SVG Europe con TATA Communications e Sky Sport per Italy Summit 2023
AttualitàCloudMediaProduzione VideoSport 15 Giugno 2023 Roberto Landini
Dopo la lunga pausa dovuta alla pandemia, torna a Milano il noto Italy Summit, organizzato da SVG Europe in collaborazione con SKY Sport e main sponsor Tata Communication, presso la sede del broadcaster in Santa Giulia. Si è tenuto in data 24 maggio e, come sempre, l’evento era al completo, segno di un grande interesse per lo sport, il broadcast, le nuove forme di creazione e distribuzione contenuti e tutto il comparto specializzato che gravita attorno. Di seguito, un minimo report di alcuni dei tanti temi principali.
“Beyond the Screen: Revealing Serie B remote production”
Il primo panel è entrato subito nel fitto del discorso affrontando -forse- il tema più interessante, la produzione da remoto e come la Serie B abbia accettato la sfida entrando nella produzione Host delle partite di calcio, convinti di portare un valore aggiunto e avvicinarsi a quello che viene fatto nella Serie A.
Il lungo percorso ha coinvolto 390 partite con momenti di innovazione in 4K HDR e coinvolto, in prima fase, l’impiego di droni, le corner cam e altre “piccole” innovazioni tecniche.
La seconda fase, quella del presente, è legata alla voglia di andare oltre.

Ivan Pintabona, Chief Technology Officer di NVP, ha spiegato come la sua società di produzione, in partnership con SKY e Lega Serie B, abbia affrontato il workflow, il rapporto qualità immagini e l’ampiezza di banda, e tracciato quali siano le sfide superate, quali le prossime da affrontare, e come l’AI, secondo tema trainante della giornata, possa entrare nel workflow.
Pintabona ha detto: “Siamo entrati in un progetto definito, con un workflow cauto non troppo impattante su modello agnostico, interfacciabile con qualsiasi infrastruttura già presente”.
Secondo il tipico modello basato sulla gestione della rete, le telecamere e il “disaster recovery” sono in campo, mentre tutta la parte editoriale completa è delocalizzata nel centro di produzione production hub di Cologno Monzese.
“Le principali difficoltà”, ha spiegato Pintabona, “erano nella gestione della connettività e banda disponibile, considerabile come livelli di connessione media, ma in aumento negli anni, e salita anche solo da inizio a fine anno. Siamo partiti dalla disponibilità di circa 1Gb/sec da dividere con gli altri servizi per una disponibilità media su ciascun stadio di circa 300MB”.
NVP ha impiegato una tecnologia innovativa, basata su particolari algoritmi predittivi di compressione che sfruttano anche l’AI, che ha permesso di ottenere una latenza gestibile e un prodotto di qualità.
Tra i molti temi affrontati da Pintabona, le varie modalità di applicazione della full remote production, le potenzialità, il workflow.
Fabio Ghezzi, Responsabile Area Audiovisivi e Produzione TV, Lega Serie B. Ha confermato che questa apertura verso la Remote Production da parte della Lega Serie B, è stata un passo in avanti tecnologico ed editoriale e produttivo di soddisfazione e un acceleratore nella fruizione verso l’utente finale. “I risultati sono stati straordinari” – ha detto – “prodotti e trasmessi in UHD HDR unici in Italia, e l’innovazione tecnologica è un valore in sé, con risultati anche inaspettati”.
“Non c’è differenza apprezzabile a vista tra produzione tradizionale e la Remote Production di oggi”.
Ha poi citato la connettività che deve essere di 10 GB, e indicato che i vantaggi della RP sono innegabili rispetto all’impiego delle risorse tradizionali, per minore inquinamento, movimentazione di mezzi, maggiore risparmio etc.
“Possiamo realizzare contenuti che oggi non esistono”, ha concluso, “ottimi per la monetizzazione e che daranno nuove energie per produrre altri contenuti. Oggi per vedere la partita c’è un modo, tra pochissimo ce ne saranno molti”.
Ferruccio Zanotti, Sky Sport Football Senior producer, Sky Italia
“Dopo 20 anni di produzioni tv di persona sul campo, nella prima RP mi sono trovato nella situazione identica che avevo allo stadio e non in un ambiente più confuso, come temevo.
