ST 2110 e cloud: la produzione TV cerca un ponte ST 2110 e cloud: la produzione TV cerca un ponte
Le infrastrutture IP non compresse e le piattaforme cloud sono destinate a convivere. Secondo Open Broadcast Systems, la chiave per collegare questi due mondi... ST 2110 e cloud: la produzione TV cerca un ponte

Le infrastrutture IP non compresse e le piattaforme cloud sono destinate a convivere. Secondo Open Broadcast Systems, la chiave per collegare questi due mondi è nella combinazione tra compressione video, protocollo SRT e sistemi di codifica ad alta densità.

Lo standard SMPTE ST 2110 ha profondamente trasformato il settore broadcast, diventando la base tecnologica di numerose infrastrutture di produzione televisiva e di grandi eventi internazionali, dalle Olimpiadi ai Mondiali di calcio. Ma la progressiva affermazione del cloud sta introducendo nuove esigenze e imponendo una riflessione sull’evoluzione delle architetture produttive.

Secondo Open Broadcast Systems, specialista britannico nelle soluzioni di codifica e trasporto video professionale distribuito in Italia da Videosignal srl , il futuro non sarà necessariamente caratterizzato dalla sostituzione delle infrastrutture locali con il cloud, quanto piuttosto dalla loro integrazione.

Il cloud offre infatti vantaggi importanti, soprattutto in termini di flessibilità e ottimizzazione delle risorse. Le emittenti possono attivare capacità di elaborazione soltanto quando necessario, evitando di mantenere costantemente disponibili apparecchiature utilizzate in modo discontinuo. È il caso delle produzioni sportive, spesso concentrate nei fine settimana, che richiedono infrastrutture considerevoli ma soltanto per periodi limitati.

Il problema è collegare efficacemente questi due ambienti.

Lo standard ST 2110 prevede il trasporto di flussi audio e video non compressi su reti IP, con requisiti di banda particolarmente elevati. Trasferire direttamente questi segnali verso il cloud può richiedere centinaia di gigabit, se non terabit al secondo, rendendo economicamente e tecnicamente difficile un’elaborazione su larga scala.

La soluzione passa quindi attraverso la compressione dei segnali prima del loro trasferimento verso le piattaforme cloud.

Dallo studio al cloud con SRT

Open Broadcast Systems propone un’architettura nella quale i segnali ST 2110 vengono acquisiti attraverso sistemi controllati mediante le specifiche NMOS, compressi a bitrate indicativamente compresi tra 10 e 50 Mbit/s e successivamente trasportati su Internet utilizzando SRT (Secure Reliable Transport).

Il protocollo permette di gestire il trasporto video su reti non amministrate, compensando la perdita di pacchetti e contribuendo a mantenere affidabile la trasmissione anche in condizioni di connettività non ideali.

Una volta arrivati nel cloud, i segnali possono essere elaborati, mixati, integrati con contributi grafici e sottoposti ad altre operazioni di produzione. Al termine del processo, i contenuti vengono nuovamente decodificati e riconvertiti in ST 2110, per rientrare nelle infrastrutture broadcast tradizionali.

In questo scenario assume un ruolo centrale la piattaforma C-200 di Open Broadcast Systems, un sistema di codifica e decodifica ad alta densità, disponibile sia come soluzione software sia su hardware dedicato, che supporta ST 2110, NMOS e SRT.

La società ha ulteriormente sviluppato questa impostazione introducendo, nel febbraio 2026, il supporto alle connessioni Ethernet da 200 Gbit/s, per aumentare la capacità di elaborazione simultanea dei flussi video.

Naturalmente, l’adozione di architetture ibride richiede di valutare attentamente latenza, qualità della compressione, costi di connettività e affidabilità complessiva.

La prospettiva è comunque chiara: ST 2110 e cloud non sono tecnologie concorrenti, ma componenti complementari di un modello produttivo sempre più flessibile. In questo contesto, encoder e decoder diventano elementi strategici per consentire alle emittenti di sfruttare il cloud senza rinunciare agli investimenti già effettuati nelle infrastrutture IP non compresse.

redazione milano