Rete Unica, intesa Tim-Open Fiber Rete Unica, intesa Tim-Open Fiber
Pur tra molte prudenze e sottili distinguo, all’esito dei Cda straordinari di domenica 29 maggio, un primo risultato c’è: è stato sottoscritto un protocollo... Rete Unica, intesa Tim-Open Fiber

Pur tra molte prudenze e sottili distinguo, all’esito dei Cda straordinari di domenica 29 maggio, un primo risultato c’è: è stato sottoscritto un protocollo di intesa non vincolante, il Memorandum of Understanding (MoU), relativo al progetto di integrazione tra le reti di Tim e Open Fiber.

Tim, Cdp e Open Fiber si danno cinque mesi di tempo, fino al 31 ottobre, per arrivare a un accordo definitivo sulla Rete Unica.

Secondo l’agenzia Ansa, sulla carta ogni opzione resta valida ma l’ipotesi della cessione sembra essere la preferita. La rete di Tim, dalla dorsale fino all’ultimo miglio e con questa anche la parte internazionale con Sparkle, verrebbe venduta a Open Fiber, in cambio del trasferimento di una buona parte del debito o addirittura con un pagamento tutto cash (si parla di una valorizzazione di 18 miliardi di euro).

L’obiettivo è avviare un processo volto alla creazione di un solo operatore delle reti di telecomunicazioni, controllato da CDPE e partecipato da Macquarie e KKR, che consenta di accelerare la diffusione della fibra ottica e delle infrastrutture Very High Capacity Networks (VHCN) sull’intero territorio nazionale.

L’operazione promette di imprimere una svolta al sistema Italia sul piano infrastrutturale, poiché, come sottolinea Adnkronos, consentirebbe l’accesso ai servizi più innovativi ed efficienti, offerti dal mercato alla generalità della popolazione, agli enti pubblici e alle imprese, contribuendo a uno sviluppo più veloce e sostenibile del Paese.

Le parti, informa una nota stampa, “hanno condiviso che l’operazione possa articolarsi mediante la separazione delle attività infrastrutturali di rete fissa da quelle commerciali di Tim e l’integrazione delle prime con la rete controllata da Open Fiber con modalità da definirsi. Ad esito di tale operazione Tim, sul mercato italiano, potrà focalizzare in via prioritaria le proprie attività nei servizi di telecomunicazione e trasmissione di dati”.

Con la sottoscrizione del MoU non vincolante, “le parti si sono impegnate a negoziare in via esclusiva e in buona fede i termini e condizioni dell’operazione con l’obiettivo di addivenire alla firma di eventuali accordi vincolanti entro il 31 ottobre 2022. Pertanto, la sottoscrizione di tali accordi sarà portata all’approvazione dei rispettivi organi deliberanti e soggetta all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni (incluse quelle in materia di antitrust) da parte delle Autorità nazionali ed europee competenti”.

Piero Ricca