Le differenze sono delle opportunità: movimentazione mezzi inferiore, un occhio alla sostenibilità, la possibilità di gestire anche situazioni complicate e logistiche particolari”.
Questi mesi di test indicano che a breve SKY sarà a regime con la vera RP, dove arriveranno a produrre molte più partite.
“Sì la RP è pronta per fare il grande salto, dovremo solo creare un workflow ad doc per ogni disciplina, la Champions ne ha uno, la Serie A un altro. Serve un cambio di mentalità”.
Powering Up The Remote Production: MotoGP case study
Nel secondo panel, Stefano Valsecchi ha introdotto Andrea Picchioni, Technical Operation Supervisor, Sky Sport che ha descritto la RP del MotoGP:
“E’pensata per essere modulare e customizzabile a seconda del progetto, sia nella location europea che extra europea e in situazioni di produzione diverse con un pre-gara, una gara con canale interattivo, e un post gara”.
La regia a Santa Giulia può ricevere praticamente tutti i segnali, impacchettati con encoder e decoder in ultra low latency in arrivo dalle venue e decidere – mediante matrice comandata a distanza e pannelli in loco – quali commutare, e gestire anche altri segnali in multicasting in arrivo dalla sede centrale di Dorna a Barcellona.
Questo ha ridotto di molto il consumo di banda, 50MB dalla venue – e anche meno – dal quartier generale di Dorna.
“Ciò ha cambiato molto”, ha concluso, “il concetto diffuso che per la RP è indispensabile trasportare tutti i feed dalla venue al centro di produzione, con conseguente notevole consumo di banda”.
Full Remote Production
Il CEO di ONE TV, Andrea Gianolli, ha sottolineato che la Full Remote Production è un progetto nato per dare una risposta a varie situazioni in cui il sistema lavora, per codifica e transport stream, ma anche per integrazione di risorse, rispettando dettami precisi come il contenimento del consumo di banda, la sicurezza del collegamento e la latenza totale del “round trip” inferiore al secondo.
Mediante interfaccia tra la gallery in Santa Giulia e quella on location, un sistema di tie-line dinamico interpreta la richiesta del regista e instrada i segnali in modo intelligente. In regia sono commutabili oggi tutti i 120 segnali disponibili nella venue, senza limitazioni.
“Codec proprietari e transport stream”, ha detto “sono frutto di un nostro merge di vari sistemi di cui abbiamo utilizzato differenti librerie, facendo un mix di varie opportunità”.
Michele Fornasiero, Head of Studios, Sky Italia: “L’obiettivo iniziale e principale”, ha detto, “era rendere più sostenibile la produzione del MotoGP, oggi; oltre a continuare il processo di innovazione tecnologia iniziata negli studi con le news, siamo riusciti, soprattutto, ad aumentare la customer experience per i clienti, mediante un racconto molto dinamico”.
Giovanni Pippia, Media Facilities Senior Director, Dorna Sports
Exploring the future: an insightful conversation on Future of Sport technologies and Generative AI
Questo panel condotto da Riccardo Botta, Group Director Content Experience & Distribution ops di Sky, ha proposto le suggestive visioni su questi temi di Carlo De Marchis, Founder, FACTORY63 and Strategic Advisor, Cleng and BuzzMyVideos e noto da un trentennio come evangelizzatore anche nello sport broadcast.
“La cross contaminazione”, ha detto subito, “tra lo sport puro e l’entertainment è una necessità per raggiungere un’audience più vasta oggi. Questa è una svolta.”
La sua approfondita analisi ha indicato in generale 7 tendenze: l’Importanza dei Diritti Sportivi, l’Influenza Disruptive dello Streaming, la Strategia di DAZN, il Coinvolgimento dei Big Tech, la crescente importanza dell’”original storytelling”, i nuovi canali AVOD e FAST e la Controffensiva delle PayTV.
Ha poi indicato alcuni esempi di uso interessante di “innovazione” dal taglio internazionale, citando Pique Kings League, Wrexham AFC con Ryan Reynolds, Women Sports, Apple MLS deal, e gli Esports (indicandoli in calo).
Per il tema di grande interesse, l’AI, ha analizzato l’impatto sul mondo della creazione e distribuzione dei contenuti nello sport e media in generale, cercando di cogliere le varie modalità con cui, soprattutto la Generative AI, potrebbe cambiare il nostro modo di operare, per gli utenti finali ma anche gruppi media o i vendor, per i creatori, le aziende che creano applicazioni e per i DEEP CODE, per sistemi prettamente AI-based.
