3Zero2 TV e il MAM, strategico per tutto il centro di produzione 3Zero2 TV e il MAM, strategico per tutto il centro di produzione
Un cervello due mani e tanta CPU 3Zero2 Tv, è la notissima media company italiana, che è parte del gruppo paneuropeo Euro Media Group,... 3Zero2 TV e il MAM, strategico per tutto il centro di produzione

Un cervello due mani e tanta CPU

3Zero2 Tv, è la notissima media company italiana, che è parte del gruppo paneuropeo Euro Media Group, assieme a Netco Sports Italy e Global Production.
Da anni ha deciso di implementare al centro di tutte le sua attività mediatiche una soluzione Media Asset Management di livello enterprise (Dalet Galaxy 5).
Questo, prima di tutto, per semplificare i flussi di produzione grazie a una gestione centralizzata, razionale e remota di tutti gli asset, come ci spiega Francesco Baldeschi Management Account Operations di 3Zero2 TV:
“Siamo una realtà produttiva molto dinamica che crea svariati prodotti mediatici per tipologie di clienti miste e con esigenze piuttosto differenti.
Il nostro MAM per loro e per noi deve tradursi nella possibilità di rendere i processi più efficienti, aumentando la quantità, migliorando la qualità e contestualmente elevando ulteriormente gli standard di sicurezza.
Deve permettere anche di migliorare la condivisione dei contenuti creati, in modo da poter ottimizzare le proprie risorse multimediali.
Questo consente di mettere in campo un impiego più redditizio dei contenuti e degli archivi e quindi assicurare una monetizzazione più adeguata all’effettivo valore degli asset che oggi sono proposti su più canali e piattaforme.
Il MAM nasce come soluzione modulare in grado di espandersi, strettamente connessa a una serie di altri hardware e software, perfettamente compatibile anche con apparati di terze parti che si occupano delle varie funzioni, come transcodifiche, controllo qualità QC automatico, validazione dei file, archivio: tutti aspetti che, a seconda del cliente, assumono un’importanza maggiore o minore, ma comunque sempre strategica.”

“La scelta di affidarci a questo MAM”, dice Massimiliano Cosentino, Post Production & Q.C. Technical Supervisor, “risale ormai ad alcuni anni addietro e nasce da una iniziale comparazione sui sistemi disponibili.
Volevamo adottare da subito un sistema strategico che fosse il più aperto possibile, in grado di permetterci molta sperimentazione e ci garantisse anche la capacità di crescere in futuro, al passo con le nostre esigenze, prevedibili solo in parte.
Siamo di fronte a un sistema complesso, integrato, basato su hardware e software, che va a costituire un’altrettanto complessa infrastruttura centrale di un’azienda che ha mille esigenze.
Una spina dorsale capace di implementare sempre nuove funzioni per rispondere a esigenze creative che solo ieri non esistevano neppure.”

Di qualsivoglia natura

Il management degli asset prevede la gestione completa di tutti i contenuti di qualsiasi natura, provenienza e formato, audio, video e dati, o contenuti multimediali.
L’ingest avviene su varie catene e il MAM per lo storage interno si va ad interfacciare con un sistema di archivio per il retrieval e la conservazione dei dati a medio/lungo termine.
Il MAM deve gestire, con una struttura piramidale, un workflow esteso su tre aree con caratteri molto ben definiti: lo storage “on-line”, un sistema near-line, e anche un sistema di archiviazione a lungo termine su nastri LTO, gestiti da una library robotizzata.
Il primo gestisce una serie di contenuti sempre a disposizione per le lavorazioni quotidiane caricabili a una velocità pressoché istantanea, fisicamente collocati su volumi SSD. 
Il secondo si occupa dei contenuti previsti per utilizzo in un arco di tempo a medio termine, memorizzati tipicamente su hard disc.
Il terzo si prende cura di contenuti richiamati molto meno di frequente e memorizzati su nastri lineari in cassetta LTO.

Tutti i dati vengono “ingestati” in formato nativo, vista l’esigenza di qualità, non ci si può permettere transcodifiche con conseguenti peggioramenti.
Il sistema, nel momento in cui carica al suo interno i materiali in ingest, svolge funzioni parallele: riconosce il file multimediale e crea in automatico una versione a bassa risoluzione utile per la visualizzazione.
Allo stesso tempo il MAM crea una sorta di catalogo a disposizione degli addetti ai lavori e dei diversi clienti.
In contemporanea permette di scrivere anche una doppia “super indicizzazione”, automatica, e manuale che velocizza e semplifica qualsiasi ricerca successiva.
Viene chiamata “watchfolder” questa cartella virtuale che aggrega file fisicamente dislocati in diverse partizioni di uno stesso disco, oppure in dischi diversi, esterni o meno, su unità di rete, etc..
Tali file aggregati soddisfano determinati criteri di ricerca o “query”, specificate dall’utente a livello di dati e di metadati: ciò consente una ricerca semplice e molto veloce di qualsiasi contenuto utile. 
Il riconoscimento automatico può coinvolgere molti parametri, come le sigle di testa e coda, i break pubblicitari, i time-code di partenza e di chiusura per la messa in onda e molto altro.
In pratica il sistema genera dei “puntatori” che sono univocamente collegati ai relativi file multimediali.

