Lo streaming intelligente di Akamai
Le tendenze del mercato OTT e le soluzioni per lo streaming video proposte dall’azienda americana sono state il focus dell’Akamai Media Tech Day che... Lo streaming intelligente di Akamai

Le tendenze del mercato OTT e le soluzioni per lo streaming video proposte dall’azienda americana sono state il focus dell’Akamai Media Tech Day che ha visto la partecipazione dei più importanti operatori italiani del settore.

Con la sempre maggiore diffusione di soluzioni OTT (Over The Top), ovvero la distribuzione sulla rete pubblica Internet di contenuti, soprattutto video, riuscire a garantire una visione ottimale a tutti i possibili fruitori è la sfida principale che si trova ad affrontare chiunque voglia trarre profitto da questo canale.

Oltre alla qualità del video, elemento comunque non di secondaria importanza, ciò che può determinare una maggiore o minore esperienza di visione è l’effettiva disponibilità dello streaming. Anche soltanto dover attendere più di una decina di secondi per il caricamento del video, o le continue pause dovute al cosiddetto rebuffering, possono scoraggiarne la visione.

Il problema nasce dalla natura stessa della rete Internet: ogni volta che ci si collega a un indirizzo web, il percorso seguito dai pacchetti di dati non è stabilito in maniera predefinita, ma in base alla disponibilità dei nodi intermedi e alle condizioni di congestione delle dorsali. Se da una parte questo assicura sempre la possibilità di connessione, visto l’elevato numero di nodi e dorsali esistenti, dall’altra non può garantire in alcun modo la rapidità del collegamento, il tempo di latenza che trascorre fra l’invio della richiesta e la ricezione dei dati.

Le Content Delivery Network (CDN, letteralmente reti per la consegna di contenuti) sono state create proprio per minimizzare la latenza nella ricezione e garantire un flusso dei dati il più possibile continuo. Una rete CDN è costituita da server e data center distribuiti geograficamente: i contenuti dei fornitori sono duplicati sui server più facilmente raggiungibili da chi ne fa richiesta.

Akamai è presente in questo settore da quasi venti anni, intervallo di tempo in cui è cresciuta fino a poter contare su 3.600 siti localizzati in oltre 130 Paesi con una piattaforma costituita da 230mila server e 1.600 reti proprietarie: tutto ciò garantisce un’elevata affidabilità e la possibilità di gestire punte di traffico davvero notevoli, come ha ricordato Valentina Angeleri, Solutions Engineer della filiale italiana di Akamai.

Il record di traffico per un evento in diretta streaming video sulla piattaforma Akamai è stato raggiunto lo scorso settembre con 60 Tbps, valore che tradotto in numero di visualizzazioni corrisponde a circa 15 milioni di connessioni, ciascuna delle quali con un bitrate di 4 Mbps (per la cronaca, l’evento in oggetto era la presentazione dei nuovi iPhone Apple).

Per poter sostenere senza problemi un tale volume di traffico è necessaria una presenza capillare: la soluzione più economica sarebbe quella di affidarsi totalmente a operatori esistenti, come fanno la maggior parte dei fornitori di soluzioni CDN, ma che è considerata da Akamai non idonea a evitare possibili congestioni del traffico. Angeleri ha fatto l’esempio dell’Italia: la velocità di connessione media offerta agli utenti dagli Internet Service Provider (ISP) e dagli operatori telecom è di poco superiore ai 10 Mbps, valore teoricamente più che sufficiente per lo streaming di video HD, sempre che non si colleghino contemporaneamente allo stesso server centinaia o migliaia di utenti come può accadere in occasione di eventi particolari. Per questa ragione, Akamai ha scelto anche per l’Italia la strategia di essere presente con i propri server presso i maggiori ISP e operatori telecom italiani, in modo da minimizzare la perdita di pacchetti di dati e la latenza nella loro ricezione.