Un esempio, un sistema che, partendo da highlight e dati del match, ricrea commento audio con la voce di un noto commentatore inglese e crea il testo in automatico al momento giusto nel video.
“Tutto è molto rudimentale” ha concluso De Marchis, “ma può accelerare la creazione di contenuti nelle mani di persone esperte. Secondo me, adesso è il momento di studiare e capire al meglio cosa può e non può dare questo tipo di AI, considerando anche rischi e storture”.
Il passaggio al CLOUD in ambito sports broadcast
Una parte della discussione ha sollecitato i partecipanti ad esprimere i loro punto di vista sulla disponibilità o meno della produzione in cloud.
Giovanni Pippia di Dorna, ha risposto che “Ci siamo già in parte nel cloud, ci crediamo al 100% e lo esternalizzeremo quando potremo gestire tutti li segnali di cui abbiamo bisogno.
Oggi stiamo lavorando molto in questa direzione con TATA Communication, nostro partner principale, assieme a Grass Valley”.
Andrea Gianolli, One Tv, ha sottolineato che: “Sì, il cloud è il futuro, ma che oggi ancora non c’è. Il problema che sta frenando questo tipo di sviluppo è che il sistema dei motori oggi in cloud ancora non ha l’affidabilità sufficiente per poter contare su l’elaborazione totale in cloud. É una questione di sicurezza, oltre che di opportunità.
Quella è sicuramente la strada e determinati processi del segnali video audio e comunicazioni saranno del tutto in cloud o in configurazione mista, ma non oggi, perché oggi non è ancora così affidabile per garantire il prodotto finale: ci sono ancora rischi che bisogna assumersi”.
Ivan Pintabona, NVP, ha concluso dicendo: “Abbiamo testato un workflow con tecnologie in cloud con ottimi risultati e con 14 segnali, ma serve un passo in tale direzione da parte dalle maestranze, anche per un cambio di mentalità”.
Blending Creativity and Innovation: The intersection of technology and storytelling
Omar Schillaci, Vicedirettore Sky TG24, Sky Italia ha introdotto l’ultimo panel sulle intersezioni tra tecnologia e la possibilità di creare racconti più nuovi, immersivi e partecipativi.
Anche sottolineando la necessità di adeguarsi alle abitudini di chi guarda, Vincenzo Lagattolla, Head of Creative Hub, Sky Italia, ha affermato che: “Sono tecnologie a disposizione di tutti, la produzione di contenuti da parte dall’utente ela realtà virtuale aiuteranno a superare gli standard precedenti e ci supporteranno nel cercare un nuovo linguaggio alimentato dalle nuove tecnologie”.
“La virtualità permette oggi, con strumenti che derivano dai video giochi, di cambiare lo storytelling. Noi (broadcaster) abbiamo una responsabilità nel mantenere un livello alto, diverso dai contenuti generati dagli utenti” .
“L’AI nello specifico ci può dare l’opportunità di semplificare e velocizzare processi editoriali e produttivi”.
Massimo Bertolotti, Communication & Infrastructure Senior Director, Sky Italia
Ha sottolineato alcune problematiche, come il trattamento dati personali, la necessità di una certa regolamentazione dell’AI, e come la rivoluzione non sia contenibile anche in ambito “fake news”.
“Tutto è connesso”, ha detto, “siamo istantanei su ogni cosa. Sfruttare al massimo le informazioni a disposizione ci aiuterà a focalizzare meglio cosa chiedere. Vedo due problemi: i costi dell’energia della capacità computazionale non son banali, e l’output finale di queste info, che mettono insieme dati che già esistono e non sempre sono liberi da diritti d’autore.Se togliamo dalla fonte l’elemento sbagliato, usiamo l’AI generativa per guidarci e per completare la nostra attività; altrimenti è una soluzione che va a creare problemi”.
Marco di Concetto, Head TV Production Systems Technologies, Mediaset
“La tecnologia ci viene incontro,” ha detto, “con ecosistemi che ci consentono di realizzare all’ultimo momento e anche in condizioni estreme, un contenuto di ottima qualità”.
Ad esempio il 5G, anche con le tecnologie di network slicing, permette di produrre video in 4:2:2 a 10 bit, di qualità televisiva, estremamente dignitoso.
