverso SRT, RTMP o HLS e ridistribuirli contemporaneamente verso più destinazioni utilizzando SRT, RTMP, HLS o DASH.
In questo modo un singolo contributo può alimentare, per esempio, una CDN, una piattaforma social e un partner di distribuzione senza dover predisporre tre processi di encoding indipendenti.
Il transcoding supporta H.264, H.265 e AV1 e permette di produrre contemporaneamente differenti risoluzioni e bitrate. Da una singola sorgente è quindi possibile generare sia versioni compatibili con dispositivi e infrastrutture meno recenti sia una completa ABR ladder destinata alla distribuzione OTT adattiva. Anche closed caption e sottotitoli vengono mantenuti lungo la pipeline di elaborazione.
SCTE-35 per la monetizzazione dei canali
Un elemento particolarmente importante per gli operatori FAST e OTT riguarda la gestione dei marker SCTE-35.
Brutus Cloud inserisce i marker direttamente nel manifest, supportando messaggi come splice_insert e time_signal. La corretta gestione temporale di questi segnali è fondamentale nei workflow di Server-Side Ad Insertion (SSAI), nei quali eventuali errori o disallineamenti possono compromettere l’inserimento dinamico della pubblicità.
DVEO sottolinea quindi l’importanza di considerare l’SCTE-35 non come una semplice funzione accessoria del transcoder, ma come parte integrante della catena di monetizzazione del canale.
DRM integrato nel processo di transcoding
Anche la protezione dei contenuti è inserita direttamente nel workflow. Il DRM viene applicato all’interno della pipeline di transcoding, invece di essere demandato a un successivo processo di packaging.
Questo approccio risponde in particolare alle esigenze dei contenuti soggetti ad accordi di licenza che richiedono la cifratura già durante le prime fasi della preparazione del flusso destinato alla distribuzione.
Live, catch-up e rewind sulla stessa piattaforma
Durante la distribuzione live, Brutus Cloud può contemporaneamente registrare il canale. Questa funzione costituisce la base per servizi di catch-up TV e rewind TV, evitando di realizzare una catena di registrazione separata.
Lo stesso segnale distribuito agli utenti tramite HLS o DASH può quindi alimentare progressivamente l’archivio utilizzato per consentire allo spettatore di riprendere dall’inizio un programma già cominciato o tornare indietro nella trasmissione.
Dallo streaming live al VOD
La piattaforma non è limitata ai contenuti lineari. Brutus Cloud accetta anche file MP4 e li converte nei formati HLS e DASH destinati alla distribuzione VOD.
Per gli operatori che propongono contemporaneamente canali lineari e cataloghi on demand, questo permette di utilizzare una stessa infrastruttura di delivery per entrambe le modalità, riducendo la necessità di mantenere workflow distinti.
Tre scenari principali
Secondo DVEO, l’architettura di Brutus Cloud si presta in particolare a tre applicazioni: la produzione e distribuzione di eventi live verso più destinazioni, senza dover installare sul posto una grande quantità di hardware di encoding; la distribuzione di canali FAST, dove transcoding multibitrate e SCTE-35 sono essenziali per copertura e monetizzazione; e i servizi OTT, nei quali contenuti live e VOD possono condividere la stessa infrastruttura.
Un ulteriore elemento riguarda il modello operativo. DVEO propone infatti Brutus Cloud come servizio elastico, comprendendo nel prezzo hosting e banda e offrendo anche la possibilità di affidare direttamente all’azienda la gestione dell’infrastruttura.
In questo modo Brutus Cloud si presenta non soltanto come la versione cloud di un transcoder tradizionale, ma come una piattaforma che riunisce encoding, transcoding ABR, distribuzione, monetizzazione, protezione dei contenuti e servizi time-shifted all’interno dello stesso workflow.
















