Tutte le principali testate internazionali hanno ormai sospeso le trasmissioni dalla Russia e inviato tecnici e corrispondenti a lasciare il paese.
Il fatto decisivo, nei giorni scorsi, è stata la rapida approvazione da parte delle autorità russe di una legge duramente repressiva, formalmente volta a “contenere la diffusione di fake news”.
La Duma ha approvato all’unanimità un provvedimento che prevede pesanti pene detentive per chiunque pubblichi “informazioni false” sull’esercito russo, impegnato nell’invasione dell’Ucraina.
Il testo fissa a 15 anni di carcere la pena massima se le “false informazioni” comportano “gravi conseguenze” per le forze armate. Un altro emendamento prevede pene anche per gli “inviti a imporre sanzioni alla Russia”.
Precedentemente la Roskomnadzor, autorità che vigila sui media in Russia, aveva fatto pressioni affinché i media utilizzassero solo fonti governative nei loro resoconti sugli scontri in Ucraina, imponendo di non segnalare il numero di morti civili e intimando di non utilizzare la parola “guerra” o “invasione” in riferimento all’Ucraina, ma solo l’espressione “operazioni militare speciale”.
















