La produzione virtuale di Sony La produzione virtuale di Sony
Presentata ufficialmente all’ultimo IBC, è già disponibile la soluzione Virtual Production che permette di realizzare lo streaming di eventi in diretta con riprese multicamera,... La produzione virtuale di Sony

Presentata ufficialmente all’ultimo IBC, è già disponibile la soluzione Virtual Production che permette di realizzare lo streaming di eventi in diretta con riprese multicamera, sfruttando unicamente i servizi cloud di Sony.

Le soluzioni per le produzioni televisive che sfruttano collegamenti in rete cellulare o Internet sono state al centro dei due eventi organizzati a Milano e Roma da Sony lo scorso novembre. Alle soluzioni destinate principalmente ai broadcaster tradizionali, IP Live e XDCam Air, si è aggiunta recentemente la soluzione Virtual Production che può essere validamente impiegata per lo streaming video live su social media come YouTube e Facebook.

La particolarità della soluzione Virtual Production consiste nel fatto di non richiedere alcun investimento in infrastrutture e apparecchiature particolari, se si escludono le telecamere, fattori che la rendono particolarmente interessante per la diffusione in diretta di eventi “minori”, come possono essere incontri sportivi di secondaria importanza, conferenze o manifestazioni di vario genere.

In linea di principio, anche un telefono cellulare di ultima generazione potrebbe essere impiegato in simili situazioni, ma i limiti sono rappresentati dalla scarsa dinamicità delle riprese (un solo punto di vista), dalla qualità dell’audio e dall’impossibilità di aggiungere elementi grafici, tutti limiti superabili con Virtual Production.

Fino a sei telecamere HD possono essere collegate in wi-fi o rete cellulare al mixer video e audio virtuale, accessibile con un qualsiasi browser web. Il mixer virtuale integra due clip player, uno still store, due keyer per logo e titoli, oltre a effetti DVE come il PiP. Lo streaming video può essere distribuito su tre canali contemporaneamente – YouTube Live, Facebook live o altre reti di distribuzione di contenuti – con un bitrate massimo di 10 Mbps e risoluzione di 720/1080 a 25p.

Per garantire il massimo della qualità possibile in funzione della banda a disposizione, Virtual Production può sfruttare la tecnologia QoS (Quality of Service) di Sony, già ben collaudata con la soluzione XDCam Air sviluppata per la produzione di notiziari. Questa tecnologia si basa su tre elementi chiave: ARC (Adaptive Rate Control), Real-Time ARQ (Automatic Repeat reQuest) e Adaptive FEC (Forward Error Correction).

In sostanza, grazie alla comunicazione bidirezionale con le telecamere che supportano questa tecnologia, ARC permette di impostare il bitrate dello streaming in uscita in funzione della qualità del collegamento alla rete. Inoltre, ogni pacchetto dati dello streaming è identificato da un numero e da un codice temporale e, nel caso di mancata ricezione di un pacchetto, viene inviata una richiesta di re-invio, gestita dalla funzione Real-Time ARQ. Questa è in grado di determinare il tempo necessario perché la richiesta dei pacchetti mancanti sia soddisfatta e, nel caso non fosse sufficiente, si ricorre alla Adaptive FEC, il sistema di correzione degli errori che comporta l’aggiunta di dati di controllo prima dell’invio di ciascun gruppo di pacchetti, la cui dimensione può variare sempre in funzione della banda disponibile. Tutto ciò comporta un ritardo fra la ricezione dei pacchetti e la trasmissione in streaming che è normalmente di tre secondi, in grado però di assicurare la fluidità del video anche con il 30% di perdita dei pacchetti inviati.

Le risorse necessarie per l’operatività del mixer virtuale sono rese disponibili dalla piattaforma Amazon Web Services che garantisce la sincronizzazione fra audio e video e la commutazione fra le diverse sorgenti con l’accuratezza del frame. L’integrazione con il servizio Ci di Sony permette anche la registrazione dei singoli stream, utilizzabili per la realizzazione di un successivo montaggio.

Inoltre, il mixer virtuale può essere accessibile da più operatori, separando quindi il compito della gestione del video da quello dell’audio o della grafica. Quest’ultima è decisamente essenziale, ma è possibile ricorrere alla piattaforma web singular.live per realizzare titolazioni di qualità broadcast.

La soluzione Virtual Production è stata già utilizzata anche per eventi di una certa rilevanza, come il Red Bull Alpenbrevet. Il costo del servizio varia a seconda del numero di ore utilizzate e parte da 300 euro al mese con quattro ore di produzione live incluse a cui vanno aggiunti 100 euro per ogni ora supplementare.

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Mauro Baldacci