Respinto il ricorso di Assange, l’estradizione è più vicina
AttualitàGiornalismoMedia 16 Marzo 2022 Piero Ricca
La Corte Suprema britannica ha respinto il ricorso del fondatore di Wikileaks contro la sua estradizione negli Stati Uniti, dove lo attende un processo per la rivelazione di migliaia di documenti riservati.
Secondo un portavoce della Corte Suprema, il ricorso è stato rifiutato in quanto non sollevava “nessuna questione di diritto che era possibile discutere”.
Il mediattivista australiano, che è attualmente detenuto nel Regno Unito, è perseguito dalla giustizia americana per la diffusione, a partire dal 2010, di oltre 700.000 documenti riservati sulle attività militari e diplomatiche americane, in particolare in Iraq e Afghanistan.
Nel gennaio 2021 la giustizia britannica si era pronunciata contro l’estradizione di Assange in Usa, affermando che sussisteva un rischio di suicidio, a causa delle sue delicate condizioni psicofisiche.
Lo scorso dicembre l’Alta Corte di Londra aveva però ribaltato la decisione, fidandosi delle rassicurazioni provenienti dalle autorità degli Stati Uniti.
Assange ha poi ottenuto, lo scorso 24 gennaio, l’autorizzazione ad impugnare il verdetto davanti alla Corte Suprema.
Il dossier torna ora sul tavolo del ministro dell’Interno, per il nulla osta definitivo all’estradizione, atteso entro poche settimane.
