Il mercato OTT è in fase di espansione esponenziale, come ha evidenziato Ian Munford, Media Product Marketing Director di Akamai. Stando al quadro che ne ha fatto Munford, l’Italia non è messa poi tanto male. Nel 2017 i servizi di video on demand a pagamento hanno cominciato a generare utili, grazie anche alla diffusione delle Smart TV. L’audience è costituita prevalentemente dalle fasce di età più basse e, manco a dirlo, quelli preferiti sono i contenuti localizzati in lingua italiana. Inoltre, il 60% della popolazione italiana può contare su collegamenti con velocità superiore ai 6 Mbps, valore sufficiente a garantire la visione ottimale di video HD da fornitori come Netflix.

Secondo Munford, i servizi OTT possono già competere con le trasmissioni in digitale terrestre e anche offrire una qualità delle immagini superiore, grazie alla possibilità di poter utilizzare bitrate maggiori, ma c’è ancora strada da fare per quel che riguarda la latenza, elemento abbastanza importante per la trasmissione di eventi in diretta. Il problema è legato al fatto che, mentre per trasmettere su canali tradizionali può essere sufficiente una sola codifica con un bitrate ben determinato, un servizio OTT deve prevedere diversi tipi di codifica con più valori di bitrate per poter essere fruito con i diversi dispositivi (smartphone, tablet, SmartTV, …), cosa che comporta un certo ritardo rispetto ai canali tradizionali. La soluzione proposta da Akamai è il Media Service Live che, a detta di Munford, assicura un’affidabilità e una disponibilità paragonabile a quella delle emittenti televisive con ritardi inferiori ai 10 secondi e anche meno. La copertura della soluzione Media Service Live è globale, con punti di ingresso a Internet presenti in tutto il mondo, automaticamente rimappati dinamicamente sul più disponibile in caso di guasto al punto prescelto. Inoltre, è prevista la possibilità di proteggere i contenuti con la cifratura TLS (Transport Layer Security).

Come testimonial della giornata, Akamai ha invitato Rauno De Pasquale e Stefano De Amici di deltatre che hanno presentato la piattaforma DIVA, già utilizzata con successo per la distribuzione OTT di eventi sportivi di rilevanza mondiale, Olimpiadi comprese. DIVA integra il video in diretta con tutta una serie di statistiche e informazioni aggiuntive che possono renderne più coinvolgente la visione. Deltatre è partner dell’Akamai NetAlliance Program e lavora in stretto contatto con i tecnici di Akamai in tutte le fasi di progettazione delle proprie soluzioni, potendo così sfruttare tecnologie allo stato dell’arte.

Proprio la rapida adozione delle tecnologie più innovative permette ad Akamai di migliorare le prestazioni della propria piattaforma, come nel caso del protocollo QUIC (Quick UDP Internet Connections) già integrato nella versione 2.0 di Media Acceleration. Vimeo è stata tra le prime a sperimentarlo, ottenendo un immediato miglioramento nella distribuzione dei video in HD e 4K, come ha ricordato Thomas Stark, Media Product Manager di Akamai.

L’altro fronte sul quale Akamai è in grado di offrire un miglioramento delle prestazioni è quello degli spot pubblicitari presenti nelle pagine web, almeno metà dei quali non vengono visti, sia per l’eccessiva latenza, sia per l’utilizzo di plug-in per i browser (i cosiddetti Ad blocker) il cui  scopo è di bloccare gli annunci pubblicitari, comunque fatturati anche se non vengono visti. Secondo Angeleri, gli Ad blocker sono utilizzati da quasi un quinto degli utenti Internet, ma con la soluzione Akamai Ad Recovery, che si integra in modo trasparente e non richiede alcuna modifica del codice, è possibile recuperare anche il 40% degli annunci riposizionandoli automaticamente sui propri server.

Marco Giusti allo stand Akamai dell’IBC 2017

L’offerta di Akamai non si rivolge solamente ai maggiori fornitori di contenuti video, come ci tiene a sottolineare Marco Giusti, Major Account Executive di Akamai che avevamo incontrato anche all’ultimo IBC. Anche le piccole realtà possono trarre vantaggio dalla piattaforma Akamai grazie a un’offerta scalabile che garantisce comunque la disponibilità del servizio anche in caso di superamento delle soglie di traffico previste.

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Mauro Baldacci