Matrox Monarch scelto dal CERN per trasmettere e registrare i risultati scientifici più recenti Matrox Monarch scelto dal CERN per trasmettere e registrare i risultati scientifici più recenti
La principale struttura di ricerca europea accelera la collaborazione scientifica con gli encoder H.264 Matrox L’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN), situata a cavallo... Matrox Monarch scelto dal CERN per trasmettere e registrare i risultati scientifici più recenti

La principale struttura di ricerca europea accelera la collaborazione scientifica con gli encoder H.264 Matrox

L’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN), situata a cavallo del confine franco-svizzero vicino a Ginevra, è nota per le sue scoperte rivoluzionarie nella fisica delle particelle da oltre 60 anni. Il CERN attira alcuni tra i maggiori scienziati del mondo che studiano la struttura fondamentale dell’universo.

Il CERN è cresciuto fino ad includere 22 stati membri e, attraverso la ricerca scientifica, contribuisce al dialogo tra le nazioni. Il centro per la ricerca sulla fisica delle particelle ospita alcune delle più grandi e sofisticate attrezzature di ricerca del mondo, come il Large Hadron Collider (LHC), un acceleratore di particelle di 27 km, realizzato a 100 metri in media nel sottosuolo. E’ stato determinante nell’analisi del modo in cui le particelle interagiscono tra loro.

Seminario nell’Auditorium principale del CERN

La Sfida

Con 260 sale conferenze, alcune delle quali abilitate per il webcast, il CERN aveva bisogno di trovare una soluzione che fornisse la stessa esperienza degli scienziati sul posto a tutti coloro che si collegano in videoconferenza dall’estero. Marek Domaracky, senior video manager del dipartimento IT del CERN, era alla ricerca di una soluzione affidabile in grado di catturare e distribuire simultaneamente sia le conferenze dei relatori che il materiale di presentazione. Il CERN aveva utilizzato un PC, due schede di acquisizione, un codificatore e un software di controllo aggiuntivo per condividere i seminari online tramite videoconferenza. Tuttavia, questa configurazione era sia complicata che a volte inaffidabile. Volendo semplificare il processo di streaming, avevano bisogno di un’appliance indipendente, in grado di avviare e interrompere autonomamente lo streaming e la registrazione.

Questa formula, la cosiddetta Lagrangiana, è una codifica compatta del modello standard della fisica delle particelle, una delle teorie di maggior successo in fisica che descrive le interazioni fondamentali tra particelle elementari.

Dal momento che il CERN tiene regolarmente lezioni back-to-back, è stato necessario un webcast continuo per evitare di disconnettere gli spettatori durante le pause tra le presentazioni. Cercando di rendere le presentazioni più accessibili al pubblico di tutto il mondo, Domaracky voleva una soluzione affidabile e flessibile che consentisse di ridurre al minimo l’hardware nelle loro configurazioni.

La Soluzione

Domaracky ha provato diverse soluzioni prima di scegliere l’encoder H.264 Matrox® Monarch HD. Nessuna delle altre soluzioni testate può mantenere un flusso ininterrotto, mentre allo stesso tempo avvia e interrompe le registrazioni. Con Monarch HD Il CERN usufruisce di avvio e arresto indipendente delle registrazioni mantenendo il live streaming. Ciò ha consentito alle registrazioni di acquisire solo la presentazione stessa e non l’impostazione e la transizione tra i vari speaker.

Gli auditorium sono dotati di due dispositivi Monarch HD, ciascuno collegato a uno switcher tramite HDMI. Alcuni degli auditorium hanno una videocamera SDI; in questi casi sono collegati a un’unità Monarch HDX, in grado di accettare segnali da sorgenti HDMI o SDI. In entrambe le situazioni, viene utilizzato un mixer per controllare il volume di tutti i microfoni degli oratori. L’uscita dal mixer viene quindi inviata agli altoparlanti nell’auditorium e una seconda uscita viene inviata all’ingresso stereo analogico di Monarch.

Matrox Monarch HD Command Centre

L’API di Monarch HD (Application Programming Interface) è stata essenziale perché ha consentito agli integratori del CERN di sviluppare un’interfaccia web per controllare le operazioni di registrazione da remoto. “Per noi, la gestione remota era fondamentale”, ha spiegato Domaracky. “Ci possono essere da due a tre webcast che si svolgono nello stesso momento e si può non disporre di un numero sufficiente di tecnici per tutte le aule. . L’API Matrox ci ha permesso di dare una soluzione a questo problema. “

Da un ufficio remoto, un operatore osserva i e webcast in diretta durante il giorno e determina quando avviare o interrompere le registrazioni tramite l’interfaccia web basata su API. Le appliance Monarch trasmettono quotidianamente webcast in formato RTMP al Wowza ™ Media Server installato presso il CERN, mentre eventi di alto profilo vengono inviati alla rete di Content Delivery Network (CDN) di Limelight Networks® per raggiungere un pubblico online più ampio.

Attraverso l’API, Monarch è stato impostato per registrare le conferenze direttamente su una memoria condivisa sulla rete locale. Quando le lezioni vengono svolte fuori sede, vengono salvate su una memoria USB collegata e trasferite alla rete in un secondo momento. Le registrazioni vengono poi caricate sul portale video del CERN, sviluppato in-house, che offre ai visitatori il controllo sulla visualizzazione a schermo intero del relatore, delle note delle lezioni oppure una visualizzazione affiancata.

Seminario di aggiornamento sul bosone di Higgs del gruppo “ATLAS and CMS” al CERN il 4 luglio 2012

I Risultati

Migliaia di visitatori di tutto il mondo possono sintonizzarsi su qualsiasi webcast live. Come l’annuncio della scoperta del bosone di Higgs, che ha fruttato agli scienziati che hanno proposto la sua esistenza il Premio Nobel per la fisica 2013. Questo webcast ha prodotto 50.000 visualizzazioni contemporaneamente e quasi un milione di visualizzazioni on demand.

“Gli encoder Matrox Monarch ci hanno aiutato a continuare e migliorare la nostra missione di promuovere la conoscenza sia all’interno della comunità scientifica che del pubblico in generale”, ha affermato Domaracky. “Abbiamo un processo di selezione molto approfondito e i prodotti Matrox soddisfano i nostri severi requisiti sia in termini di specifiche che di costi”.

 

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redazione milano