Screen Service prende le distanze dal poprio presidente Antonio Mazzara
Articoli 2011-2014 22 Marzo 2012 redazione milano
La scorsa settimana la Guardia di Finanza ha perquisito la sede di Screen Service nell’ambito di un’inchiesta su un complesso giro di fatture false per oltre 100 milioni di euro, partita dall’attività di una società olandese, che ha coinvolto compagnie in Italia, Spagna, Lussemburgo, Dubai, Polonia, e altri paesi europei.
Il ‘ramo’ italiano dell’inchiesta riguarda l’attività di una dozzina di società e di Antonio Mazzara (presidente di Screen Service), al quale è stata perquisita anche l’abitazione.
La Screen Service in un comunicato ha preso subito le distanze dal presidente Mazzara: “Con riferimento alla perquisizione svolta dalla Guardia di Finanza presso la sede di Brescia, Screen Service Spa conferma e puntualizza la propria totale estraneità ai fatti e alle circostanze che rappresentano il presupposto della stessa perquisizione e della correlativa indagine, da riferirsi – impregiudicata ogni valutazione nel merito – a vicende personali del dottor Antonio Mazzara.”
Inoltre la società annuncia che alla prossima assemblea di Screen Service del 29 marzo 2012 l’attuale presidente formalizzerà le proprie dimissioni.
Si apre dunque un nuovo capitolo nella travagliata storia finanziaria dell’azienda bresciana da quando è entrata in borsa per ampliare le proprie attività.
Solo l’anno scorso l’arresto del finanziere Simone Cimino da poco dimessosi da presidente della società aveva obbligato i vertici di Screen Service a prendere le distanze dall’ex- dirigente. Anche in quel caso gli addebiti a Cimino erano per reati estranei alla gestione di Screen Service.
Attualmente la società soffre anche in borsa dove le sue azioni hanno già lasciato sul campo il 30 per cento del loro valore dall’inizio dell’anno.
Toccherà ora all’assemblea del 29 marzo rimettere ordine. Si presenteranno a Brescia le tre cordate che si contendono la gestione della società e che già si sono scontrate aspramente nel recente passato: la Screen_Service Group, azionista che ha in carico intorno al 30% del capitale sociale e che rappresenta gli azionisti bresciani che in origine hanno supportato l’azienda, la finanziaria delle isole Cayman Permian Master Fund LP detentrice del 6 % del capitale e Finext srl, altra finanziaria bresciana che ha in portafoglio il 12 % di Screen Service.
redazione milano
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