IPMX e NDI: lo studio ibrido come nuovo modello operativo per broadcast e Pro AV IPMX e NDI: lo studio ibrido come nuovo modello operativo per broadcast e Pro AV
Negli ultimi anni la transizione dall’SDI alle reti IP ha trasformato radicalmente il modo di progettare studi televisivi, regie e infrastrutture AV professionali. Se... IPMX e NDI: lo studio ibrido come nuovo modello operativo per broadcast e Pro AV

Negli ultimi anni la transizione dall’SDI alle reti IP ha trasformato radicalmente il modo di progettare studi televisivi, regie e infrastrutture AV professionali. Se inizialmente il mondo broadcast ha seguito un percorso molto rigoroso, basato su standard complessi e reti altamente specializzate, il settore Pro AV e corporate ha invece adottato soluzioni più agili, spesso proprietarie, puntando su semplicità e rapidità di messa in opera.

Oggi questi due mondi stanno convergendo. Il risultato è un nuovo paradigma: **lo studio ibrido**, in cui convivono soluzioni flessibili orientate alla produzione creativa e infrastrutture IP robuste, pensate per funzionare in modo affidabile e continuativo. In questo scenario si collocano due tecnologie chiave: **NDI** e **IPMX**.

IPMX: l’IP professionale che parla anche AV

IPMX (Internet Protocol Media Experience) è uno standard aperto per il trasporto di audio, video e metadati su reti IP Ethernet. Nasce dall’esperienza maturata nel broadcast con lo standard SMPTE ST 2110, ma ne semplifica l’adozione per renderlo adatto anche a contesti AV professionali, corporate e live.

Il principio alla base di IPMX è chiaro: offrire qualità professionale, interoperabilità multi‑vendor e affidabilità, senza imporre tutte le complessità tipiche delle infrastrutture broadcast “hard‑core”.  A differenza di ST 2110, IPMX non richiede obbligatoriamente l’uso di PTP per la sincronizzazione e può funzionare anche su reti non completamente deterministiche, utilizzando switch IT standard.
Questo rende IPMX particolarmente interessante per studi di medie dimensioni, venue, università, centri congressi e installazioni permanenti, dove servono prestazioni elevate ma anche costi e complessità sotto controllo.

NDI: velocità, creatività, immediatezza

NDI è una tecnologia video over IP ampiamente diffusa nel mondo della produzione live leggera. Il suo successo è legato a tre fattori principali: semplicità di utilizzo, integrazione software e rapidità di configurazione.

Con NDI è possibile collegare PC, mixer software, sistemi di grafica, replay e contributi remoti praticamente in modalità plug‑and‑play, sfruttando la rete IP esistente. La compressione video consente di lavorare anche su infrastrutture Ethernet standard, senza richiedere larghezze di banda elevate.

NDI è quindi ideale per web TV, podcast video, studi temporanei, eventi live rapidi e produzioni fortemente software‑centriche. Tuttavia, quando il numero di sorgenti cresce, quando l’impianto deve funzionare 24/7 o quando entrano in gioco requisiti di interoperabilità e affidabilità contrattuale, emergono i limiti di una tecnologia proprietaria pensata principalmente per la produzione agile.

IPMX vs NDI: non rivali, ma complementari

Il confronto tra IPMX e NDI non va letto come una competizione diretta. Le due tecnologie rispondono a esigenze diverse e, proprio per questo, si integrano perfettamente in uno studio moderno.

NDI eccelle nella fase creativa e operativa: contributi da PC, grafica, ingest rapido, collegamenti remoti, workflow software. IPMX, invece, è ideale come dorsale infrastrutturale, dove transitano i segnali critici: camere principali, regia, distribuzione, multiviewer e integrazione con sistemi broadcast.

Il risultato è un modello ibrido in cui ogni tecnologia viene utilizzata nel contesto più adatto, evitando sia l’eccessiva rigidità del broadcast IP puro, sia i limiti di scalabilità di un sistema basato esclusivamente su NDI.

Lo studio ibrido: architettura di riferimento

In uno studio ibrido IPMX + NDI, l’architettura tipica si articola in tre livelli.

Il primo è il core IPMX, che rappresenta la spina dorsale del sistema. Qui troviamo switch Ethernet enterprise, encoder e decoder IPMX, mixer video e sistemi di monitoraggio. Tutti i segnali critici viaggiano su questa rete, con un elevato grado di affidabilità e controllo.

Il secondo livello è l’ isola NDI, dedicata alla produzione agile. PC di grafica, replay software, contributi da piattaforme di videoconferenza e camere NDI operano in un ambiente flessibile, facilmente riconfigurabile in base alle esigenze editoriali.

Il terzo elemento è il bridge IPMX‑NDI,  ovvero gateway hardware o software che permettono la conversione bidirezionale dei flussi. In questo modo, una grafica NDI può entrare nel backbone IPMX e, viceversa, un segnale IPMX può essere reso disponibile a un encoder NDI o a un sistema di streaming.

Vendor e modelli già IPMX‑ready

Il mercato IPMX è ormai una realtà concreta. Diversi produttori hanno già a catalogo dispositivi compatibili o pronti per l’adozione dello standard.

Nel mondo broadcast e infrastructure‑grade, Cobalt Digital offre convertitori, encoder e multiviewer IPMX basati su piattaforme modulari openGear e dispositivi stand‑alone, ideali per studi professionali e regie ibride.

Matrox Video propone soluzioni di conversione e gateway IPMX che collegano HDMI, SDI e IP su un’unica rete, con supporto a codec come JPEG‑XS e con un’attenzione particolare all’integrazione AV e KVM.
Per installazioni di grande scala e progetti UHD, EvertzAV ha annunciato gateway IPMX‑ready ad alta capacità, pensati per ambienti 25 GbE e workflow broadcast‑AV avanzati.

Accanto ai produttori di apparati, anche il mondo networking gioca un ruolo chiave: switch Ethernet enterprise di fascia alta sono un elemento fondamentale per garantire prestazioni e affidabilità in sistemi IPMX.

Perché l’ibrido è il modello del presente (e del futuro)

Molti studi oggi nascono NDI‑centrici, per ragioni di budget e rapidità. Con il tempo, però, le esigenze crescono: aumentano le sorgenti, entrano clienti broadcast, diventano necessari SLA e affidabilità h24. È in questo momento che IPMX diventa la naturale evoluzione dell’infrastruttura.
Al contrario, progettare fin dall’inizio un sistema interamente broadcast IP può risultare sovradimensionato e costoso. L’approccio ibrido consente invece di bilanciare flessibilità, costi e robustezza, adattando la tecnologia al reale utilizzo.

In definitiva, lo studio ibrido IPMX + NDI rappresenta oggi una soluzione matura e pragmatica: aperta, scalabile e pronta ad accompagnare l’evoluzione della produzione audiovisiva professionale nei prossimi anni.

*IPMX non sostituisce NDI, e NDI non rimpiazza IPMX. Insieme, definiscono un nuovo equilibrio tra creatività e infrastruttura, tra agilità operativa e affidabilità professionale.*

redazione milano