VIDA rivoluziona gli archivi media con l’AI
AI Intelligenza ArtificialeMediaProduzione Video 31 Luglio 2026 redazione milano
L’intelligenza artificiale continua a ridefinire la gestione dei contenuti audiovisivi. VIDA, piattaforma cloud-native per il media asset management, ha annunciato il lancio di Scene Search, una nuova funzionalità basata sull’AI che permette di effettuare ricerche direttamente all’interno del contenuto video, individuando scene e momenti specifici senza dover fare affidamento esclusivamente sui metadati inseriti manualmente.
La novità risponde a una delle principali criticità dei broadcaster e dei servizi di streaming: la crescita esponenziale degli archivi rende sempre più difficile catalogare ogni contenuto in modo dettagliato. Tradizionalmente, la possibilità di ritrovare una clip dipendeva dalla qualità del logging effettuato al momento dell’ingestione, un processo costoso e spesso incompleto. Con il passare degli anni, questa limitazione ha reso molti archivi poco sfruttabili.
Scene Search affronta il problema con un approccio diverso: anziché basarsi solo sui metadati, indicizza direttamente il contenuto video, trasformando le immagini in un patrimonio realmente interrogabile. Gli utenti possono così effettuare ricerche in linguaggio naturale e ottenere risultati precisi a livello di singola scena, anche quando il materiale non è stato accuratamente descritto in passato.
“In ogni archivio esistono momenti di enorme valore. Il problema è riuscire a trovarli”, spiega Symon Roue, Managing Director di VIDA. “È come avere qualcuno che ha visto ogni minuto del vostro archivio e ricorda perfettamente tutto. Scene Search rende il contenuto stesso ricercabile, eliminando la dipendenza da ciò che è stato catalogato quando il file è entrato nella libreria.”
La nuova funzione è integrata in VIDA Content OS e collega automaticamente i risultati della ricerca ai flussi di lavoro già presenti nella piattaforma. Una volta individuata una scena, gli utenti possono passare direttamente alle operazioni di gestione degli asset, verifica dei diritti e distribuzione dei contenuti, senza dover utilizzare strumenti esterni.
Tra le principali funzionalità offerte da Scene Search figurano:
- ricerca direttamente all’interno del contenuto video, oltre i tradizionali metadati;
- utilizzo di query in linguaggio naturale per individuare momenti specifici anche all’interno di contenuti di lunga durata;
- integrazione immediata con i workflow di asset management, gestione dei diritti e delivery già presenti in VIDA Content OS.
La soluzione è stata progettata per rispondere alle esigenze delle grandi library audiovisive, dove il volume dei nuovi contenuti supera ormai la capacità dei team di effettuare una catalogazione manuale completa. Rendendo il contenuto stesso interrogabile, VIDA punta a valorizzare il patrimonio esistente, facilitandone il riutilizzo, la monetizzazione e la gestione su larga scala.
Scene Search è già disponibile come componente di VIDA Content OS. L’azienda offrirà dimostrazioni della nuova tecnologia durante IBC 2026, dove sarà presente nel Padiglione 5, stand 5.856. Secondo VIDA, la piattaforma è oggi utilizzata da broadcaster, content owner e servizi di streaming per gestire oltre 43 milioni di asset e 26 petabyte di contenuti, sfruttando un’architettura cloud-native aperta e scalabile arricchita da funzionalità di intelligenza artificiale generativa.
















