Un solo proiettore, per sempre
Articoli 2011-2014 4 Luglio 2012 redazione milano
Un’estrema versatilità di impiego caratterizza il nuovo proiettore a Led con lente di fresnel della L-Series di Arri
Alla recente presentazione delle novità per la linea di telecamere Alexa, che ha avuto luogo presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano, Arri ha presentato anche la nuova versione del fresnel L7-C che aveva fatto il suo debutto all’ultimo NAB. La sorgente luminosa è costituita da una serie di Led che hanno una durata stimata in ben 50.000 ore: considerando anche un utilizzo di 10 ore al giorno per tutti i giorni dell’anno, si arriva a 5.000 giorni, vale a dire quasi 15 anni prima che sia necessario sostituire il corpo illuminante.
Con un classico proiettore per lampade al tungsteno, per avere una durata paragonabile si dovrebbero sostituire circa 200 lampade.
Le caratteristiche fotometriche sono simili a quelle di un fresnel a tungsteno da 750 W, con un angolo di illuminazione che può variare da 15 a 50 gradi, ma con un assorbimento di potenza massimo di soli 220 W, fattore questo che lo rende ideale anche per l’impiego in esterni.
Come tutti gli illuminatori a Led, il calore prodotto durante il funzionamento è trascurabile, il che significa da una parte un netto risparmio nei costi dell’energia necessaria per il funzionamento degli impianti di condizionamento e dall’altra la possibilità di maneggiarlo a mani nude. Appena spento, il proiettore può essere tranquillamente riposto in una borsa da trasporto e anche l’accensione è praticamente immediata, non occorre attendere che la resa luminosa si stabilizzi. L’intensità del fascio di luce può essere variata con continuità, senza alcuna apprezzabile variazione della resa cromatica, utilizzando il dimmer incorporato o una centralina DMX.

Inoltre, sempre agendo su un comando integrato o via DMX, la temperatura colore può essere impostata su qualsiasi valore compreso fra 2.800 e 10.000 K, mantenendo all’incirca la stessa luminosità. Un altro controllo permette poi di spostare la resa cromatica verso il verde o il magenta, per compensare le eventuali differenze con altri corpi illuminanti, ed è anche possibile simulare l’effetto delle gelatine colorate, controllando il grado di saturazione. Per inciso, a breve dovrebbero essere disponibili i preset che corrisponderanno esattamente alle gelatine più diffuse. Il firmware dell’L7-C può, infatti, essere aggiornato e per garantire un investimento a prova di futuro, il proiettore è stato ingegnerizzato in modo da permettere la sostituzione di tutti i principali componenti.
Anche questo fattore contribuisce a giustificare il costo dell’Arri L7-C, che si aggira intorno ai 2.000 euro, certamente superiore a quello d’acquisto di un fresnel al tungsteno, ma non così elevato se si tiene conto di quello che può essere il costo d’esercizio reale e del vantaggio di poter disporre di un proiettore perfettamente adatto ad affrontare qualsiasi situazione di ripresa.
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