La fibra di Barnfind La fibra di Barnfind
La soluzione proposta all’IBC dall’azienda norvegese, in collaborazione con Ross, permette il controllo a distanza di telecamere e sistemi robotizzati. Basato sulla piattaforma openTruck della... La fibra di Barnfind

La soluzione proposta all’IBC dall’azienda norvegese, in collaborazione con Ross, permette il controllo a distanza di telecamere e sistemi robotizzati.

Basato sulla piattaforma openTruck della Ross, il mezzo mobile allestito da Barnfind per la norvegese UMC era collegato con lo stand della Ross tramite un cavo in fibra ottica della lunghezza di qualche centinaia di metri. Grazie a questo unico collegamento, dal mixer Carbonite installato sul mezzo mobile era possibile controllare a distanza i movimenti delle telecamere robotizzate. Anche le Camera Control Unit (CCU) potevano operare a distanza e fino a un massimo di 18 telecamere per ogni collegamento in fibra ottica possono essere regolate in questo modo. Il tutto era gestito dalla piattaforma di controllo DashBoard della Ross, ma i dispositivi Barnfind possono essere integrati anche in numerosi altri sistemi di controllo (Axon Cerebrum, Blackmagic, ProBel/Snell, …).

“Questo allestimento rappresenta un’eccellente dimostrazione di come gli utilizzatori possano avere un controllo totale del flusso di lavoro dal mezzo mobile allo studio. openTruck è una piattaforma incredibilmente potente a permette di affrontare qualsiasi tipo di produzione remota,” ha dichiarato Wiggo Evensen, CEO di BarnFind. “I collegamenti in fibra ottica dedicata per distanze relativamente brevi sono sempre più abbordabili e gestibili e DashBoard è senz’altro uno dei sistemi di controllo più popolari per le produzioni sportive e da studio.”

Oscar Juste, direttore vendite della Ross per l’Europa e il Medio Oriente, ci tiene a sottolineare la semplicità dell’iniziativa openTruck: “Il mercato dei mezzi mobili di dimensioni medio-piccole ha tradizionalmente offerto un assortimento molto vario di prodotti e openTruck mira proprio a risolvere questo problema.”

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Mauro Baldacci