La rivoluzione del video digitale
Articoli 2011-2014 23 Agosto 2013 redazione milano
L’avvento del video digitale ha realmente rivoluzionato la produzione e la diffusione dei filmati professionali e amatoriali. Ma che differenza ha portato rispetto al video analogico. In un articolo che sarà pubblicato sulla rivista MonitoR in distribuzione all’IBC e all’IBTS in settembre facciamo il punto della situazione. Ecco un estratto dell’incipit del lungo articolo.
Il video digitale è un modo di trattare le immagini video in un formato digitale e non analogico. Il segnale stesso è quindi rappresentato da sequenze opportunamente formattate di bit e l’elaborazione, la connessione, la ripresa e la riproduzione avvengono secondo standard che nulla hanno a che vedere con il video analogico che lo ha storicamente preceduto. La diffusione del video digitale è ormai quasi totale e il video analogico è quasi scomparso sia in ambito professionale sia in ambito consumer.
In ambito professionale, il primo tipo di interfaccia utilizzata, secondo la raccomandazione ITU-R BT.656, è di tipo parallelo. I cavi erano costituiti da 11 doppini, 10 per ciascuno dei bit relativi all’informazione video più uno per il clock a 27 MHz. La raccomandazione prevedeva l’uso di connettori D-Sub a 25 contatti.
La lunghezza del cavo era un fattore limitante di questo tipo di connessione, potendo raggiungere solo 50 m senza equalizzazione e 200 m con appropriata equalizzazione.
Un tipo di interfaccia più evoluta, la SDI, specificata dalla stessa ITU-R BT.656 prevede invece l’uso dagli stessi cavi coassiali da 75 ohm utilizzati in ambito analogico. Questo semplifica grandemente l’integrazione tra i due tipi di segnale e riduce di molto i costi di cablaggio, nonché lo spazio e il peso dei cavi stessi. Per distanze lunghe, è anche possibile il trasporto su fibra ottica
In campo domestico e amatoriale, le interfacce più comuni per il video digitale sono la FireWire e la più recente HDMI, concepita in particolare per collegare televisori e monitor ad alta definizione.
L’ARTICOLO CONTINUA SU MONITOR A SETTEMBRE










