Intel Studios a Venezia con i film volumetrici Intel Studios a Venezia con i film volumetrici
Intel è protagonista alla 77esima Mostra internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, inaugurata il 2 settembre, con un modo completamente nuovo di intendere... Intel Studios a Venezia con i film volumetrici

Intel è protagonista alla 77esima Mostra internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, inaugurata il 2 settembre, con un modo completamente nuovo di intendere tecnologia cinematografica e tecnica narrativa.

Lo strumento con il quale si presenta nella sezione Venice VR Expanded, realizzato negli Intel Studios, è la nuova forma dei film volumetrici, nei quali lo spazio viene imbrigliato dalla videocamera per lasciare piena espressione narrativa al tempo e alla stratificazione delle storie sui luoghi in cui avvengono.

Il direttore di Intel Studios Diego Prilusky spiega: “Con esperienze uniche basate sulla possibilità di movimento nei sei gradi di libertà (6DoF) come in “ARK” o con la capacità di mettere insieme scene relative a diversi piani temporali, stiamo dando inizio ad una nuova era di creazione di contenuti ed esperienze immersive, utilizzando la rivoluzionaria ripresa volumetrica e le capacità di produzione di Intel Studios”.

I personaggi vivono il medesimo luogo in tempi differenti e grazie a questa comunanza diventano storia in sé. ‘Here’, ad esempio, è una storia nella quale “il protagonista è più un ambiente che una persona. La narrazione immersiva in realtà virtuale invita gli spettatori a riflettere sulle esperienze umane attraverso le generazioni“.

La nuova generazione di tecnologie di ripresa cinematografica e di produzione rende possibile la trasformazione del contenuto registrato in un contenuto di realtà virtuale, realtà aumentata e sei gradi di libertà (6DoF) basati sul movimento. Dopo aver presentato la precedente produzione al Tribeca Film Festival e al Festival di Cannes, Venezia è l’appuntamento in cui Intel Studios mostra le esperienze interattive che rivelano le potenzialità e il futuro dei lungometraggi volumetrici.

 

Piero Ricca