OCSE, accordo sulla global tax OCSE, accordo sulla global tax
L’intesa prevede una soglia minima di tassazione del 15 per cento che le multinazionali dovranno versare nei paesi dove generano profitti. Consentirà nel complesso... OCSE, accordo sulla global tax

L’intesa prevede una soglia minima di tassazione del 15 per cento che le multinazionali dovranno versare nei paesi dove generano profitti.
Consentirà nel complesso 150 miliardi di entrate aggiuntive, secondo stime dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Nel mirino ci sono soprattutto le Big Tech come Apple, Amazon, Google e Facebook, che hanno scelto l’Irlanda quartier generale europeo per godere dei più ampi benefici fiscali.

La decisione è stata ratificata nei giorni scorsi grazie al via libera proprio dell’Irlanda, seguito a stretto giro dall’Estonia e dall’Ungheria. Sui 140 Paesi coinvolti nel negoziato rimangono fuori soltanto Pakistan, Nigeria, Kenya e Sri Lanka.

La Minimum tax è meno ambiziosa rispetto alle richieste dei promotori, ma è stata accolta come una svolta storica da governi e istituzioni sovranazionali, dall’Europa agli Stati Uniti.

Secondo il segretario dell’OCSE (OECD) Mathias Cormann l’intesa “renderà il nostro sistema fiscale internazionale più equo ed efficiente. È una grande vittoria per un multilateralismo efficace ed equilibrato. Si tratta di un accordo di vasta portata che garantisce che il sistema fiscale internazionale sia adatto a un’economia globale digitalizzata”.

La misura sarà presentata il 13 ottobre alla riunione dei ministri delle finanze del G20 a Washington. L’approvazione definitiva è prevista al vertice del G20 in programma a Roma a fine mese.

I Paesi firmatari si sono impegnati a firmare una convenzione nel 2022, per far entrare in vigore la nuova aliquota nel 2023.

Piero Ricca