Mercoledì 20 aprile la Westminster Magistrates’ Court di Londra ha emesso l’ordine formale di estradizione negli Usa per Julian Assange. Salvo un ricorso dell’ultimo minuto presso l’Alta Corte, spetta ora alla ministra degli Interni, Priti Patel, dare il suo via libera finale, entro 28 giorni.
Negli Usa il fondatore di WikiLeaks rischia una pesante condanna per aver contribuito a diffondere documenti riservati sui crimini di guerra commessi dalla forze americane in Iraq e Afghanistan.
L’ordine di estradizione nei confronti del fondatore di Wikileaks è stato emesso durante una breve udienza dal giudice Paul Goldspring.
Assange non era presente in aula ma collegato in videoconferenza dal carcere londinese di massima sicurezza di Belmarsh dove è rinchiuso da tre anni.
Resta la possibilità per la difesa di Assange di un ricorso all’Alta Corte di Londra. Le probabilità di successo sono però ridotte al minimo dopo il lungo iter legale della vicenda.
















