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Come BeeLab S.r.l. ha trasformato una pista di ghiaccio in una venue per sport da combattimento pronta per la trasmissione grazie a un workflow... Ridefinire le Regole del Ring

Come BeeLab S.r.l. ha trasformato una pista di ghiaccio in una venue per sport da combattimento pronta per la trasmissione grazie a un workflow integrato Blackmagic Design.

Alla fine della primavera, il Courmayeur Sport Center, una pista di ghiaccio ancora operativa situata in Valle d’Aosta, ha ospitato la 28ª edizione di Oktagon, uno dei gala di arti marziali più longevi d’Europa. Con 15 incontri di alto profilo, tra cui quattro match per il titolo mondiale ISKA, e un pubblico globale collegato via DAZN, le aspettative in termini di produzione erano elevate.

Il brief era semplice nell’obiettivo ma complesso nella realizzazione: trasformare un’arena del ghiaccio attiva, senza interromperne le normali operazioni, in un ambiente di trasmissione affidabile e completamente ridondante. BeeLab Srl, il team responsabile della produzione video, con il supporto del rivenditore Manco, ha ideato una soluzione OB van doppia basata su un’infrastruttura Blackmagic Design.

Con una differenza di temperatura di 15 gradi tra interno ed esterno, la condensa rappresentava un rischio per i cavi e le attrezzature.

“La base del nostro setup era il ghiaccio, coperto da un sottile tappeto isolante”, ha spiegato Enrico Beltramo, direttore tecnico di BeeLab. “Abbiamo dovuto ripensare da zero il passaggio dei cavi e la ridondanza dei segnali.”

La disposizione delle camere e del pubblico vincolava ovviamente il passaggio cavi.
“Per evitare problemi di segnali causati dall’umidità e dalle basse temperature a terra, tutti i cavi sono stati sollevati o sigillati. E anche così, abbiamo separato i percorsi di segnale e alimentazione per precauzione”, spiega Beltramo.

Ingegneria sotto pressione

Il team di BeeLab ha impiegato due OB van con compiti distinti ma perfettamente sincronizzati. L’unità principale, “OB-VAN Kenobi”, gestiva acquisizione, switching, routing, controllo camera e audio. Un secondo mezzo era dedicato a grafiche, replay, playout e streaming delle sezioni non trasmesse su DAZN.

Al centro del sistema c’era un ATEM Constellation 4 M/E 4K, scelto per la sua capacità di gestione delle sorgenti e la flessibilità del multiview. Il controllo era affidato a un ATEM 1 M/E Advanced Panel 10, con quattro feed multiview indirizzati a regista, tecnico video, operatore replay e light designer.

“L’ATEM ci ha permesso di gestire transizioni complesse, grafiche animate e contenuti multimediali stratificati senza sovraccaricare i sistemi esterni”, aggiunge Beltramo.
La copertura principale dei match era affidata a tre URSA Broadcast G2 collegate via fibra SMPTE, mentre gli angoli secondari erano ripresi da Studio Camera 4K Pro, una Pocket Cinema Camera 6K G2 su gimbal wireless, una Micro Studio Camera 4K G2, camere PTZ e un drone.

I segnali erano distribuiti tramite Blackmagic Camera Fiber Converter e Studio Converter, offrendo 12G-SDI bidirezionale, tally, alimentazione e intercom. Tutti i cablaggi SMPTE sono stati sollevati dal pavimento ove possibile. “Ogni cavo sul ghiaccio era un rischio”, ha detto Beltramo. “Abbiamo privilegiato percorsi sospesi e una presenza a terra minima.”

Tutti i segnali video arrivavano all’OB per monitoraggio, registrazione ISO e output multiview. La distribuzione era gestita tramite uno Smart Videohub 40×40 12G, con un router 20×20 dedicato a ritorni e linee di failover.

Per proteggersi da eventuali guasti, il team ha installato linee in fibra doppie su percorsi fisicamente separati. I convertitori Blackmagic 2110 IP fornivano ridondanza ibrida SDI/IP per i collegamenti critici. “Il nostro schema di routing doveva supportare non solo la regia live, ma anche diversi ritorni, tra cui DAZN, i LED wall, le postazioni di commento, l’ingest ISO”, ha spiegato Beltramo.

La trasmissione finale è stata realizzata tramite LiveU LU800, con LU600 come backup, entrambi instradati attraverso i server Eitower verso il master control DAZN. Compressione e latenza erano gestite attivamente dal team di trasmissione BeeLab.
Il replay era gestito da un sistema BLT personalizzato di BeeLab, che acquisiva quattro segnali SDI per i momenti salienti tra i round. I contenuti LED erano gestiti con Resolume Arena, instradati tramite un ATEM Mini Extreme ISO, mentre il playout statico di uno spot pubblicitario era affidato a un HyperDeck Shuttle HD. Una Workstation vMix era dedicata a grafiche, loop sponsor e countdown, mentre un’altra gestiva il Lead Card (incontri preliminari) trasmessi in streaming separatamente dal feed principale DAZN.
La gestione dell’alimentazione includeva UPS nel van principale per 30 minuti di autonomia e sistemi portatili Bluetti per l’alimentazione di nodi remoti per diverse ore, scelti per la loro silenziosità e flessibilità.

Dalla diretta allo storytelling

Oltre alla produzione live, BeeLab ha collaborato con l’agenzia di produzione video Primo Piano Italia alla realizzazione di un trailer breve in stile cinematografico e di un contenuto branded per fini promozionali. Il lavoro di post è stato curato da Alessandro Mainetti, che ha gestito montaggio, color grading e delivery interamente all’interno di DaVinci Resolve.
“Durante l’evento, i feed Program Out e Clean venivano registrati su HyperDeck Studio 4K Pro in ProRes 422, mentre l’ATEM SDI Extreme ISO acquisiva sei flussi ISO camera in H.264, generando automaticamente un progetto DaVinci Resolve con timeline multicamera già sincronizzata,” racconta Beltramo.
Ed aggiunge, “Non appena terminato l’evento, Mainetti ha potuto aprire il progetto Resolve e iniziare subito il montaggio, con tutti gli angoli camera, i tagli, il timecode e l’audio già al loro posto.”

Riflettendo sul modello produttivo, Beltramo sottolinea il valore di un sistema integrato e modulare. “Abbiamo costruito un workflow solido e agile. Ci ha permesso di trasformare una venue senza infrastrutture fisse in uno studio televisivo operativo.”

Questa flessibilità, dice, ha un valore che va ben oltre questo singolo evento. “Tanti sport di seconda e terza fascia hanno storie coinvolgenti e pubblici in crescita, ma sono stati esclusi da produzioni di qualità per via dei costi. Con questo setup, possiamo portare infrastrutture di livello broadcast senza la complessità né i costi del modello OB tradizionale.”

redazione milano