Radio, tv, web. La voce del Papa è un’impresa da 500 addetti  che assorbe il 15% del budget della Santa Sede Radio, tv, web. La voce del Papa è un’impresa da 500 addetti  che assorbe il 15% del budget della Santa Sede
Vatican News ha intervistato il nuovo prefetto della Segreteria per l’Economia, padre Juan Antonio Guerrero Alves, che lo scorso novembre è succeduto al cardinale... Radio, tv, web. La voce del Papa è un’impresa da 500 addetti  che assorbe il 15% del budget della Santa Sede

Vatican News ha intervistato il nuovo prefetto della Segreteria per l’Economia, padre Juan Antonio Guerrero Alves, che lo scorso novembre è succeduto al cardinale George Pell. Nell’intervista è svelato per la prima volta l’ammontare delle tasse che la Santa Sede paga all’Italia: 17 milioni di euro.

“Tra il 2016 e il 2020 sia le entrate che le uscite sono state costanti. Le entrate intorno ai 270 milioni. Le spese in media intorno a 320 milioni, a seconda dell’anno. Le entrate derivano da contributi e donazioni, rendimenti degli immobili e in misura minore dalla gestione finanziaria e dalle attività degli Enti. Un contributo importante è quello del Governatorato dello Stato Città del Vaticano; e dipende in larga (ma non esclusiva) misura dai Musei oggi chiusi e nella restante parte dell’anno in probabile difficoltà per la ripresa che sarà lenta”.

“Se guardo solo ai numeri e alle percentuali – prosegue il prefetto Guerrero Alves – potrei dire che le uscite si distribuiscono più o meno così: 45% personale, 45% spese generali e di amministrazione e 7,5% donazioni. O potrei dire che il deficit (la differenza fra entrate e uscite) negli ultimi anni ha oscillato fra 60 e 70 milioni”.

Una voce significativa del “bilancio di missione”, è il lavoro di comunicazione in 36 lingue. “Attraverso la radio, la tv, il web, i social, un giornale, una tipografia, una casa editrice, la sala stampa (e così via) è una impresa che non ha eguali al mondo”, spiega Guerrero Alves. Un’impresa con costi e ricavi. “Assorbe circa il 15 per cento del budget. Ci lavorano più di 500 persone”.

L’INTERVISTA INTEGRALE

redazione milano