Apple reinventa il Mac Pro
Articoli 2011-2014 14 Giugno 2013 redazione milano
Un cilindro di alluminio nero racchiude il nuovo computer desktop della Mela presentato in anteprima all’annuale conferenza degli sviluppatori Apple.
Contravvenendo a una prassi consolidata con il ritorno di Steve Jobs alla guida di Apple, il suo successore Tim Cook ha scelto di presentare con diversi mesi di anticipo sulla data di effettiva disponibilità il nuovo Mac Pro. L’annuncio è stato fatto nel corso del keynote che ha aperto i lavori della World Wide Developer Conference, l’appuntamento che ogni anno Apple dedica agli sviluppatori di applicazioni . La decisione di anticipare l’annuncio è stata molto probabilmente dettata dall’esigenza di tranquillizzare gli sviluppatori di applicazioni professionali che cominciavano a nutrire qualche dubbio sull’effettiva volontà di Apple di essere presente nel mercato delle workstation.
Quel che colpisce di più del nuovo Mac Pro è certamente la forma, un cilindro alto 25 centimetri con un diametro di 16, non proprio l’ideale per il montaggio a rack. La forma cilindrica è giustificata dalla scelta di utilizzare un’enorme aletta di raffreddamento a forma di prisma triangolare che occupa la maggior parte dello spazio interno e sulle cui tre facce verticali sono disposte le tre schede principali, due delle quali ospitano le GPU AMD FirePro responsabili della sezione grafica. Un’unica ventola posta sulla parte superiore provvede alla circolazione dell’aria aspirata dal basso. 
Pochi i dettagli finora resi noti: i nuovi Mac Pro utilizzeranno processori Intel Xeon E5 in configurazione fino a 12 core, memoria RAM DDR3 a 1.866 MHz e un’unità a stato solido PCIe al posto del classico hard disk, rispetto al quale dovrebbe garantire prestazioni fino a 10 volte superiori in termini di velocità mentre per quanto riguarda la capacità tutto dipende da quanto si è disposti a spendere. La connettività è garantita dalla presenza di quattro porte USB 3, una doppia porta Gigabit Ethernet, una porta HDMI 1.4 e ben sei porte Thunderbolt 2 oltre agli ingressi e uscite per l’audio.
Se si esclude la possibilità di aggiungere memoria RAM o di sostituire l’unità a stato solido con una di maggior capacità, il nuovo Mac Pro non offre alcuna possibilità di espansione interna, limitazione non da poco per un computer di classe workstation. Le sei porte Thunderbolt2 permettono sì di collegare fino a 36 dispositivi, compresi tre monitor con risoluzione fino a 4K, ma questo significa dover utilizzare un buon numero di dispositivi esterni e relativi cavi per riuscire a collegare tutto il necessario. In particolare, se fosse necessario utilizzare schede PCIe, come le Red Rocket o le schede di acquisizione video come quelle di Aja e BlackMagic, sarà necessario dotarsi di uno chassis d’espansione, oggetto alquanto costoso.
Come accennato in precedenza, Apple ha scelto AMD per la sezione grafica e, almeno per il momento, non si parla di versioni del Mac Pro con schede NVIDIA, oggi richieste da diverse applicazioni per il video e l’animazione 3D, applicazioni che dovranno quindi essere aggiornate per poter essere utilizzate con i nuovi Mac Pro. Per inciso, le schede grafiche NVIDIA equipaggiano tutti i più recenti MacBook Pro e iMac e sviluppare applicazioni solo per uno specifico modello, oltretutto molto costoso, non sempre è conveniente per una software house.
Nessuna data è stata ancora fissata per l’inizio della commercializzazione: Apple si limita a dichiarare che il Mac Pro di prossima generazione sarà disponibile nel corso dell’anno. Nessuna indicazione anche per quel che riguarda il prezzo che sarà molto probabilmente ben superiore a quello dei modelli che andrà a sostituire.
http://www.apple.com/mac-pro/