L’AI aiuta moltissimo per creare “cose” sempre più realistiche, in modalità diverse, ma anche sempre più intelligenti e adatte al target.
“Da una storia e un solo outlet”, ha concluso, “possiamo passare a una storia su molteplici outlet. L’AI aggrega video più disparati, aiuta il giornalista e rende anche possibile adattare – più o meno automaticamente – il contenuto narrativo e distribuirlo su vari outlet diversi, web, social, radio, etc. Le tecnologie si stanno evolvendo verso sistemi incentrati sulla creazione del racconto”.
Claudia Severino, Director In-Partnership/All News Productions, Mediaset
Specializzata in innovazione tecnologica ha espresso una sua riflessione editoriale su come la tecnologia impatta sullo storytelling, sul linguaggio e sul racconto.
Con filmati di esempio, ha indicato un focus su due direttrici: la tecnologia ha reso la narrazione più immersiva e più diffusa. Inoltre, la narrazione è diventata più vitale e coinvolgente attraverso contenuti virtuali.
“Si tratta di un cambiamento importante”, ha concluso, “che ha sdoganato l’”imperfezione” a favore del contenuto in sé e ha liberato la creatività”.
Driving Success: Women leading the way in technology
Rossella de Vivo, Production & Creative Hub Director, Sky Italia, ha moderato il panel al femminile chiedendo subito il parere di Scilla Signa, CEO, Bridge the Gaps & Founder, Hackher, che ha cercato di individuare gli stereotipi che potrebbero inibire il mondo femminile rispetto all’adozione di una carriera in aree tecnologiche.
La risposta è stata che le ragazze delle scuole superiori di alcune delle maggiori città italiane sono totalmente inconsapevoli di quale sia il mondo della tecnologia, rispecchiando il mondo della scuola che manca del tutto di formatori.
A Mara Tanelli, Full Professor of Automatic Control, Politecnico di Milano, Rossella De Vivo ha chiesto quali siano le aspirazioni al femminile del mondo universitario e cosa mette in campo il Politecnico per supportare un loro percorso anche nel mondo del lavoro.
La risposta è stata che sono ancora gli stereotipi culturali “gender driven” a guidare la scelta con alcune facoltà, quasi esclusivamente maschili così come certe professioni.
Quindi si cerca di lavorare sul tema della narrativa dell’ingegneria al femminile e della trasversalità della donna nel mondo della tecnologia, cercando di fare emergere la validità dei ruoli femminili, celebrandoli nei media e creando programmi di mentoring presso le aziende.
Ilaria Cortese, Talent, Development and Diversity&Inclusion Director, Sky Italia, ha parlato di inserimento delle donne in azienda delle aspirazioni e i timori che si vedono, e come incoraggiarle nella loro crescita professionale.
Ha sottolineato la sfida che riflette la mancanza di auto consapevolezza restituita nelle cifre che indicano che malgrado il personale che entra è al 50% femminile, solo un 25% va avanti a crescere. L’analisi del “perché” e del “dove si fermano”, dimostra una percezione di sé non chiara nella carriera: “La motivazione al potere, non è il potere in sé”, ha detto “e in pratica lo schema di gioco di carriera di un uomo è ancora molto diverso da quello di una donna, che non sa quanto sia forte il suo potere di cambiare il mondo anche solo salendo un gradino in più”.
Sky ha messo in campo apposite strategie di auto consapevolezza e uso del networking per un programma di mentoring.
Gabriella Vacca, CTO, Sky Italia & Group Director of Enterprise Technology Solutions ha chiuso il panel spiegando che il mindset di guida in un percorso di successo in vari contesti internazionali è stato il “problem solving”, partendo dal proprio vissuto personale per poi arrivare a quello dell’azienda.
“Per superare il gender gap” ha concluso, “è necessaria una sensibilità ancora maggiore di tutti e da parte del singolo ci vuole determinazione”.
Alla domanda riassuntiva finale di Rossella De Vivo su “quali caratteristiche la donna debba sfoggiare per fare carriera nel mondo tecnologico di oggi”, le risposte sono state: passione, determinazione, auto consapevolezza, self vision, “dare la tara al bias”, ma anche un po’ di leggerezza e menefreghismo!












