Auditel rileva gli ascolti tv anche sui device digitali Auditel rileva gli ascolti tv anche sui device digitali
Il nuovo sistema, presentato a fine giugno a Milano, registrerà le perfomance di ascolto su smart tv, smartphone, tablet, computer e consolle di gioco.... Auditel rileva gli ascolti tv anche sui device digitali

Il nuovo sistema, presentato a fine giugno a Milano, registrerà le perfomance di ascolto su smart tv, smartphone, tablet, computer e consolle di gioco. Saranno censiti inizialmente i programmi di sei editori che rappresentano l’86,5% del totale ascolto televisivo (DeAgostini, Discovery, La 7, Mediaset, RAI e Sky). Gli ascolti saranno rilevati su desktop e mobile browser e a breve saranno registrati anche quelli generati attraverso le app. I dati quotidiani degli ascolti verranno diffusi alle 18 di ogni giorno, mentre ogni martedì alle 10 sarà pubblicato un report settimanale.

“Si tratta di un primato a livello internazionale”, ha dichiarato il presidente di Auditel Andrea Imperiali. Oggi, in Italia, secondo i dati forniti da Auditel, sono oltre 112 milioni gli schermi che possono accedere a contenuti video o TV, di cui “42milioni circa sono tv tradizionali, 43milioni smartphone, 7 milioni i tablet e altrettante le smart tv connesse, 19 milioni i pc, a cui si aggiungono anche le piattaforme per il gaming”. I dati relativi ai device digitali “non sostituiscono ma semplicemente si affiancano ai dati tradizionalmente raccolti con il sistema campionario” – ha proseguito Imperiali – “visto che i dati censuari tradizionali sono espressi in device, quelli campionari in individui”. L’obiettivo è di arrivare a “gennaio 2021 al traguardo della Total audience della tv, cioè l’integrazione degli ascolti della tv tradizionale con quelli dei device digitali, attraverso metriche univoche e omogenee”.

Quattro le nuove metriche messe a punto da Auditel per la misurazione: l’Average Minute Rating-Device, analogo al tradizionale ‘ascolto nel minuto medio’, che quantifica però i dispositivi; il Legitimate Stream, che misura il volume di stream erogati e visti per almeno 300 millisecondi; il Total Time Spent, calcolato con la somma di tutti i secondi in cui ciascun device ha visualizzato contenuti editoriali e pubblicitari di un singolo canale e infine l’Average Stream Duration, cioè la durata media di uno stream.
Per il presidente dell’Upa (Utenti Pubblicità Associati), Lorenzo Sassoli de Bianchi, si tratta di un risultato “all’avanguardia per il mercato degli investitori in pubblicità. La possibilità di misurare i contenuti televisivi su tutti i device digitali consentirà di penetrare nuovi segmenti di consumo, favorendo l’innovazione tanto nella pubblicità quanto nei prodotti editoriali”.

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redazione milano