Zero Density ha ridefinito i workflow degli studi virtuali Zero Density ha ridefinito i workflow degli studi virtuali
Durante il NAB Show, Zero Density ha presentato una dimostrazione avanzata delle proprie soluzioni per studi virtuali, evidenziando la continuità operativa tra produzione su... Zero Density ha ridefinito i workflow degli studi virtuali

Durante il NAB Show, Zero Density ha presentato una dimostrazione avanzata delle proprie soluzioni per studi virtuali, evidenziando la continuità operativa tra produzione su LED e green screen.

Entrambe le modalità sono gestite dalla stessa piattaforma software e hardware, con l’obiettivo di offrire massima flessibilità e un realismo visivo di alto livello per le produzioni broadcast.
La piattaforma Reality di Zero Density è impiegata quotidianamente da emittenti come The Weather Channel, Warner Bros.

Discovery e Univision, che la utilizzano per generare contenuti immersivi. L’edizione di quest’anno ha posto l’accento sulla pipeline tecnologica che consente tale qualità: keying, rendering e compositing.

Pipeline di keying, rendering e compositing

La dimostrazione ha preso avvio con un’analisi del sistema di keying sviluppato da Zero Density, che si distingue per l’approccio basato su immagini e consapevole del tracciamento.A differenza dei keyer tradizionali, che si basano su campioni statici di verde e soglie di tolleranza, la soluzione proposta genera una clean plate sintetica per ogni fotogramma grazie all’integrazione di un modello 3D del ciclorama e al tracking in tempo reale della camera. Questo permette di stimare con precisione il colore originario dietro ogni pixel.

Il risultato è un key di altissima qualità, in grado di distinguere oltre due milioni di sfumature di verde in 4K UHD, senza ricorrere a soglie o clamping.  Anche i dettagli più complessi, come una bottiglia trasparente o ciocche di capelli, vengono mantenuti intatti.

La qualità del keying resta elevata anche in presenza di illuminazione non uniforme del ciclorama, grazie alla generazione accurata del clean plate.

Una volta effettuato il keying, il video viene proiettato all’interno di una scena 3D in Unreal Engine alla profondità corretta.
Invece di sovrapporre semplicemente il soggetto al background renderizzato, la metodologia di Zero Density inserisce il talento direttamente nello studio virtuale, abilitando in tempo reale ombre, riflessi e rifrazioni calcolati con ray tracing.
Questo contribuisce in modo sostanziale all’effetto di realismo percepito.

Roberto Landini