Un film scanner marchiato Cintel e proposto a poco meno di 30 mila dollari e due nuove serie di telecamere sono le principali novità presentate dall’australiana Blackmagic al NAB.
Il Cintel Film Scanner è in grado di acquisire negativi e positivi 16 e 35 mm in formato Ultra HD fino a 30 fps. Il design sottile ne permette il montaggio a parete o la collocazione su una scrivania accanto a un Mac, al quale può essere collegato tramite la porta Thunderbolt 2 che garantisce la velocità necessaria per il trasferimento del video in formato 4K in tempo reale. Il film scanner eredita dai telecinema Cintel la meccanica per il trasporto della pellicola, la sorgente di luce diffusa a LED e le tecnologie Image Mill per la stabilizzazione e la riduzione della grana. A corredo del Cintel Film Scanner, Blackmagic fornisce la versione completa del software di correzione del colore DaVinci Resolve, del quale è stata presentata la versione 11 che introduce numerose novità tra le quali diversi strumenti per l’editing e la funzione AutoGrade per la correzione automatica con una color chart standard.
“Il nuovo scanner Cintel è lo strumento perfetto per dare nuova vita ai film e per portare tutti i vecchi classici in una nuova era”, ha dichiarato Grant Petty, CEO di Blackmagic Design. “È molto entusiasmante ed è questa la ragione per la quale abbiamo acquistato Cintel, poiché credevamo nel marchio e in quello che avremmo potuto realizzare. Il nuovo scanner Cintel è il risultato ed è stato entusiasmante combinare tutta questa tecnologia d’avanguardia con l’eleganza e la qualità d’immagine senza tempo della pellicola!”
Passando alle videocamere, sono due le serie presentate: Studio Camera e Ursa. Le Blackmagic Studio Camera hanno un aspetto decisamente inconsueto e si distinguono per le ridotte dimensioni che non hanno impedito però di dotarle di un display da ben 10”. Disponibili con sensori in risoluzione HD o Ultra HD, le Studio Camera hanno un attacco per le ottiche QuattroTerzi e possono utilizzare le ottiche broadcast con attacco B4 con appositi adattatori. Oltre all’uscita SDI – 12G-SDI per il modello 4K – le Studio Camera hanno un’uscita in fibra ottica, un doppio connettore XLR per microfoni e il connettore XLR standard a 4 pin per l’alimentazione (le videocamere integrano una batteria che garantisce circa quattro ore di autonomia). 
Altra particolarità è la possibilità di utilizzare un mixer Atem della stessa Blackmagic per avere le stesse funzionalità dei tradizionali CCU e controllare così fino a un massimo di venti telecamere. La Studio Camera HD è già disponibile al prezzo di 1.995 dollari mentre la Studio Camera 4K sarà disponibile in giugno a 2.995 dollari.
Soluzioni molto originali anche per le nuove videocamere della serie Ursa, a cominciare dal blocco sensore e attacco delle ottiche che può essere sostituito dall’utente finale. Inizialmente sono previsti quattro modelli, due dotati di sensori 4K con global shutter in formato Super 35 e attacco delle ottiche EF o PL, uno con sensore Ultra HD e attacco B4 per ottiche broadcast e un modello privo di sensore e dotato di ingresso HDMI, destinato ad essere utilizzato in abbinamento a reflex digitali, impiego che appare improbabile visto l’ingombro complessivo. Il display a colori si ripiega su un lato della videocamera e ha una diagonale di 10″, dimensione forse un po’ esagerata. Sullo stesso lato è presente un altro display che serve a visualizzare lo stato della videocamera e i classici strumenti video mentre il display sul lato opposto è dedicato all’audio. Per la registrazione del video nei formati Apple ProRes o Compressed Cinema DNG 12 bit Raw sono presenti due slot per schede di memoria CFast. I prezzi delle Ursa vanno dai 4.495 dollari del modello HDMI ai 6.495 dollari di quello con attacco PL; la disponibilità è prevista entro l’estate.
redazione milano
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