Quando la CDN si ferma, lo streaming non può aspettare Quando la CDN si ferma, lo streaming non può aspettare
CDNetworks spiega perché affidarsi a una sola rete di distribuzione dei contenuti può diventare un rischio e come una CDN di backup possa garantire... Quando la CDN si ferma, lo streaming non può aspettare

CDNetworks spiega perché affidarsi a una sola rete di distribuzione dei contenuti può diventare un rischio e come una CDN di backup possa garantire maggiore continuità ai servizi digitali.

La crescente diffusione dello streaming, delle piattaforme OTT e dei servizi online rende sempre più importante garantire la continuità nella distribuzione dei contenuti. Anche le infrastrutture più affidabili, tuttavia, possono subire interruzioni, congestioni o problemi localizzati. E quando a fermarsi è una Content Delivery Network (CDN), le conseguenze possono coinvolgere contemporaneamente milioni di utenti.

Distribuzione video attraverso più CDN

È da questa considerazione che parte CDNetworks, sottolineando l’importanza di affiancare alla CDN principale una seconda infrastruttura, pronta a intervenire in caso di necessità.

Una CDN distribuisce i contenuti attraverso una rete di server geograficamente dislocati, avvicinandoli agli utenti finali e riducendo i tempi di accesso. È un elemento essenziale per i servizi video, soprattutto quando occorre gestire grandi volumi di traffico, come durante eventi sportivi in diretta o trasmissioni particolarmente seguite.

Il limite di affidarsi a un solo operatore

La presenza di una sola CDN, per quanto efficiente, introduce un elemento di vulnerabilità. Un guasto, un attacco informatico o un improvviso aumento del traffico possono compromettere la qualità del servizio o renderlo temporaneamente indisponibile.

Come funziona il failover tra due CDN

La soluzione consiste nell’adottare una strategia di ridondanza, predisponendo una CDN alternativa alla quale trasferire il traffico quando quella principale incontra difficoltà.

I vantaggi non riguardano soltanto la gestione delle emergenze. Una seconda CDN permette anche di migliorare le prestazioni in determinate aree geografiche, distribuire più efficacemente i carichi e ridurre la dipendenza commerciale e tecnologica da un unico fornitore.

Dal backup al modello multi-CDN

L’evoluzione naturale di questo approccio è l’architettura multi-CDN, nella quale due o più reti possono operare contemporaneamente, con sistemi di gestione del traffico capaci di selezionare quella più adatta in funzione delle prestazioni e della disponibilità.

Architettura generale di una CDN

Per gli operatori streaming questo significa poter mantenere una maggiore stabilità nella distribuzione video, limitando buffering, interruzioni e peggioramenti della qualità percepita dagli spettatori.

Naturalmente, disporre di una seconda CDN non è sufficiente. Occorre verificare la compatibilità delle configurazioni, predisporre meccanismi di commutazione automatica (failover) e soprattutto effettuare test periodici. Anche i server di origine devono essere dimensionati per sostenere eventuali cambiamenti nella distribuzione del traffico.

La proposta di CDNetworks

CDNetworks propone la propria infrastruttura come soluzione di backup, puntando sulla compatibilità con le principali architetture esistenti e sulla possibilità di integrare i sistemi di gestione del traffico senza modificare radicalmente le applicazioni.

La rete mondiale di CDNetworks

Secondo i dati dichiarati dall’azienda, la rete comprende oltre 3.000 punti di presenza in più di 90 Paesi e regioni, con una capacità complessiva superiore a 200 Tbps.

La proposta comprende strumenti di configurazione automatizzata, integrazione con sistemi DNS e GSLB, supporto tecnico e modelli tariffari pensati anche per un impiego prevalentemente di riserva.

Per broadcaster, piattaforme OTT e fornitori di servizi digitali, il tema va oltre la semplice disponibilità di banda: la resilienza della distribuzione sta diventando parte integrante della qualità del servizio. E una CDN di backup, adeguatamente configurata e collaudata, può rappresentare un investimento importante per evitare che un problema di rete si trasformi in un’interruzione delle trasmissioni.

redazione milano