Massimiliano Cosentino riprende: ”Dato che questo processo -importantissimo- di indicizzazione deve contenere più dati possibile a livello tecnico, abbiamo scelto di integrare anche il Checksum DN5 che controlla l’integrità dei dati inseriti.
Questo ci garantisce la concretezza, la coerenza e la sicurezza al 100% dei contenuti, a totale garanzia per qualsiasi cliente.
Il sistema ci permette anche di creare una sorta di catalogo con differenti strumenti di interrogazione, dal client classico più consono agli addetti ai lavori, così come il client web dal carattere più user friendly che il cliente può usare con facilità.
Da tempo abbiamo anche un client basato sul cloud che consente di visualizzare e interagire con gli asset dall’esterno della struttura, da postazione remota.
Questa caratteristica è utile in molte occasioni, come per esempio, nella vendita di programmi televisivi: un cliente di 3Zero2 dispone di un catalogo di filmati fisicamente disponibile sul nostro MAM.
Quando si reca da un suo cliente è in grado di fargli visualizzare direttamente i titoli che questi può acquistare.
Oppure, il MAM centrale ci consente di lavorare su clip video anche quando non siamo fisicamente in struttura: questo consente di intervenire in autonomia da remoto senza richiedere l’intervento di un operatore fisicamente presente nella facility produttiva, come successo nei primi mesi del 2020 in pronta reazione all’epidemia di Coronavirus Covid-19.
La gestione avviene, evidentemente, secondo differenti livelli di permessi di accesso e privilegi di impiego scalari, secondo una gerarchia piramidale tipica di una redazione, con un “capo redattore” e svariati “editorialisti”.
Tutto ciò apre il discorso alle post produzioni che, in rete locale o anche da remoto, possono collegarsi al MAM centrale e utilizzare tutti i contenuti presenti, gestibili in modalità multi utente, per creare nuovi programmi.
Il workflow tipico prevede che dai vari teatri di ripresa di 3Zero2 TV, oppure dalle diverse venue sportive o di entertainment, i feed delle singole telecamere e il program arrivino in sede e vengano registrati sul MAM.
Così divengono immediatamente disponibili alle suite di editing – locali o remote – per creare il montato finale, gli highlight o qualsiasi altro contributo necessario.”

Sviluppi e modi potenziali

Considerando, comunque, ampie possibilità di crescita in futuro, il sistema ad oggi è utilizzato in questo modo soprattutto con alcuni clienti che si occupano di sport, tipicamente basket, volley e calcio.
L’ingest permette la cattura del program live e, mentre il sistema crea il “growing file” gli editor di turno possono già montare highlight e contributi in modo istantaneo, prelevando direttamente il materiale online in una sorta di remote production.
Il prossimo step di sviluppo del sistema MAM coinvolgerà l’intelligenza artificiale che permette un’indicizzazione più veloce, semantica, ancora più apprezzabile soprattutto nello sport e nelle news dove i tempi di reazione sono strettissimi. 
Questo, a breve, consentirà di abbattere i tempi anche nell’immissione dei dati, grazie al sistema che riconosce in modo autonomo un giocatore, un soggetto, una situazione, delle parole, etc., costituendo un forte arricchimento per il realizzatore, ma anche ottimizzazione e velocizzazione.

Gestione automatica

Francesco Baldeschi conclude: “Il MAM come Media Asset management è la versione più ampia del PAM, Production Asset Management, del nostro centro di produzione: assieme, evidentemente, rivestono un’importanza strategica.
Sono due “anime” che coesistono, una interna e una esterna: la prima, determinante per la gestione e la semplificazione delle lavorazioni interne alla facility, si prende cura di transcodifiche, copie, gestione dei passaggi, del materiale e dell’archivio dei vari file e delle produzioni interne, sia di quelle esterne, per i clienti.
L’altra “anima” è un servizio aggiuntivo ed economico che possiamo fornire all’esterno perché consente in ogni momento di visualizzare da remoto i contenuti utili, in modo autonomo, senza interpellare un operatore in sede.
Il cliente che si avvale dei servizi del centro di produzione di 3Zero2 può vedere, grazie a una apposita interfaccia, i contenuti a bassa risoluzione, il time code, e verificarne la conformità editoriale; quindi è in grado di compiere in piena velocità e autonomia una serie di controlli – senza dover interpellare una persona di riferimento nel centro di produzione che sposta e invia i materiali.”

Roberto Landini