Gli aspiranti eredi di Audiradio
Articoli 2011-2014 27 Gennaio 2012 redazione milano
C’era una volta Audiradio, che si occupava delle rilevazioni radiofoniche. E’ da tempo in liquidazione. Ma il settore ha ‘fame’ di dati d’ascolto per la corretta pianificazione della pubblicità, quindi si sta pensando a nuovi sistemi come ad esempio quello proposto da Ipsos di Nando Pagnoncellì.
Si chiama Mediacell è già stato testato positivamente nel Regno Unito. E’ un sistema che sfrutta le tecnologie disponibili sugli smartphone. Attraverso una semplice app Mediacell è in grado di rilevare su quale emittente sono sintonizzati i ricevitori accesi nei pressi del dispositvo.
Il sistema ricorda un analogo dispositivo gà sperimentato anni fa negli Stati Uniti che attraverso un radar installato sulle autostrade rileva le emittenti sintonizzate nelle autoradio delle vetture che transitano sotto il sensore.
Il problema è che la normativa vigente stabilisce che le rilevazioni degli indici di ascolto devono basarsi su metodologie condivise. Esattamente lo scoglio che ha fatto colare a picco Audiradio. Il settore infatti è spaccato: da una parte i grandi gruppi editoriali (Rai, Espresso, Radio24-Il Sole 24Oree, Mondadori) dall’altra i piccoli come Rtl, Rds, Radio Italia e MonteCarlo. I primi sono favorevoli al rilevamento quotidiano che si basa sugli ascolti reali; i secondi preferiscono il metodo Cati (Computer assisted telephone interviewing), praticamente le interviste telefoniche.
In ogni caso l’ultima parola spetta all’AGCOM, che ha istituito per l’occasione un tavolo di confronto con gli operatori del settore per stabilire la governance e le regole della nuova società impegnata nella rilevazione degli ascolti.










